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Il diritto di vivere

Sono Tommaso Doniselli, ho 16 anni e frequento il liceo scientifico [.,.] Recentemente ho partecipato a una manifestazione umanitaria a favore dei bambini del Terzo mondo che, purtroppo, muoiono a causa della mancanza del nutrimento sufficiente. […] Negli slogan si parlava di “diritto alla vita”, potreste dirmi qualche parola in merito? Esulando dal problema di questi bambini sfortunati, i quali certamente hanno diritto al necessario per vivere, mi sono chiesto se sia corretto parlare di “diritto alla vita”… La vita è un diritto o un dono? (Tommaso D.)

Il diritto alla vita si chiamerebbe meglio “diritto a conservare la vita”. In questi termini forse risulta più facile capire come la vita sia senz’altro un dono gratuito e impagabile, e per questo, una volta ricevuto, un diritto.

Chi ha cominciato a vivere, ha il diritto di continuare a vivere.

A questo diritto di ogni creatura umana corrisponde – da parte degli altri uomini – il dovere di non far nulla che possa togliere la vita o che ad essa possa nuocere.

Tale diritto spetta all’uomo solo in quanto uomo, e non in base alle sue condizioni sociali, economiche, fisiche, ecc.

È giusto quindi parlare di “diritto alla vita” e chiedere che sia tutelato per i bambini del Terzo mondo.

Ci sono anche altri “bambini sfortunati”… consideriamo il bambino che già vive ed è già creatura umana nel grembo materno, anch’ esso ha il diritto a vivere e non può, per nessun motivo, essere direttamente privato della vita.

Diritto a vivere hanno anche, ovviamente, i bambini ancora privi di ragione, così come gli adulti che hanno perduto tale uso o non l’hanno mai acquistato. Diritto a vivere hanno i sani come i malati, i vecchi come i giovani, i cattivi come i buoni.

Ma il diritto alla vita – come ogni diritto del resto – è sottoposto ai limiti espressi in quelle che si chiamano “regole della coercibilità del diritto”.

In altre parole, per fare un esempio, io ho certamente diritto alla vita, ma questo non significa che altri debba rinunciare a difendersi, se lo aggredisco ingiustamente e gravemente.

Nel problema del diritto alla vita, vi è un punto cardinale, principio dell’etica naturale e della morale cristiana, che potrebbe essere enunciato così: l’innocente – chiunque esso sia – non può essere ucciso per nessun motivo, da nessuno e in nessuna circostanza.

FONTE: Stellamatutina.eu

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