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Maggio mese di Maria: 8° giorno

IL PARADISO

«Quel che occhio mai vide, né orecchio mai udì, né mai cuore d’uomo ha potuto gustare, questo Dio ha preparato a coloro che lo amano» (1Cor 2,9).
Il Paradiso è una realtà inimmaginabile, è la pienezza di tutti i beni desiderabili, è l’estasi eterna nella visione beatifica di Dio. Perciò «il Cielo è il fine ultimo dell’uomo – insegna il Catechismo – e la realizzazione delle sue aspirazioni più profonde, lo stato di felicità suprema e definitiva» (n. 1024).
Santa Caterina da Siena racconta di essere stata una volta rapita nella gloria dei cieli. Quando, terminata l’estasi, tentò di parlare, non riuscì a fare altro che a piangere. A chi si meravigliava, la Santa disse: «Non vi meravigliate di questo; piuttosto, meravigliatevi che sto ancora sulla terra, dopo aver goduto ineffabili delizie… ». Ugualmente, san Roberto Bellarmino, pensando alla felicità suprema del Paradiso, mentre un giorno guardava un quadro che raffigurava i Beati gesuiti, esclamò: «Voglio andar presto con loro! Via, via da questa vita; bisogna volar lassù con questi…».

«Venite, benedetti…»

«Credetemi – diceva san Filippo Neri –, il Paradiso non è fatto per i poltroni». In Paradiso ci vanno gli eroi dell’amore a Dio e ai fratelli. «Il Regno dei Cieli esige violenza e solo i violenti lo conquistano» (Mt 11,12).
Soltanto il cristiano che è un eroe di bontà, di fede, di umiltà, di purezza, di obbedienza, di pazienza, di mortificazione può sperare di sentirsi dire al termine dell’esilio terreno: «Vieni, servo buono e fedele, entra nel gaudio del tuo Signore» (Mt 25,21).
Negli «Atti dei Martiri» è descritto il martirio di san Timoteo. Il Santo martire, piagato e torturato nella calce viva, udì gli Angeli che lo confortavano: «Alza il capo, e pensa al Cielo che ti attende!».
Purtroppo, a noi è così facile lasciarci attrarre e dominare dai beni terreni, lasciarci sedurre dalle creature e dai piaceri carnali. Perciò dobbiamo ricordare con maggiore insistenza il richiamo di san Paolo: «Cercate le cose di lassù, gustate le cose di lassù, non quelle della terra» (Col 3,1). Se facciamo come ci dice san Paolo, sperimenteremo anche noi la verità di questa frase di sant’Ignazio: «Oh, quanto mi pare piccola e vile la terra, quando contemplo il cielo!». E ci preoccuperemo di spingere anche altri fratelli a distogliere un po’ lo sguardo dalle creature per rivolgerlo al Creatore. Sarebbe follia imperdonabile perdere i beni celesti ed eterni per i vili piaceri terreni e momentanei. Questo mondo per noi è solo una terra d’esilio, da cui dobbiamo raggiungere la nostra vera patria.
Basta riflettere un poco su questa verità per comprendere meglio anche un’altra triste realtà di questa terra: l’aborto. Con questo «abominevole delitto» come l’ha definito il Concilio Vaticano II, non solo viene soppressa la vita di un bimbo, ma gli viene negata anche l’entrata in Paradiso: quel bimbo andrà al Limbo eterno, come ha sempre insegnato la Chiesa, perché privo del Battesimo, senza il quale non ci può essere Paradiso: «Chi sarà battezzato sarà salvo» (Mc 16,16), «chi non rinasce dall’acqua e dallo Spirito Santo, non può entrare nel Regno di Dio» (Gv 3,5).

Al ciel, al ciel… con Lei

La canzoncina popolare “Andrò a vederla un dì” spinge con forza a desiderare il Paradiso per vedere la Madonna e stare sempre con Lei.
Santa Bernadetta confidò che la Madonna è talmente bella da desiderare mille volte la morte per poterla rivedere.
Una volta san Massimiliano M. Kolbe ricevette gli auguri di una rapida morte per raggiungere presto l’Immacolata in Cielo. E il Santo rispose, ringraziando sentitamente.
San Leonardo da Porto Maurizio, apostolo ardente, arrivava a predicare dal pulpito e a chiedere preghiere ai fedeli per poter morire presto e andare a stare con l’Immacolata. Una volta su dal pulpito disse ai fedeli: «Io bramo morire per vivere con Maria. E voi recitate un’Ave Maria per me. Ottenetemi la grazia di morire adesso su questo pulpito… Voglio andare a vedere Maria».
Quando si ama veramente la Madonna, il pensiero e l’aspirazione al Paradiso non danno tregua, perché è lì che la Madonna ci attende, e ci attende, diceva il santo Curato d’Ars, proprio come una Mamma che aspetta l’arrivo dei figlioli per averli tutti attorno a sé nel gaudio eterno.

Paradiso e penitenza

Ma in Paradiso non si arriva se non «per la porta stretta e per la via aspra» (Mt 7,14), ossia attraverso la penitenza.
Quando si chiedeva a san Massimiliano di moderare un po’ il suo eroico e spossante apostolato per l’Immacolata, egli rispondeva: «Non è necessario risparmiarsi, mi riposerò in Paradiso!…».
Ugualmente, quando si esortava san Giuseppe Calasanzio a risparmiarsi qualcuna delle molte penitenze, il Santo rispondeva: «O Paradiso! Paradiso! Quale fortezza e alacrità tu comunichi a chi vuol entrare in te!». Si voleva che prendesse qualche sollievo. Ma egli rispondeva: «Si può andare in Paradiso, anche senza passeggio. Il nostro riposo sarà in Paradiso…».
Si scoprì che portava indosso il cilizio e gli si chiese se faceva male. Rispose: «Sicuro che fa un po’ male; ma per andare in Paradiso bisogna fare penitenza…».

Ci vuole la Madonna

Una cosa però ci deve consolare. Se è vero che in Paradiso non si va senza penitenza, è anche vero che per andarci attraverso una via più sicura e più facile bisogna andarci con Maria.
Un piccolo episodio. Una volta un Vescovo si recò da san Pio da Pietrelcina e gli portò un amico che non era uno stinco di santo. Lo presentò a padre Pio dicendogli: «Padre, questo amico vorrebbe assicurarsi un biglietto d’ingresso in Paradiso, la cosa non è facile, che cosa gli consiglierebbe, padre?». Abbassando e scuotendo un po’ la testa, con accento dolcissimo padre Pio rispose: «Eh, ci vuole la Madonna, ci vuole la Madonna ».
Anche a san Bernardo avvenne una volta che andò a confessarsi da lui un grande peccatore, già sull’orlo della disperazione perché sconvolto da terribili peccati. San Bernardo gli parlò della divina misericordia e gli aprì il Vangelo al passo dell’Annunciazione, là dove l’Angelo dice: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio» (Lc 1,30). E san Bernardo commentò dicendo che Maria, «piena di grazia», ha trovato grazia per noi peccatori. Quel povero peccatore si rianimò. Dopo la confessione andò subito all’altare della Madonna, e ritrovò la perfetta pace.
Se noi ameremo molto la Madonna, Ella ci donerà di giorno in giorno le grazie necessarie per vivere in maniera degna del cristiano, disponendoci via via a prepararci al Paradiso nel distacco progressivo da questa terra, fino a farci esclamare con san Giuseppe Cottolengo: «Brutta terra, bel Paradiso!».
È necessario, però, che noi amiamo la Madonna impegnandoci a far bene i nostri doveri quotidiani. Santa Bernadetta aveva avuto dall’Immacolata l’assicurazione del Paradiso. Eppure, si comportava in tutto con la massima perfezione, perché non presumeva di andare in cielo senza comportarsi bene. Una volta, infatti, ci fu chi le ricordò che ella era al sicuro, perché la Madonna le aveva già garantito il Paradiso. «Sì – rispose la Santa –, ma a condizione che io faccia quanto è necessario per meritarlo».
Sforziamoci perciò di vivere con gli occhi sempre fissi al Paradiso, con le mani in azione per fare sempre tutti i nostri doveri, con il cuore pieno di amore e di fiducia nella nostra dolce Mamma che ci vuole tutti in Paradiso.

Fioretti 

*Fare qualche sacrificio per il Paradiso. 
*Recitare i misteri gloriosi del Rosario. 
*Fare un’elemosina a un povero.

FONTE: Maggio mese di Maria, P.Stefano M. Manelli, © 2010 Casa Mariana Editrice, 2010
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La traduzione, l’adattamento totale o parziale, la riproduzione con qualsiasi mezzo (compresi i microfilm, i film, le fotocopie) nonché la memorizzazione elettronica, sono riservati per tutti i paesi.

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