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Marzo: Mese di San Giuseppe – 17° Giorno

stellamatutina-san-giuseppe-con gesùLa pietà è utile a tutto. 1 Tim,4,3.

1. Giuseppe è pio.
La pietà fa parte della giustizia, perché a Dio spetta di diritto il nostro culto. Giuseppe è l’uomo giusto, sarà dunque pio, scrupolo­samente pio, essendo la pietà la prima giusti­zia per un cuore retto e sincero.
Sarà pio di quella pietà che non si con­tenta dell’osservanza materiale delle ce­rimonie e dei riti, ma trova la sua sorgente nell’anima, sottomessa docilmente alla volon­tà del Padre celeste, studiosa di fargli piace­re, premurosa di onorarlo e di farlo onorare.

2. Giuseppe è pio nella famiglia.
Non doveva di certo esser difficile la pra­tica della pietà nella santa Famiglia di Nazaret! Ma quanta edificazione per noi nel seguir Giuseppe e Maria quando, quaranta giorni dopo la nascita del Bambino, si recano al Tempio, pronti alla fedele osservanza della legge, tutti ardenti nell’offerta all’Eterno Padre!
Così è ancora Giuseppe che guida al tem­pio Gesù dodicenne, perché possa, come deve, rendere anch’egli al Signore il giusto tributo del cuore.
Chi è pio manifesta naturalmente la pietà, così come per natura il fuoco si rivela. La pietà è il fuoco dell’anima fedele. Giuseppe ne ar­deva tutto, e il suo ardore fiammeggiava più grande, perché tanto vicino a quello di Gesù e di Maria.

3. Qual è la nostra pietà?
Merita a stento, la nostra, il nome di pietà. È un culto, il nostro, pieno di formalismi e vuoto d’anima, vuoto cioè di fede, di speran­za, di carità.
E per questo ci lascia freddi e assenti, e per questo manca di continuità e di per­severanza.
La pietà, quand’è sentita, ci fa in qualche modo compagni dei cittadini del Cielo, c’in­troduce con l’anima sin d’ora nella città di Dio.
Giuseppe per la sua pietà viveva davvero in Cielo anche prima di morire…
Piissimo Giuseppe, tutto immerso nella contemplazione delle celesti cose, così cuore a cuore con Gesù e con Maria – vero paradi­so in terra – risveglia la mia fede. Se i miei occhi non vedono ancora svelatamente il Si­gnore, la mia fede sa pure che Egli vive nei tabernacoli delle nostre chiese, che Egli vive nel tempio del cuore fedele, che Egli è pre­sente in tutta la creazione. Aiutami a far sì che la mia fede sia l’occhio aperto della mia pietà.

LETTURA
Ecco una bella considerazione di san Gio­vanni Crisostomo riferita dal grande Bossuet. «Egli nota nel Vangelo che da per tutto Giuseppe appare come padre.
È lui a dare il nome a Gesù come i padri allora eran soliti dare; lui soltanto è avverti­to dall’Angelo di tutti i pericoli del Bambino e a lui l’Angelo annunzia il ritorno. Gesù lo riverisce e a lui obbedisce: è lui, Giuseppe, che ne dirige tutta la condotta, come colui che ne ha la cura principale, e da per tutto si è mostrato come padre. Da che deriva que­sto? È che il Signore nel suo consiglio voleva dare al gran san Giuseppe «tutto ciò che può appartenere a un padre senza ferire la verginità».

FIORETTO
Mi unirò frequentemente al Signore c la recita di pie giaculatorie.

GIACULATORIA
Esempio di pietà, prega per noi.
Nel cuor purissimo pietà sincera t’arde e vi palpita dolce preghiera.

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