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27° giorno: L’offerta riparatrice del Sangue

Gesù vuole anime riparatrici. Anche ai nostri giorni, e forse più che nel passato, il Sangue di Gesù è profanato e bestem­miato. Par di sentire il lamento del Mae­stro Divino che dice: «Ho dunque versato invano il mio Sangue?» Ma come nel Get­semani non c’era alcuno che vegliasse con Gesù agonizzante, così oggi sono abban­donati i Tabernacoli. Ad un’anima pia’ Gesù così ha parlato: «Cerco dei consolatori e non li trovo; non sono amato. I flutti dei crimini uma­ni salgono fino al Padre, il mio Vicario è calunniato, trionfa il piacere e l’orgoglio, la legge della carità è oltraggiosamente violata. Alcuni sono generosi in parole, ma quando si presenta la croce fuggono. Io voglio anime riparatrici, pronte a sof­frire coraggiosamente, piene di carità per i peccatori, anime che offrano senza stan­carsi mai il mio Sangue al Padre, in espia­zione dei peccati. II mondo non può esse­re salvato che dal mio Sangue. Trovami una legione di anime riparatrici; dì ai miei sacerdoti che, celebrando il S. Sacri­ficio, mi offrano Vittima di riparazione al mio Padre celeste e che, quando la litur­gia lo permette, celebrino la messa votiva del Sangue Prezioso». Anche a noi è rivolto questo appello di Gesù. Come possiamo rimanere indiffe­renti? Uniamoci a quello stuolo di anime, che offrono se stesse, i propri dolori, le proprie azioni in unione del Sangue Pre­zioso di Gesù, perché trionfi il suo Regno nel mondo. Sia anche la nostra una vera anima riparatrice!

ESEMPIO:

S. Teresina di Lisieux, dopo aver ascol­tato la s. messa, chiudendo il libro di pre­ghiere, vide sporgere fuori in un’imma­gine, il braccio di Gesù Crocifisso. Fu pre­sa in quell’istante così vivamente dal pen­siero della Passione, che quella mano, il chiodo e il Sangue, le sembravano cose vive e reali. S’infiammò ancor di più per le sofferenze del Signore e si propose di far conoscere a tutti l’amore e il dolore provati da Gesù sulla croce. Seppe che un tal Pranzini, condannato a morte, stava per essere giustiziato senza dar segni di conversione; era già col capo sotto la mannaia e aveva respinto più volte il sacerdote. Pregò intensamente per lui. All’improvviso il condannato chiese di confessarsi e quando il sacerdote si al­lontanò, lacrime di pentimento sgorgavano dai suoi occhi. S. Teresina aveva ottenuto dal Sangue di Gesù il cielo per quel povero peccatore. Quando sentiamo l’aridità nel nostro cuore e ci accorgiamo che tarda a venire il pentimento delle nostre colpe, pensiamo al Sangue di Gesù: esso ha la potenza di intenerire anche i cuori più duri.

PROPOSITO:

Farò spesso l’offerta del Sangue di Gesù all’Eterno Padre in ripa­razione dei miei peccati e di quelli che si commettono in tutto il mondo.

GIACULATORIA:

Cuore di Gesù, confortato nella tua agonia da un Angelo, confortami nella mia agonia.

FONTE: San Gaspare del Bufalo

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