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28° giorno: San Paolo della Croce

In una delle vite di san Paolo della Croce, stampata in Roma nel 1807, si può leggere che un giorno al santo Fondatore dei Passionisti apparve Maria Santissima, nelle sembianze dell’Addolorata, seduta ai piedi della Croce, con Gesù Crocifisso morto fra le braccia, quasi fosse stato allora allora schiodato dalla croce.

Gesù era tutto coperto di piaghe e di profonde ferite, con tante lividure e grumi di nero sangue.
L’Addolorata aveva il volto verginale così pallido, compassionevole, agonizzante che non si distingueva da quello di Gesù suo Figlio Crocifisso.
L’Addolorata si fece contemplare così da san Paolo della Croce, per un po’ di tempo soltanto, e poi disparve.

Ma nel Santo quella breve apparizione bastò per lasciargli impressa nella mente una conoscenza e una partecipazione così viva dell’acerbissimo dolore della Madonna, che non poté non piangere a calde lacrime, dicendo e ripetendo a se stesso: «Il dolore della nostra Divina Madre toccò l’ultimo segno quando le deposero in grembo, sotto la Croce, il corpo morto di Gesù Crocifisso, così deformato, impiagato e sfracellato».

Un’altra mattina, poi, mentre stava tutto concentrato a fare il lungo ringraziamento subito dopo la Santa Messa, a capo chino, san Paolo della Croce si sente chiamare soavemente per nome. Si scuote, egli, alza lo sguardo e vede la celeste Regina tutta mesta con una spada tagliente confittale nel petto, mentre versava dagli occhi due rivi di pianto.

Il Santo si prostra immediatamente a venerare l’Addolorata Signora, la quale gli descrive l’acutezza dei suoi Dolori con parole così tenere e commoventi, che egli sentiva spezzarsi il cuore per la compassione. Infine l’Addolorata conclude: «Io sono troppo amareggiata da quelli che osano chiamarsi miei devoti a parole, mentre con i loro peccati fanno orribile strazio del mio divino Figliuolo. Anche a me essi rinnovano i Dolori nel modo stesso come crocifiggono il mio Gesù nel perverso loro cuore. Tu, perciò, continua a promuovere con acceso fervore la devozione alla Passione del mio Gesù e ai miei Dolori».

Così dicendo, l’Addolorata Madre sparì dagli occhi di san Paolo della Croce, lasciandolo tutto in lacrime, sopraffatto dai più profondi sentimenti di rammarico e di amore, che lo animarono con rinnovato fervore a sacrificarsi senza risparmio di forze e di sofferenze per far conoscere e amare da tutti la Passione e Morte di Gesù nostro Redentore e i Dolori strazianti dell’Addolorata nostra Madre Corredentrice.

La grande scuola di “Mistica della Passione” dei Padri Passionisti – un tempo fiorentissima –, non può non toccarci al vivo, penetrando sia nella nostra mente che nel nostro cuore, con gli esempi ammirabili della vita ascetica di san Paolo della Croce e dei suoi santi figli “Passionisti”, tra i quali eccellono, in particolare, l’incantevole giovane san Gabriele dell’Addolorata, che fu il grande devoto e appassionato dei Dolori della nostra Madre Corredentrice, e la serafica santa Gemma Galgani, stimmatizzata, che da bambina, dopo la morte della mamma, visse sempre affidata alla Mamma Addolorata.

Soprattutto san Paolo della Croce e san Gabriele dell’Addolorata – ma non possiamo dimenticare anche i Sette Santi Fondatori del Monte Senario –, con i loro esempi e insegnamenti, possono penetrare efficacemente nella nostra mente illuminandola sulla orribile realtà dei nostri peccati, delle nostre tendenze cattive, delle nostre miserabili passioni e vizi, da odiare ed evitare in tutti i modi, giacché è con essi che noi «ricrocifiggiamo» Gesù in noi (Eb 6,6) e rinnoviamo alla Madonna i suoi trafiggenti e amarissimi dolori.

Ancora più, san Paolo della Croce e san Gabriele dell’Addolorata, con i loro insegnamenti e ancor più con i loro straordinari esempi, durante l’intera loro vita di amore appassionato all’Addolorata, possono penetrare nel nostro cuore e ammaestrarlo in profondità affinché si accenda, in esso, il vero amore verso Colei che, per le nostre colpe, in qualità di Corredentrice universale, ha voluto essere coimmolata con lo stesso suo Figlio Redentore, trafitta dalle “sette spade” di tutti i nostri peccati, infedeltà e miserie.

In verità, alla scuola dei Santi, quale grande dono sarebbe per ognuno di noi portare sempre nel cuore quel fascetto di “mirra” dei dolori di Maria Santissima, che valgono, inestimabilmente, «grazia su grazia» (Gv 1,16) per noi e per gli altri!

PREGHIERA CONSIGLIATA: Corona dei Sette dolori della Beata Vergine Maria

FONTE: Settembre, Mese dell’Addolorata, P.Stefano M. Manelli, 22 agosto 2013, © Casa Mariana Editrice.
(La traduzione, l’adattamento totale o parziale, la riproduzione con qualsiasi mezzo (compresi i microfilm, i film, le fotocopie) nonché la memorizzazione elettronica, sono riservati per tutti i paesi.)

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