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19° giorno: La Sposa del Sangue. La santa Chiesa

L’Opera di Gesù Cristo non poteva mo­rire con lui. Il suo Sangue doveva conti­nuare a scorrere nelle anime, attraverso i sacramenti. Il Vangelo doveva essere tra­smesso a milioni di uomini e la verità di­fesa dai nemici di ogni tempo. Era perciò necessaria la Chiesa, una santa e universa­le, che potesse compiere questa missione di salvezza. Gesù la fondò su Pietro, roccia inespu­gnabile, ma la fece sgorgare dal suo Cuore tratto. «Quel Sangue che esce dal Cuore di Cristo, dice S. Ambrogio, è prezioso, perché ci dona la Chiesa». E S. Gregorio: «La Chiesa fu fondata col Sangue, crebbe col Sangue, fu nutrita col Sangue, il suo fine sarà dunque il Sangue!» Perciò, con­clude S. Caterina: «Il Sangue di Cristo è il tesoro della Chiesa». Il Sangue di Gesù,dunque, anima tutta la Chiesa, perché da esso riceve i mezzi per la propria santificazione. La Chiesa non ne è soltanto la conservatrice eterna, ma la dispensiera, avendo avuto da Cristo il mandato di farlo scorrere per la salute di tutte le anime. Ella è la sposa del Sangue di Cristo e la Madre universale di tutti i redenti. Per lei non vi è distinzione di razze, di ceti e persone; tutti i suoi figli ricevono lo stesso battesimo, siedono alla stessa Mensa Eucaristica, ricevono la me­desima Grazia nei sacramenti e sono og­getto delle sue materne premure. Eppure quante persecuzioni contro questa Madre santa e generosa! Quante volte noi pure ci siamo vergognati di di­chiararci suoi figli, quante volte ci siamo rifiùtati di obbedire alle sue leggi! Amiamo la Chiesa, come un buon fi­gliuolo ama la madre, perché fuori di essa non vi può essere salvezza.

ESEMPIO: Un campione di eroica fedeltà alla Chiesa e al Papa fu S. Gaspare del Bufalo. Nel luglio del 1809, Napoleone, dopo aver occupato Roma, fece arrestare e tra­scinare in esilio Pio VII. Ai cardinali, vescovi, e sacerdoti fu im­posto un giuramento di fedeltà all’impe­ratore. Quando Gaspare, da poco più di un anno sacerdote, fu chiamato dal magi­strato e invitato a giurare, rispose con fer­mezza: «Non posso, non debbo, non vo­glio!». Né valsero le lusinghe più blande e le più terribili minacce. Le conseguenze di tanto coraggio furo­no l’esilio a Piacenza e le carceri a Bolo­gna, in S. Giovanni in Monte, a Imola e a Lugo di Romagna. Le sofferenze e le pri­vazioni subìte in quei luoghi di pena fu­rono così gravi che lo condussero sull’orlo della tomba. Ma anche in quelle condi­zioni egli rimase irremovibile ogni qual­volta gli si ingiungeva di mancare di fe­deltà al papa. Imitiamolo anche noi in tanta fortezza cristiana! Le persecuzioni più violente non sono riuscite e non riusciranno mai a distruggere la Chiesa, né a interrompere una serie così gloriosa e santa di pontefici. Il Papa è il Vicario di Cristo, il Succes­sore di Pietro, il Maestro di verità.

PROPOSITO: Non vergognarti di ap­partenere alla Chiesa di Gesù Cristo e di­fendila, quando sentirai calunniarla.

GIACULATORIA: Eterno Padre, vi offro il Sangue Preziosissimo di Gesù Cristo, per la propagazione della Chiesa, per il Sommo Pontefice, per i Vescovi, i Sacerdoti, i religiosi e la santificazione del popolo di Dio.

FONTE: San Gaspare del Bufalo

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