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Marzo: Mese di San Giuseppe – 20° Giorno

stellamatutina-san-giuseppe-con gesùLa carità è da Dio. 1 Giov. 7, a.

1. Giuseppe vive di carità.
La carità è parola cristiana, per indicare l’amore che in Dio ha la sua sorgente e il suo punto d’arrivo, anche se passa a traverso gli uomini.
La carità l’ha insegnata al mondo, con la parola e con l’esempio, Gesù Cristo. Giuseppe che, dopo Maria, ha goduto del­la maggior domestichezza col Figlio di Dio vivente tra gli uomini, ha avuto agio d’impa­rar la lezione divina. Già orientato verso il Signore dei cieli, a cuore a cuore con Gesù, ha potuto e saputo far della sua vita un palpi­to solo di ardente amor di Dio.

2. Giuseppe rende partecipi gli altri della sua carità.
La carità non è solitaria. Gli egoisti si chiu­dono in sé come il baco nel bozzolo… Chi invece ha la carità fa come la fiamma che ama espandersi ed innalzarsi. Giuseppe ha nel cuore tutto un incendio che egli alimenta ogni giorno, con l’ ardenza che attinge ai cuori di Gesù e di Maria. Ma ad essi, quanto dà di se stesso! Dà anzi tutto se stesso; senza calcoli d’egoismo, col desiderio solo di veder sui loro volti il sorriso e la tranquillità! Egli non ignora che Dio ci ha amati per il primo e che Dio è li presente, umile e servizievole, sotto i suoi occhi, nell’attesa di uscir fuori per le vie del mondo e dire agli uomini la parola di vita e darsi per essi all’obbrobrio della morte di cro­ce. Giuseppe sa che il piccolo Gesù è il suo grande Maestro. Già si modella su di Lui e sull’esempio della sua Madre.

3. E chiama noi ad attingere al suo esempio.
Noi che tutto abbiamo ricevuto e ricevia­mo da Dio e dagli altri, questi nostri così det­ti tesori li custodiamo con il sospetto e con la durezza coi quali l’avaro fa la guardia alle sue ricchezze. Disgraziati noi! C’è un mezzo solo per mandare in rovina le più fiorenti vir­tù e i più ricchi doni: tenerli per sé. Chi dà aumenta il proprio patrimonio cristiano: chi chiude il cuore alle altrui suppliche si con­danna alla morte e alla rovina per l’eternità.
O Giuseppe santo, tutto fragrante di quella carità, che alimenti premuroso e co­stante all’infinita fornace del Cuore di Gesù, tu senti dilatarti il cuore nella pienezza della vita, perché ti dai senza risparmio a coloro che Dio t’ha affidato. La generosità è il vero modo di ringraziare Dio dei molteplici doni nascosti nel cuore dei suoi, è il vero modo di attirarsi nuova onda di bene. O Giuseppe, ottienimi dal tuo dolcissimo Gesù il gusto della carità senza misura.

LETTURA
«Giuseppe, in seguito alla sua vocazione – nota sempre con penetrante chiarezza il pa­dre Faber – non vive che per servir Gesù Bam­bino, come fino allora non aveva vissuto che per vegliar su Maria, il giglio di Dio.
Egli è, si deve dire, il capo della santa Fa­miglia. D’altronde cede il posto a Gesù, ap­pena Gesù è abbastanza cresciuto in età. Egli passa silenziosamente nell’ombra come la luce che si nasconde dietro la nube, senza la­gnarsi che i suoi raggi siano intercettati. La sua vita non dura tanto da permettergli di ve­dere i giorni dei miracoli e della predicazione, e tanto meno le austere grandezze del Getsemani e del Calvario. Il suo spirito è lo spirito di Betleem. Giuseppe è in certo modo la proprietà della Santa Infanzia».

FIORETTO
Ripeterò con frequenza atti di amorosa ca­rità verso il Signore.

GIACULATORIA
Giuseppe, amante di Dio, prega per noi.
Dolore o gioia, nel tuo del cuore, tutto è fervore di carità.

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