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È possibile che Dio conceda a delle persone di predire il futuro?

Caro Direttore, spesso sento parlare di messe nere, di maghi, chiromanti, di sfere magiche, di tarocchi che pretendono di prevedere il futuro. Aldilà della fantasticheria e la credulità delle persone, desidero domandare: è possibile che Lucifero, il capostipite dei demoni, lui e i suoi colleghi angeli ribelli possano conoscere e rivelare il futuro delle persone?

Gentile lettrice e cara devota di San Giuseppe, lei sa che la vita di San Giuseppe è ricca di apparizioni che indicano al papà terreno di Gesù Quello che Dio aveva stabilito per lui e per la sua sposa Maria. In Questi casi è Dio che solo conosce il destino delle persone.

I teologi di grande spessore culturale, come San Tommaso d’Aquino, dicono che: «Il futuro, direttamente come è in se stesso, non può essere conosciuto da alcun intelletto creato». Questo vale per gli Angeli e per i demoni, esseri creati da Dio. Sulla scorta di Quest’affermazione dobbiamo essere certi che non è possibile che una mente finita e limitata come una creatura possa conoscere fatti che ancora non esistono. I demoni, come noi, possono fare delle congetture, dedurre dai fatti certe conclusioni, come spesso ci capita di fare anche sul negativo.

Lo scrive anche San Giovanni della Croce quando afferma che «il demonio (essendo un essere assai intelligente n.dr.) può con somma facilità dedurre un certo effetto da una certa causa, anche se poi non accade così, perché tutte le cose dipendono dalla volontà di Dio». Nella Salita al monte Carmelo lo stesso San Giovanni della Croce sostiene che il demonio «è sottilissimo nell’insinuare menzogne, da cui ci si può liberare soltanto fuggendo da ogni rivelazione, visione e locuzione soprannaturale».

La tradizione cristiana, sia teologica che spirituale, è unanime nel ritenere che il demonio non può conoscere e, quindi, predire il futuro, che rimane solo nella vita stessa di Gesù che si fa dono di amore in obbedienza alla volontà del Padre che lo ha inviato tra noi per rivelare la potenza dell’amore verso la volontà di Dio e la carità verso il prossimo.

Un raggio di luce ci arriva anche dal Catechismo della Chiesa cattolica al n. 2115, dove afferma testualmente: «Dio può rivelare l’avvenire ai suoi profeti o ad altri santi. Tuttavia il giusto atteggiamento del cristiano consiste nell’abbandonarsi con fiducia nelle mani della Provvidenza per ciò che concerne il futuro e rifuggire da ogni curiosità malsana a Questo riguardo.

L’imprevidenza (che possiamo leggere come: avventatezza, leggerezza, sventatezza, cioè il contrario di: prudenza, accortezza, saggezza, lungimiranza e cautela) può costituire una mancanza di responsabilità» nei confronti della nostra stessa esistenza.

Nella trattazione del terzo comandamento «Non avrai altri dèi fuori di me», il Catechismo afferma: «Tutte le forme di divinazione sono da respingere: ricorso a satana o ai demoni, evocazione dei morti o altre pratiche che a torto si ritiene che “svelino” l’awenire. La consultazione degli oroscopi, l’astrologia, la chiromanzia (letteralmente: leggere il futuro della vita dalle linee della mano N.d.R. ), l’interpretazione dei presagi e delle sorti, i fenomeni di veggenza, il ricorso ai medium occultano una volontà di dominio sul tempo, sulla storia e infine sugli uomini e un desiderio di rendersi propizie le potenze nascoste.

Sono in contraddizione con l’onore e il rispetto, congiunto a un timore amante che dobbiamo a Dio solo».

Fonte: La Santa Crociata in onore di San Giuseppe, febbraio 2014

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