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Darwin: Il crollo di un mito. Cronaca di una polemica.

L’anno di Darwin sembra concludersi in un atmosfera ben diversa da quella auspicata fai fautori dello scienziato dell’Ottocento che, in occasione del bicentenario della sua nascita e dei centocinquant’ anni della pubblicazione de: L’origine della specie, hanno promosso manifestazioni, convegni, mostre in tutta Italia.

L’incantesimo evoluzionista si è incrinato già nel febbraio 2009, quando il Prof. Roberto de Mattei, direttore della nostra rivista e attualmente vicepresidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, organizzò un convegno “a porte chiuse” al Cnr, per discutere con degli scienziati, provenienti da tutte le parti del mondo, sulle tesi evoluzioniste. Ma l’incantesimo si è definitivamente rotto in seguito alla pubblicazione del volume che raccoglie gli atti del convegno (Evoluzionismo: il tramonto di una ipotesi, Cantagalli, Siena 2009) e che è stato presentato il 6 novembre 2009 all’Hotel Columbus di Roma.

Il vicedirettore di “Libero” Fausto Carioti riporta ampiamente le tesi del libro sul quotidiano, in un articolo dal nome L’outing degli scienziati contro Darwin (“Libero”, 3 novembre 2009) e questo non sfugge alla potente lobby degli scienziati evoluzionisti che tentano di ridicolizzare l’opera in un altro articolo, a firma di Telmo Pievani, apparso sulla rivista ultralaicista “MicroMega” (Dove sono finiti quei milioni di anni? La mirabolante storia del convegno antievoluzionista al CNR, “Micromega”, n. 6/2009, pp. 109-117), a cui fa eco Marco Cattaneo su “LeScienze” del 23 novembre (Creazionisti al CNR).

Fin dall’inizio appare chiaro che per la congrega evoluzionista è inammissibile che un cattolico sieda ai vertici del maggior ente scientifico italiano. «In altri paesi – minaccia Pievani – varrebbe il principio secondo cui chi nega una realtà comprovata non dovrebbe ricoprire cariche che implicano un’influenza sull’opinione pubblica o sulla gestione di enti pubblici, poiché un comportamento così poco sereno inquinerebbe qualsiasi dibattito. E’ ragionevole e opportuno, dunque, che chi sostiene questa tesi sia il vice presidente e sieda nel consiglio di amministrazione dell’ente pubblico nazionale che in Italia “ha il compito di svolgere, promuovere, diffondere, trasferire e valorizzare attività di ricerca nei principali settori di sviluppo delle conoscenze e delle loro applicazioni per lo sviluppo scientifico, tecnologico, economico e sociale del paese?» (p. 115).

Intanto, mentre Telmo Pievani, malgrado la richiesta dei professori Pierre Rabischong e Jean de Pontcharra, nega in maniera sprezzante qualsiasi possibilità di incontro scientifico per discutere le proposte tesi, il 20 novembre il prof. de Mattei accetta di partecipare ad un dibattito su questo stesso tema con il prof. Pierluigi Odifreddi, su invito di un gruppo culturale di Chiasso, in Svizzera, alla presenza di un numeroso pubblico di oltre 500 persone.

Lo scontro è ormai diventato pubblico e il prof. de Mattei risponde agli attacchi di Pievani con due interventi apparsi sul “Il Giornale” (Per i fan di Darwin tutto si evolve. Tranne la scienza, 28 novembre 2009), che riportiamo di seguito, mentre Marco Respini pubblica una serie di brillanti articoli contro Pievani e gli apostoli dell’evoluzionismo su “Libero”: E MicroMega insulta il Cnr perché discute Darwin (28 novembre); Pievani massacra il Cnr poi va ospite al festival sponsorizzato… dal CNR (1 dicembre); Il Presidente del Cnr: “Nessuna tensione con de Mattei” (2 dicembre) e su “Il Foglio” (Ci convertiamo al darwinismo quanto ce ne daranno prova scientifica, almeno una, 29 dicembre, riportato di seguito).

Nel Frattempo scende ripetutamente in campo il “Corriere della Sera”, cercando di screditare le posizioni antievoluzioniste del vice presidente del CNR, con una serie di articoli di Antonio Carioti; Darwin mette in imbarazzo il Cnr: Lite tra studiosi sul creazionismo (1 dicembre); I Lincei: non c’è biologia senza Darwin (2 dicembre); Cabibbo: creazionismo lorrizzato al Cnr (3 dicembre).

Sulla stessa linea Cristina Pulcinelli su “L’Unità” del 2 dicembre (Povero Darwin. L’ultimo assolto “cristiano” passa dal Cnr), Marco Ferraguti (“Micromega on-line”, 30 novembre 2009) Ferdinando Boero e Margherita Hack (“Mi cromega on-line”, 4 dicembre 2009) considerano inconcepibile che un anti-evoluzionista possa ricoprire la carica di vice presidente del Consiglio Nazionale delle ricerche e ne chiedono le dimissioni. Più sorprendenti gli interventi contro de Mattei, sul quotidiano dei vescovi “Avvenire”, il 2 dicembre, da parte di mons. Fiorenzo Facchini (Ma Darwin va d’accordo con la Genesi) e il 4 dicembre di “Rosso Malpelo” (l’ex prete Gianni Gennari), il quale ricorda che de Mattei “cattolico a modo suo e nostalgico di un passato religioso e sociale ormai per fortuna lontano” è lo stesso che “di recente ha accusato esplicitamente di eresia il grande teologo Karl Rahner”.
Ma sullo stesso quotidiano, il 27 dicembre, Pier Giorgio Liverani prende le difese del vice presidente del Cnr (Darwin e l’oroscopo, “Avvenire”, 27 dicembre 2009).

FONTE: Lepanto n.180 – Anno XXIX – Gennaio 2010

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