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Islam: Attacco all’Europa.

stellamatutina-magdi-cristiano-allamPer la prima volta il terrorismo islamico che ha individuato in Iraq il suo fronte di prima linea tenta di imporre la sua legge all’ Europa e di ipotecare il controllo delle comunità musulmane. La minaccia di assassinare due giornalisti francesi se il governo di Parigi non abrogherà entro 48 ore la legge che vieta il velo islamico nelle scuole pubbliche, costituisce un salto di qualità nella strategia della rete del terrorismo islamico globalizzato.

L’ Europa non è più solo una formidabile roccaforte logistica dove forgiare i combattenti e gli aspiranti «martiri» islamici, ma un terreno fertile per scatenare la jihad, la «guerra santa» islamica. E’ come se all’ improvviso i terroristi islamici si fossero trasformati in un partito clandestino europeo, in grado di coniugare le nostre logiche politiche con i suoi micidiali strumenti di morte. Esordendo con una sfida frontale incentrata su una questione identitaria cruciale, quella del velo islamico, attorno cui i terroristi islamici sanno di poter raccogliere il consenso del popolo delle moschee, dei gruppi integralisti islamici e persino di molteplici organizzazioni cristiane e laiche contrarie al veto francese nel nome della libertà individuale.

Ed è proprio questa ibrida galassia politico-religiosa che ha promosso, per il 4 settembre prossimo, una «Giornata internazionale di solidarietà per il hijab», il velo islamico. La decisione è stata presa lo scorso 12 luglio a Londra al termine di una conferenza, patrocinata dal sindaco Ken Livingstone, alla presenza dei maggiori esponenti dei Fratelli Musulmani in Europa: lo sceicco Youssef Qaradawi e Tareq Ramadan. Qaradawi, dagli schermi della solita Al Jazira, aveva minacciato Chirac: «Sulla questione del velo non si tratta di scendere a patti con la politica nazionale o internazionale. E’ una questione che concerne l’ essenza della nostra esistenza.

Noi faremo tutto quanto è in nostro potere, noi dobbiamo resistere e combattere. Il mondo arabo, il mondo musulmano e tutti i combattenti islamici, ovunque nel mondo, devono aiutare i loro fratelli e le loro sorelle in Francia». Qaradawi, che tra l’ altro presiede il «Consiglio europeo per la fatwa», il responso giuridico islamico, ha emesso una fatwa che obbliga il marito a divorziare dalla moglie qualora lei si rifiuti di indossare il velo islamico. Può stupire che i terroristi islamici se la prendano con la Francia, il Paese che ha capeggiato il fronte internazionale degli oppositori alla guerra e che non dispone di alcuna forza militare in Iraq.

Così come ci si può chiedere perché la stessa sigla terroristica del ricatto a Parigi, Esercito islamico dell’ Iraq, abbia barbaramente assassinato Enzo Baldoni, un pacifista impegnato al fianco delle vittime irachene della guerra. O ancora perché mai questi terroristi abbiano fatto esplodere delle chiese in Iraq e pianifichino attentati contro il Vaticano quando il Papa è da sempre tenacemente ostile alla guerra. La verità è che questo terrorismo non conosce alcun valore e disconosce la logica del compromesso.

Ha legittimato il massacro di tutti i «nemici» dell’ Islam, ovvero di tutti coloro che si oppongono al suo disegno di potere sull’ insieme dei musulmani nel mondo. Ora abbiamo la conferma che questo terrorismo è di natura aggressiva e che, ai suoi occhi, non ci sono buoni o cattivi, ma solo nemici.

FONTE: M. C. Allam, CORRIERE DELLA SERA, 29 agosto 2004

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