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Marzo: Mese di San Giuseppe – 23° Giorno

stellamatutina-san-giuseppe-con gesùMi perseguitarono ingiustamente. Ps. 118. ist.

1. Giuseppe fu perseguitato.
Il disprezzo, per quanto penoso, non è an­cora la persecuzione, ben più severa e spieta­ta. Col disprezzo gli altri pretendono d’igno­rarci e di umiliarci, con la persecuzione vorrebbero ridurci all’annientamento.
Giuseppe s’ebbe anche la persecuzione. Perché? Che cosa faceva di male lui così giu­sto, così amabile, così quieto ed appartato? Non sempre ci si può dare una ragione plau­sibile, quando si avventa contro di noi l’on­data della persecuzione. Ma per Giuseppe la ragione è evidente: Egli custodisce Gesù. Come dunque il diavolo lo lascerà tranquil­lo?

2. Giuseppe fu perseguitato con Gesù.
Grande, immensa fortuna per lui! Esser chiamato a difender Gesù, a patire per lui, che patirà – e già comincia a patire – per tutti, e morirà per tutti sul patibolo della croce. Avrà parte, dunque, ai meriti infiniti di Gesù Cri­sto.
Dolce constatazione, che, se è vera per Giuseppe, sarà anche vera per quelli che nel corso dei secoli si faranno scudo al Signore contro l’odio del mondo. Dirà, un giorno, Gesù di Nazaret: «Beati quelli che soffrono persecuzioni per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli». Queste parole non avrà in qualche modo il fanciullo Gesù fatto risuo­nare a conforto nel cuore del suo padre putativo, quand’era con Lui fuggiasco e ramingo per la terra?

3. Siamo fedeli a Gesù.
La fedeltà di Giuseppe verso il suo divin protetto è la ragione della grandezza e della gloria di lui tra gli uomini e tra i beati.
Il sacrificio, qualunque esso sia, sarà sem­pre fecondo. Tutto sta a saper rimanere senza turbamenti e proteste al proprio posto, e, per­durando la persecuzione, dimostrare così al Signore che veramente per noi è meglio ob­bedire a Dio che agli uomini. C’è oggi tanta povertà di carattere e così di frequente i cri­stiani disonorano il nome del Signore.
San Giuseppe è un carattere cristiano. Impariamo.
Fedelissimo custode di Gesù, con Lui gloriosamente perseguitato, dà al mio cuore la fecondità della prova sopportata per il Si­gnore. Che io non mi faccia irretire dalle vane lusinghe e neppure dalle minacce del mon­do!
Se voglio il mio premio quaggiù, non avrò certo la sorte di esserti compagno nelle eter­ne delizie; ma se ti seguirò nell’umile e pe­noso servizio di Dio, sarò con te là dove le spine della terra dànno fiori e frutti eterni di cielo.

LETTURA
Ecco uno slancio di ammirazione di san Francesco di Sales all’indirizzo di san Giuseppe.
«Il Santo di cui celebriamo la festa è, così, come la santa Chiesa ci fa dire, simile alla palma. Oh che gran santo il glorioso san Giu­seppe! Non. è solo patriarca, ma il corifeo di tutti i patriarchi: non è semplicemente con­fessore, ma più che confessore, poiché nella sua confessione sono incluse la dignità dei Vescovi, la generosità dei Martiri e di tutti gli altri Santi. È dunque a giusto titolo para­gonato all’albero della palma, che è il re de­gli alberi, il quale ha la proprietà della ver­ginità, dell’umiltà e della costanza e valore, tre virtù nelle quali il glorioso san Giuseppe si è grandemente distinto.
Che se si osasse fare un paragone, ci sa­rebbero molti ad affermare ch’egli sorpassa tutti gli altri Santi in queste tre virtù».

FIORETTO
Mortificherò i miei gusti per abituarmi a vincere le tentazioni.

GIACULATORIA
Non mi abbandonare nell’ora della tribo­lazione.
Della tristezza nell’ora amara, l’anima impara la santa ebbrezza.

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