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21° giorno: Il Santo Rosario; sostegno nelle lotte

È impressionante la serie degli episodi in cui il Santo Rosario è stato di aiuto e di sostegno nelle dure lotte della vita.

Se si potessero leggere le cronache delle persecuzioni contro i cattolici si scoprirebbero tesori di testimonianze eroiche a conferma della preziosità della corona del Santo Rosario nell’affrontare e nel sostenere travagli e sofferenze incredibili per la ferocia e la disumanità dei persecutori.

Un esempio bellissimo ci è offerto dalla cronaca che un deportato politico francese, Claude Humbert, scrisse al suo ritorno dai campi di concentramento nazisti.

«Quando arrivai al campo di Neungamme fui destinato ai lavori di scavo. Misi il rosario al collo e andai al lavoro.

Una guardia delle SS me lo strappò brutalmente e lo gettò fra le immondizie. Più tardi ne fabbricai uno con dei pezzetti di corda. Non avevamo assolutamente niente, né Messa, né oggetti di pietà: ogni culto era proibito sotto pena di morte. è allora che noi abbiamo compreso tutto il valore e l’utilità del Rosario.

Tutti i deportati si ingegnavano a costruirne. Ce li imprestavamo parecchie volte nel corso della giornata, ed era una mezza battaglia poterne avere uno. […] Quale conforto per noi quella preghiera, l’unica che ci fosse possibile recitare. I misteri dolorosi! Li vivevamo con Gesù Cristo e con la Vergine. Offrivamo le nostre sofferenze: la fame, il freddo, i colpi di frusta…

Andando al lavoro dovevamo fare cinque chilometri a piedi.

Ogni giorno meditavo un rosario e i compagni si univano a me nella recita, rispondendo alle “Ave Maria”… Erano impressionanti quei rosari meditati sotto la pioggia che ci sferzava in viso. Si aveva l’impressione reale di portare la croce di Cristo, e la Vergine era vicina a noi […]. A Dachau si recitava il rosario al mattino durante il lavoro.

Era il breviario di tutti. Io l’avevo insegnato pure ai polacchi, quando ero nel blocco di baracche dei polacchi.

Finì anche l’esilio e fummo rimpatriati, dopo anni di sofferenze inaudite. Eravamo pochi i superstiti di quella spaventosa avventura.

Rientrando a Lione io salii a piedi scalzi al Santuario mariano di Fourvières, posto in alto sulla collina che domina la città, recitando il rosario. Era una promessa che avevo fatto nei campi di concentramento.

Giunto sul piazzale, davanti alla imponente mole del tempio, mi arrestai e recitai il secondo rosario: alla mia memoria affioravano tutti i ricordi del passato, i compagni di prigionia con cui pregavo, il lungo camminare attraverso i boschi, mentre si andava al lavoro, sotto lo sguardo delle SS…
La Madonna mi aveva ricondotto salvo dai campi della morte: non la benedirò mai abbastanza».

RENDE FORTI COME IL DIAMANTE!

Questa vicenda drammatica è la dimostrazione più concreta del potere che ha il Rosario di sostenere e confortare anche nelle lotte più dure, e anche di fronte al pericolo della morte più inumana e feroce. Se potessero parlare l’arcipelago dei gulag in Russia (che in mezzo secolo hanno ucciso circa cento milioni di uomini!) e tutti i campi di concentramento della seconda Guerra mondiale, quale epopea del Rosario e quanti eroismi dei condannati a morte non verrebbero rivelati al mondo intero!

Il Rosario è straordinario come preghiera, perché può essere recitato da tutti e dovunque. Più semplice di così non potrebbe essere, nella sua struttura. Bastano anche pochi pezzetti di corda per avere un rosario fra le mani e contare le “Ave Maria”. Durante il lavoro o durante il riposo, nelle lunghe marce e nelle soste forzate, in tempi di pace o in tempi di guerra, il Rosario è capace di sostenerci, di riempire ogni mente di pensieri sublimi, di alimentare la fede e la speranza, di far avvertire ogni volta la vicinanza materna della Madonna che può e vuole soccorrerci, che può e vuole sostenerci nelle prove della vita.

Insegna bene per questo san Bernardo nel suo celebre Memorare, dicendo proprio così: «Non si è inteso mai al mondo che qualcuno ricorrendo alla vostra materna intercessione sia stato da voi abbandonato». Soltanto in Paradiso conosceremo quanta forza e coraggio ha donato il Rosario a tutti coloro che si sono stretti ad esso.

Forse anche nella nostra esperienza, sappiamo bene quanta disperazione il Rosario non ha fatto evitare o superare a chi non aveva più nessun motivo di sperare! Quanta forza d’animo e alimento di speranza il Rosario non ha saputo infondere in chi aveva ogni motivo per abbattersi e sfiduciarsi di fronte alla crudeltà degli uomini sanguinari, a volte violenti più delle belve! La coroncina del Rosario è così: sa rendere forti come il diamante, sa confortare come un fascio di rose profumate, sa rendere vicina vicina la Madre divina.

PREGHIERA CONSIGLIATA: Santo Rosario della Beata Vergine Maria

FONTE: Ottobre, Il mese del Rosario, P.Stefano M. Manelli, settembre 2010, © Casa Mariana Editrice.

(La traduzione, l’adattamento totale o parziale, la riproduzione con qualsiasi mezzo (compresi i microfilm, i film, le fotocopie) nonché la memorizzazione elettronica, sono riservati per tutti i paesi.)

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