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Il peccato esiste nella realtà o solo nella nostra mente?

Il peccato a livello psichico può portare turbamenti. È possibile che il peccato derivi più che altro da stati inconsci e non da fatti reali, da condizionamenti esterni ed interni che portano a considerarsi peccatori più che dalla realtà dall’offesa fatta a Dio che sembra l’espressione di un linguaggio piuttosto obsoleto per i nostri tempi?  Roberto D. 

La domanda che lei pone tocca tanti punti insieme ed è, essa sì, condizionata dallo spirito di questi tempi nostri moderni che mette in dubbio tutto e tutti, soprattutto ciò che viene dalla Tradizione perenne e bimillenaria della Chiesa. E vero che l’uomo vive di condizionamenti, come dice lei, esterni ed interni, ma non vive solo di essi. È vero che c’è l’inconscio nell’uomo ma non solo. È vero che il linguaggio biblico è situato in un periodo molto lontano da noi ma dice delle verità che non tramontano mai.

Il peccato è effettivamente un’offesa a Dio perché con esso l’uomo rompe le relazioni con Lui. Dal primo peccato in poi, quello di Adamo ed Eva, la Legge del Signore per la nostra Salvezza ed eterna Felicità è impugnata e calpestata. Dio certo non si risente per questo, non si offende, nel senso in cui pensiamo noi a livello emotivo, ma si ritira da noi, ci abbandona a noi stessi, non ci dà più il sostegno della sua grazia, della sua pace, della speranza, della carità. Il peccatore è tale non solo per i condizionamenti che riceve o che si cerca, ma per la sua propria volontà che si impegna male nel ricercare il bene, oppure nel ricercare volontariamente il male. Se lei nega la volontà dell’uomo nel commettere il peccato nega la libertà umana. Nega che l’uomo possa scegliere liberamente il bene ed anche il male.

L’uomo che si è separato da Dio con il peccato è un infelice, certo non solo ha turbamento interiore ma mancanza di speranza, mancanza di amore, mancanza di un vero fine nella vita, mancanza… di Dio, l’unico vero obiettivo dell’uomo.

«Quando mi avvicinai all’altare, la presenza di Dio penetrò nella mia anima. Venni immersa nell’oceano della sua Divinità e Gesù mi disse: Figlia mia, tutto ciò che esiste è tuo. E risposi al Signore: “Il mio cuore non vuole nulla, all’infuori di Te solo, o Tesoro del mio cuore. Ti ringrazio, Signore, di tutti i doni che mi dai, ma io voglio soltanto il Tuo Cuore. Benché i cieli siano grandi, per me sono nulla senza di Te. Tu sai bene, o Gesù, che svengo continuamente per la nostalgia che ho di Te”» (Santa Faustina Kowalska).

FONTE: Il settimanale di Padre Pio; 6.6.2014

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