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15° giorno: Incontro di Maria con Gesù che porta la Croce

Dal ritorno della Sacra Famiglia a Nazareth, dopo l’episodio doloroso dello smarrimento di Gesù a Gerusalemme, trascorreranno altri diciotto anni prima dell’inizio della vita pubblica di Gesù quale Messia Salvatore del popolo eletto.

Per la Madonna e per san Giuseppe, quegli anni furono diciotto anni di paradiso vissuti nel piccolo grembo della casetta di Nazareth. La Sacra Famiglia menava una vita povera e umile, vivendo con il lavoro di san Giuseppe, artigiano-falegname.

Ma la presenza continua di Gesù costituiva la divina fonte perenne di luce e di grazia che animava ogni angolo della casetta e ogni attimo della giornata, allietando, senza interruzioni o soste, i cuori della Mamma e di san Giuseppe alle prese con i lavori giornalieri.

Certamente, in quei diciotto anni di tempo la profezia del santo vecchio Simeone poteva apparire piuttosto lontana da quell’atmosfera di paradiso che era presente nella casa di Nazareth. Ma di fatto, invece, il tempo continuava a trascorrere di anno in anno, e il capitolo della Redenzione in realtà si stava svolgendo nel segreto, avvicinandosi a quel suo dolorosissimo compimento che sarebbe avvenuto sul Calvario.

È significativa, a questo riguardo, la delicata leggenda secondo cui un giorno Maria Santissima, «la vergine, di ritorno dalla fonte, gettò uno sguardo nella bottega di san Giuseppe e vide Gesù che, fattosi una croce di legno, vi si andava adagiando. A quella vista la Madre dà un grido, corre verso il suo Gesù, se lo stringe al cuore come per difenderlo…».

Non poteva mancare ancora molto tempo, del resto, a quell’inizio concreto della vita pubblica di Gesù, ossia della predicazione del Messia Salvatore attraverso tutte le contrade della Terra promessa, durante circa tre anni impegnati nei grandi viaggi e nelle fatiche apostoliche, per la preparazione alla sua Crocifissione e Morte sul monte Calvario.

In realtà, la vita pubblica per la predicazione di Gesù è stata una preparazione segnata da grandi sofferenze per le ostilità che Gesù ha incontrato soprattutto da parte degli scribi e dei farisei, venendosi a trovare tra molte insidie e tra molte acute contraddizioni, per cui c’erano quelli che esaltavano Gesù fino a volerlo fare re, e c’erano quelli che lo disprezzavano come un indemoniato e già tramavano addirittura di ucciderlo.

Prima di imboccare la via del Calvario, Gesù ha imboccato tutte le altre strade della Giudea, della Galilea e della Samaria per evangelizzare, insegnare, illuminare, rimproverare, convincere e convertire, operando miracoli e prodigi, chiamando i suoi Apostoli e discepoli a seguirlo, fondando la sua Chiesa e infine donando tutto se stesso, la sera del giovedì prima della Pasqua, istituendo anche il nuovo sacerdozio con il mistero ineffabile dell’Eucaristia, per poter restare sempre con noi fino alla fine dei tempi.

Poche volte la divina Madre ebbe la possibilità di incontrarsi con il Figlio durante i tre anni della vita pubblica di Gesù, ma c’è da credere che ad ogni incontro con Lui Ella sentiva sempre più avvicinarsi il giorno dell’ultimo incontro, quello dolorosissimo, che sarebbe avvenuto lungo la strada della via Crucis che mena al Calvario, su quel monte dove sarebbe stata portata a compimento la missione redentrice universale con la Passione e Morte di Gesù, crocifisso fra due ladroni, e con la Compassione dell’anima della Madre interamente trapassata dalla “spada” ai piedi della Croce, accanto al suo Figlio Crocifisso.

Chi può dire lo stato d’animo di dolore della divina Mamma al pensiero che frattanto, di giorno in giorno, si stava avvicinando il giorno del più grande dolore della sua missione di Corredentrice universale? La “spada” di dolore predetta dal vegliardo Simeone stava ormai per completare quella profezia secondo cui doveva “trapassare l’anima” della Madonna coronando, così, il piano salvifico di Dio per l’umanità intera.

Ancora pochi giorni, dunque, e arriva quel giorno dolorosissimo del venerdì Santo nel quale la dolce Madre, disfatta dal dolore, incontra il suo divin Figlio condannato che cammina sotto il peso della croce sulla via che mena al Calvario per la sua Crocifissione e Morte. «Chi potrebbe non contristarsi – scrive il beato Jacopone da Todi – contemplando la Madre di Cristo che soffre con il Figlio?».

Meditiamo anche noi, e ascoltiamo attentamente san Pio da Pietrelcina che ci esorta con le sue parole piene di santa unzione: «Sforziamoci noi pure, come tante anime elette, di tener sempre dietro a questa benedetta Madre, di camminare sempre appresso a Lei, non essendoci altra strada che a vita conduce se non quella battuta dalla Madre nostra».

PREGHIERA CONSIGLIATA: Corona dei Sette dolori della Beata Vergine Maria

FONTE: Settembre, Mese dell’Addolorata, P.Stefano M. Manelli, 22 agosto 2013, © Casa Mariana Editrice.
(La traduzione, l’adattamento totale o parziale, la riproduzione con qualsiasi mezzo (compresi i microfilm, i film, le fotocopie) nonché la memorizzazione elettronica, sono riservati per tutti i paesi.)

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