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Contraccezione e metodi naturali… c’è differenza?

Mi sono sempre chiesto quale è la differenza tra l’evitare la procreazione usando i metodi contraccettivi, oppure evitarla usando i metodi naturali. Lo scopo che si raggiunge non è lo stesso? Inoltre il metodo naturale non è così sicuro e può riservare delle sorprese… (Nando M. F.)

Per rispondere a questa domanda non basta solo una pagina, ma ci vorrebbe forse un capitolo di bioetica… proviamo a dire le cose essenziali, facendo riferimento all’enciclica Humanae vitae di Paolo VI, che in maniera semplice, chiara e sintetica puntualizza magistralmente la morale coniugale.

Innanzitutto mettiamo a fuoco alcuni principi fondamentali:
– l’uomo deve essere consapevole che non è lui l’arbitro delle sorgenti della vita umana, ma piuttosto un collaboratore dei disegni di Dio. Dio è il principio e la sorgente della vita e l’uomo non ha un dominio illimitato sulle sue facoltà generative. Egli deve riconoscere questi limiti invalicabili, limiti che a nessun uomo, sia privato sia rivestito di autorità, è lecito infrangere (cf. Humanae vitae, nn. 16-17);
– l’atto coniugale ha due significati inscindibili, che l’uomo non può rompere di sua iniziativa: il significato unitivo e quello procreativo. Per sua intima struttura, l’atto coniugale, mentre unisce profondamente gli sposi, li rende atti alla generazione di nuove vite (cf. HV 12). Per cui se l’atto coniugale viene privato di uno di questi suoi aspetti, ne risulta alterato, menomato della sua dignità e delle sue finalità intrinseche alla struttura stessa dell’atto.

Ciò premesso si capisce bene che ricorrere al metodo naturale, quando ci siano delle valide e gravi ragioni, è lecito perché l’atto di per sé non viene in nessun modo alterato e i coniugi usufruiscono legittimamente di una disposizione naturale; nel caso della contraccezione, in qualunque modo essa venga praticata, invece, si impedisce lo svolgimento dei processi naturali. «È vero che nell’uno e nell’altro caso, i coniugi concordano nella volontà positiva di evitare la prole per ragioni plausibili, ma è altresì vero che soltanto nel primo caso essi sanno rinunciare all’uso del matrimonio nei periodi fecondi quando, per giusti motivi, la procreazione non è desiderabile, usandone poi nei periodi agenesiaci a manifestazione di affetto ed a salvaguardia della mutua fedeltà» (HV 16).

Dio stesso ha disposto attraverso la legge naturale che non tutti gli incontri sessuali siano procreativi; con il metodo naturale si rispettano queste leggi e ritmi naturali di fecondità che già di per sé distanziano il susseguirsi delle nascite.

Se poi il metodo naturale può riservare delle sorprese, ricordiamo il primo principio: l’uomo è solo un collaboratore dei disegni di Dio e non ha un dominio illimitato sulle sue facoltà generative. Se, pur facendo uso del metodo naturale, Dio permette la procreazione è perché anche questo rientra in una sua volontà, da accettare con spirito di fede e di obbedienza ai suoi meravigliosi progetti.

Fonte: SETTIMANALE DI PADRE PIO, Nr. 43, 3.11.2013

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Commenti

  1. Molto interessante l’articolo sulla contraccezione. Chiarisce molto bene la differenza fra il metodo naturale e l’uso dei contraccezionali.

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