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27° giorno: “Dov’è il tuo tesoro…”

A sera, al momento più conveniente, infine, il mesto gruppetto della Madonna Addolorata con la Maddalena, san Giovanni evangelista, Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo lasciano il sepolcro, chiuso con la pietra rotolata davanti, e debbono fare ritorno a casa, chiudendo così quel giorno del venerdì Santo ricco più che mai di immensa sofferenza e di acutissima tristezza per gli eventi dolorosissimi della Crocifissione di Gesù, il Redentore, della sua deposizione dalla croce sulle ginocchia della Madre e della sua sepoltura nella tomba.

È superfluo pensare o dire che soprattutto la Madonna, in quel doloroso distacco dalla tomba, se ha potuto separarsi con il corpo da quel sepolcro, non ha certamente potuto separarsi con il cuore.
È la parola divina di Gesù che ha insegnato a tutti: «Dov’è il tuo tesoro, ivi è il tuo cuore» (Lc 12,34).
Non era possibile per Lei separare la sua anima e il suo cuore da Gesù rinchiuso nel sepolcro. In nessun caso, questa massima di Gesù ha avuto una realizzazione al vertice di ogni perfezione. Chi ama davvero, afferma san Giovanni della Croce, «vive più dove ama che dove vive».

«Maria lascia il suo cuore sepolto con Gesù – scrive infatti sant’Alfonso –, perché Gesù è tutto il suo tesoro: “Dov’è il tuo tesoro ivi è anche il tuo cuore” (Lc 12,34)». Per la Madonna non poteva che essere così. Silenziosa, raccolta, assorta in Gesù chiuso nel sepolcro: Ella era unita a Lui ininterrottamente, dolorosamente, amorosissimamente, in attesa sempre più fervida della promessa e gloriosa Risurrezione di Gesù al terzo giorno.

Cosa è di noi, del nostro tesoro, del nostro cuore, invece?, si chiede ancora sant’Alfonso, e risponde subito continuando ad ammaestrarci con la sua pratica e santa saggezza: «noi dove terremo sepolto il nostro cuore? Forse nelle creature? nel fango?
E perché non in Gesù, che benché asceso al Cielo, pure ha voluto restare, non morto ma vivo, nel SS. Sacramento dell’altare, appunto per avere seco a possedere i nostri cuori?».

Intanto, nel ritorno a casa, si passa di nuovo, per forza, là dove si trovano le tre croci dei condannati alla crocifissione sul Calvario. E sant’Alfonso de’ Liguori riferisce che secondo san Bonaventura la Madonna, passando di nuovo davanti alla croce bagnata ancora dal sangue del suo Gesù, fu Ella la prima ad adorarla con amore bruciante: «O Croce santa – disse allora la Madonna –, io ti bacio e ti adoro, giacché ora non sei più legno infame, ma trono di amore ed altare di misericordia, consacrato col sangue dell’Agnello divino, che in te è stato già sacrificato per la salute del mondo».

Anche da quel luogo, però, non è stato facile separare la Madonna dalla Croce di Gesù, da quella Croce santa e ancora insanguinata, che Ella stava adorando tutta rapita in Lui. E quando, dopo un po’, la Madonna può lasciare quel luogo e arrivare finalmente a casa, è inevitabile che subito Ella, «va girando gli occhi d’intorno – riflette e scrive ancora sant’Alfonso – e non vede più il suo Gesù; ma invece della presenza del caro Figlio, le si fanno avanti agli occhi tutte le memorie della sua bella vita e della sua spietata morte».

Al ricordo ancora vivissimo del dramma sanguinoso della Passione e Morte di Gesù Crocifisso, la Madonna, sola e silenziosa, si sente realmente “Desolata”, ora. La perdita, l’assenza, il vuoto di Gesù in quella casa non possono non crearle davvero lo stato d’animo afflittissimo della “Desolata”, che si sente soprattutto oppressa da quelle colpe senza numero degli uomini di tutti i tempi che hanno crocifisso il suo Gesù.

Certo, doveva essere terrificante la vista degli oceani dei peccati di tutti gli uomini, con le sofferenze e gli strazi, le bestemmie e le disperazioni, gli omicidi e gli odii, le brutture e le vergogne di ogni genere, che la Redenzione operata sul Calvario ha dovuto riparare con la sanguinosa immolazione di Gesù Crocifisso e con l’amarissima coimmolazione di Maria Corredentrice, concrocifissa con il Figlio. A questa vista, sì, la Madonna si è sentita interamente “Desolata”.

E quando l’Addolorata viene raffigurata con le “Sette spade nel cuore” dobbiamo sempre ricordare che quelle sono le “spade” dei nostri peccati; e, al riguardo, non può non far riflettere l’episodio straordinario di quel giovane che ogni giorno, per devozione, visitava una immagine dell’Addolorata, e un giorno in cui egli aveva commesso un peccato grave, quando andò a venerare l’immagine dell’Addolorata, si accorse subito che nel petto dell’Addolorata c’erano otto spade invece di sette: stupito e sgomento a vedere quell’ottava spada, il giovane sentì una voce che gli disse: «L’ottava spada è il peccato da te commesso!».

«E tu anima mia non piangi? – chiede ancora sant’Alfonso – Deh volgiti a Maria e dille con San Bonaventura: “Concedimi, o Signora mia, concedimi di piangere: tu sei innocente, io sono il reo”. Prega la affinché ti ammetta seco a piangere. Ella piange per amore, tu piangi per il dolore dei tuoi peccati».

PREGHIERA CONSIGLIATA: Corona dei Sette dolori della Beata Vergine Maria

FONTE: Settembre, Mese dell’Addolorata, P.Stefano M. Manelli, 22 agosto 2013, © Casa Mariana Editrice.
(La traduzione, l’adattamento totale o parziale, la riproduzione con qualsiasi mezzo (compresi i microfilm, i film, le fotocopie) nonché la memorizzazione elettronica, sono riservati per tutti i paesi.)

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