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Domus aurea, ora pro nobis

stellamatutina-litanie-lauretane-padre-alessandro-apollonioCasa d’oro, prega per noi! L’oro, metallo prezioso ed inossidabile, è il simbolo dell’incorruttibilità di Maria. L’oro dei nostri Tabernacoli, calici, pissidi e patene, ci ricorda l’oro spirituale di Maria, Domus aurea di Dio.

L’oro è anche il simbolo della Divinità e della sua gloria riflessa nelle creature. Per questo lo sfondo delle icone è dorato, come l’aureola dei Santi. Dio non solo ha abitato corporalmente in Maria, ma l’ha divinizzata, comunicandole la sua vita, il suo amore, la sua gloria secondo una pienezza insuperabile per una semplice creatura umana. Ora vive in Dio, accanto al Figlio, nel più alto dei Cieli: «Alla tua destra siede la Regina in ori di Ofir» (Sal 44,10). La Domus aurea è la «Donna vestita di sole» (Ap 12,1), splendente di luce divina, che illumina ogni uomo e sconfigge le tenebre del peccato.

E questo ora e sempre, per tutta l’eternità.
Il Tempio di Salomone era detto Casa d’oro per i suoi magnifici ornamenti dorati. Ma la Casa d’oro per eccellenza è la Vergine Maria. Come e più del Tempio di Salomone, Ella è la Dimora di Dio, ornata di virtù più splendide dell’oro.

Davide, rendendo ragione dei magnifici preparativi per il Tempio che Salomone avrebbe edificato, disse: «L’impresa è grandiosa, perché la Dimora non è destinata a un uomo ma al Signore Dio» (1Cr 29,1). Se così fece Davide, quanto maggiore fu l’abbondanza di cose preziose che ha preparato il Signore per edificare la sua Dimora vivente, la Vergine Maria!

Al di sopra di tutte le opere di Dio, vi è quella Casa che Dio stesso si edificò, la Vergine Maria. Dio vi abitò corporalmente per nove mesi e vi stette come seduto su un trono. Della sua bellezza, molto più che del trono di Salomone, afferma la Sacra Scrittura: «Il re fece un grande trono d’avorio e lo rivestì d’oro purissimo» (Cr 9,17); «non ne esistevano di simili in nessun regno» (1Re 10,20).

L’opera è lode dell’artefice. Il progetto di un edificio si realizza per la perizia dell’architetto. Chi può dubitare, allora, che questa Dimora edificata dal più sapiente dei costruttori sia del tutto singolare, al di sopra di ogni paragone? Veramente Maria è la Casa d’oro, al confronto della quale la mole d’ogni altra costruzione appare come vile casupola e semplice cumulo di terra.

Il Tempio di Salomone era talmente bello che tutto il mondo lo considerava come un prodigio. Ed era veramente splendido, perché era stato costruito affinché vi abitasse Dio. Maria è, tuttavia, un’opera di gran lunga migliore. In Lei Dio vi era presente non in una semplice nube, come nel Tempio, ma con un vero corpo di carne, da Lei assunto.

Anche gli Apostoli erano rapiti dallo stupore nell’ammirare l’imponente aspetto del Tempio. Dicevano a Gesù: «Maestro, guarda che pietre e che costruzioni!» (Mc 13,1). Salomone stesso si gloriava degli edifici da lui fatti costruire: «Ho intrapreso grandi opere, mi sono fabbricato case, mi sono piantato vigneti. Mi sono fatto parchi e giardini e vi ho piantato alberi da frutto d’ogni specie» (Qo 2,4-5). Quanto più Dio è glorificato da Maria, in quanto Lei è una Casa d’oro ben più preziosa di ogni altra casa costruita con la semplice pietra.

L’idea di questa Casa aurea era già in Dio prima della creazione del mondo: «Il Signore mi ha creato all’inizio della sua attività, prima di ogni sua opera, fin d’allora. Dall’eternità sono stata costituita, fin dal principio, dagli inizi della terra» (Prv 8,22-23). Così Dio, sin dall’inizio del mondo e per tutti i secoli ha delineato la sua Dimora vivente in varie figure, archetipi, modelli. Per questo san Bernardo dice che Maria è il risultato del «lavoro di tutti i secoli». Nel realizzare questa Casa, Dio sembra aver quasi esaurito la sua arte, perché non vi può essere al mondo qualcosa di più grande, di più nobile e di più bello di questo: che una Vergine sia allo stesso tempo Madre del suo Dio.

Giuseppe Flavio racconta che l’aspetto esterno del Tempio di Salomone, rivestito di candido marmo, emanava un tale fulgore da sembrare, ad uno che l’osservava da lontano, una montagna di neve ornata d’oro, colpita dai raggi del sole. La bellezza di Maria, Casa d’oro di Dio, è tanto maggiore di quella del Tempio salomonico, quanto «ben più di Salomone » (Mt 12,42) è Colui che in Lei si è preparato la Dimora. Nessuna potenza o ingegno creato potrà mai uguagliarla.

L’identità di Cristo con il Padre divino, diventa similitudine strettissima con la Madre umana. «Chi vede me vede il Padre» (Gv 19,9), disse Gesù a Filippo; chi «vede Maria vede Gesù» dice la Chiesa agli uomini d’oggi. Chi vede la Casa d’oro, vede in Essa lo splendore del Re che l’ha edificata e vi abita, chi vede Maria vede Gesù e chi vede Gesù vede Maria.

FONTE: Padre Alessandro M. Apollonio; LE LITANIE LAURETANE. PREGHIERA MARIANA, PREGHIERA DELLA CHIESA; © 2013, CasaMarianaEditrice

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