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20° giorno: “Donna, ecco tuo figlio”

Maria Santissima ai piedi della croce non disse una sola parola. Era silenziosa. Era muta. Era impietrita dal dolore. Era tutta dolore di espiazione.

Era immersa nel travaglio della nostra Redenzione: il travaglio del parto di noi figli del peccato, rigenerati da Lei quali suoi “figli nel Figlio”, trasformati da figli del peccato in figli della divina grazia, fratelli di Cristo, il «Primogenito fra molti fratelli», come dice san Paolo (Rm 8,29).

Il travaglio della Maternità universale di Maria nei nostri riguardi ebbe il suo compimento e culmine qui, ai piedi della Croce, e si svolse nel silenzio totale da parte di Lei. Impietrita dal dolore redentivo, la nostra Madre Corredentrice – la nuova Eva –, in unità indivisibile con il Figlio Redentore – il nuovo Adamo –, rigenerava tutti i fratelli del suo Figlio «Primogenito» (Rm 8,29): e li rigenerava uno per uno, conoscendoli singolarmente con i loro peccati da espiare, pagando anch’Ella con la sua sofferenza immersa e unificata con la sofferenza del Figlio Redentore. Allora, infatti, dice Amedeo di Losanna, «l’afferrarono i dolori come di partoriente […] tutti gli oltraggi e gli affronti degli empi ricadevano sul suo capo materno».

Quale mistero di grazia, quindi, avveniva sul Calvario, ai piedi della Croce! La Madonna era muta nel suo incommensurabile dolore materno corredentivo, durante il travaglio del dolorosissimo parto di tutti noi figli peccatori. Chi poteva parlare e rivelare il mistero di quel “parto” che stava avvenendo, rendendo la Madre di Gesù Madre dell’umanità redenta? Tutto avveniva in un mistero impenetrabile di amore-dolore avvolto interamente di silenzio, durante le atroci tre ore di agonia di Gesù Crocifisso.

Ma Gesù Crocifisso ad un certo punto parlò.

Sì, fu proprio Lui a parlare. Immerso negli spasimi strazianti della Crocifissione, Gesù parlò, e con le sue divine parole ci donò la rivelazione esplicita della Maternità universale di Maria quale Corredentrice universale. Dall’alto della Croce, infatti, guardando la Madonna, che aveva accanto a sé san Giovanni evangelista, Gesù disse alla Madonna: «Donna, ecco il tuo figlio»; e guardando, subito dopo, l’apostolo san Giovanni, disse a lui: «Ecco la tua madre» (Gv 19,26-27).

Le parole di Gesù: «Donna, ecco il tuo figlio», sono state la proclamazione ufficiale, pubblica e solenne della Maternità spirituale di Maria che ci ha rigenerati come Madre Corredentrice: divina proclamazione e promulgazione! Ma anche, quale divina operazione della scienza infusa fu quella che diede a Maria Santissima, sul Calvario, la conoscenza di tutti i figli discendenti del primo Adamo e della prima Eva – tutti figli del peccato! –, da rigenerare come figli della divina grazia redentrice del secondo Adamo e della seconda Eva!

Sul Calvario, in effetti, la Passione e Morte di Cristo Redentore, Nuovo Adamo, e la Compassione di Maria Corredentrice, Nuova Eva, hanno rigenerato l’umanità alla vita della divina grazia, offrendo la possibilità della salvezza eterna a tutti gli uomini di “buona volontà” che non rifiutano il dono della grazia divina, unica salvezza dell’intera umanità.

Se dunque nel giardino dell’Eden (cf. Gen 2,8) la caduta originaria di Eva con Adamo – nostri Progenitori – ha procurato agli uomini la rovina e la morte del peccato, destinandoli alla perdizione eterna; la rigenerazione, invece, operata sul Calvario dalla Seconda Eva – Maria Corredentrice – in unità e in subordine al Secondo Adamo – Gesù Redentore – ha procurato agli uomini la salvezza eterna per il Regno dei cieli.

Ha scritto molto bene il beato Guerrico dicendo che «l’antica Eva, più matrigna che madre, perché diede ai figli la morte prima ancora di generarli, fu sì chiamata “la madre di tutti i viventi” (Gen 3,20), ma in verità si potrebbe chiamare piuttosto assassina dei viventi, perché il suo generare non fu altro che ingenerare morte. Essa dunque non poté realizzare quanto il suo nome significava. Invece Maria diede piena attuazione a quel mistero di cui è espressione. È infatti madre di tutti coloro che rinascono alla vita».

Maria Corredentrice, dunque, a differenza di Eva peccatrice, è diventata la nostra vera Madre, non nell’ordine naturale, ma nell’ordine soprannaturale, nell’ordine della grazia divina: è da Lei, infatti, che noi veniamo rigenerati spiritualmente quali figli di Dio, “figli nel Figlio”, fratelli di Gesù che è il «Primogenito fra molti fratelli» (Rm 8,29), tutti da Lei generati. È Lei la vera Madre, quindi, che ci fa vivere non della vita fisica o vita naturale, ma della vita spirituale e divina: di quella vita, cioè, che ci dona l’immortalità per la vita eterna nel Regno dei cieli. Quale venerazione, quale gratitudine e riconoscenza non dobbiamo, dunque, a Colei che con la sua Compassione di Corredentrice in unità con la Passione di Gesù Redentore ci ha rigenerati alla vita divina della grazia come Madre di amore e di dolore!

PREGHIERA CONSIGLIATA: Corona dei Sette dolori della Beata Vergine Maria

FONTE: Settembre, Mese dell’Addolorata, P.Stefano M. Manelli, 22 agosto 2013, © Casa Mariana Editrice.
(La traduzione, l’adattamento totale o parziale, la riproduzione con qualsiasi mezzo (compresi i microfilm, i film, le fotocopie) nonché la memorizzazione elettronica, sono riservati per tutti i paesi.)

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