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24° giorno: Il Sangue di Cristo e la sofferenza

Gesù non ha dato il suo Sangue solo per redimerci. Se invece di poche gocce, che sarebbero bastate per la redenzione, ha voluto versarlo tutto, sopportando un mare di dolori, lo ha fatto per aiutarci, ammaestrarci e confortarci nei nostri dolori. Il dolore è un triste retaggio del peccato e nessuno ne va immune. Gesù, proprio perché coperto dei nostri peccati, ha sof­ferto. Sulla via di Emmaus disse ai due di­scepoli che era necessario che il Figlio dell’Uomo patisse per poter entrare nella gloria. Egli perciò volle conoscere tutti i dolori e le miserie della vita. Povertà, la­voro, fame, freddo, distacco dagli affetti più santi, infermità, ingratitudine, tradi­mento, persecuzioni, martirio, morte! Cos’è dunque la nostra sofferenza nei confronti dei dolori di Cristo? Nei nostri dolori guardiamo Gesù in­sanguinato e riflettiamo quale senso da­vanti a Dio hanno le calamità e le sof­ferenze. Ogni sofferenza è permessa da Dio per la salvezza dell’anima nostra; è un tratto della divina misericordia. Quanti sono sta­ti richiamati alla via della salvezza, attra­verso la via del dolore! Quanti già lontani da Dio, colpiti dalla sventura, hanno sen­tito il bisogno di pregare, di tornare in chiesa, di inginocchiarsi ai piedi del Croci­fisso per ritrovare in lui la forza e la spe­ranza! Ma anche se soffrissimo ingiustamente, ringraziamo il Signore, perché le croci che Dio ci manda, dice S. Pietro, sono la co­rona di gloria che non appassisce mai.

ESEMPIO: In un ospedale di Parigi un uomo col­pito da una malattia ripugnante, soffre indicibilmente. Tutti lo hanno abbando­nato, perfino i parenti e gli amici più cari. Solo la suora di carità è al suo capezzale. In un momento di più atroce sofferenza e sconforto, il malato grida: «Una rivoltella! Sarà l’unico rimedio efficace contro il mio male!». La suora gli porge invece il crocifisso e gli mormora dolcemente: «No, fratello, questo è l’unico rimedio per la vostra sof­ferenza e per quelle di tutti i malati!» Il malato lo baciò e gli occhi gli si inumidi­rono di lacrime. Quale significato avrebbe il dolore sen­za la fede? Perché soffrire? Chi ha la fede trova nel dolore forza e rassegnazione: chi ha la fede trova nel dolore una fonte di meriti; chi ha la fede vede in ogni soffe­rente Cristo che soffre.

PROPOSITO: Accetterò dalle mani del Signore, ogni tribolazione; conforterò chi soffre e visiterò qualche malato.

GIACULATORIA: Eterno Padre ti of­fro il Sangue Preziosissimo di Gesù Cristo per la consacrazione del lavoro e del dolore, per i poveri, gli infermi e i tribolati.

FONTE: San Gaspare del Bufalo

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