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Mater admirabilis, ora pro nobis

stellamatutina-litanie-lauretane-padre-alessandro-apollonioLa bellezza trascendente di Maria, mentre muove il cuore all’amore, suscita, allo stesso tempo, l’ammirazione della mente. La mente umana rimane attonita di fronte alla bellezza di Maria perché Ella supera di gran lunga ogni aspettativa basata su paradigmi terrestri. L’ammirazione per la Santissima Vergine è lo stupore di fronte ad uno spettacolo di bellezza affascinante, imprevedibile ed irraggiungibile. Tale è la perfezione di Maria. La Chiesa insegna che la Donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e coronata di dodici stelle (cf. Ap 12), è la Vergine Maria. Cos’è più , ammirabile della luce del sole, durante il giorno, e della luce della luna e delle stelle, durante la notte? Questo significa che Maria è la nostra luce oggi, nella notte della fede, e sarà la nostra luce anche domani, nel pieno meriggio della Gerusalemme celeste, costruita nei cieli nuovi e sulla terra nuova.

Cosa c’è di più ammirabile nella Vergine Maria, se non la sua Maternità divina? È Vergine e Madre perché suo Figlio è Dio e Uomo. È Vergine e Corredentrice perché, soffrendo con il suo Figlio Santissimo, è diventata Madre di tutti gli uomini peccatori:

«La beata Vergine, insieme con l’Incarnazione del Verbo divino predestinata fino dall’ eternità quale Madre di Dio, per disposizione della divina Provvidenza fu su questa terra l’alma madre del divino Redentore, compagna generosa del tutto eccezionale, e umile ancella del Signore»28.

«Rivestitevi invece del Signore Gesù» (Rm 13,14), esorta san Paolo. Se Gesù è il più bello tra i figli dell’uomo (cf. Sal 45,3), Maria è la più bella tra le Madri di questi figli. Ella si è rivestita della Divinità del Figlio, come Gesù si è rivestito dell’umanità della Madre. «Chi ha visto me ha visto il Padre» (Gv 14,9), disse Gesù all’apostolo Filippo ancora incredulo. “Chi vede me, vede mio Piglio”, fa eco la Madre ai Discepoli, ormai credenti, illuminati dal mistero più grande, quello del Dio immenso che si fa Figlio della sua più umile ancella. Maria è la Donna tutta cristificata perché non solo ha avvolto il Cristo nel suo grembo per nove mesi, ma lo ha circondato del più puro amore per tutto il corso della sua vita. E questo finché la Donna che cingeva l’Uomo (cf. Ger 31,22) è stata Ella stessa cinta da Cristo, che l’ha avvolta prima nel turbine scarlatto della sua Passione e poi nella nube luminosa della sua gloria.
Davvero <<grandi e mirabili sono le tue opere) o Signore Dio onnipotente» (Ap 15,3); lo diciamo della Madre tua, perché tutto il creato ci parla di Lei. Il cielo azzurro e limpido annuncia la sua ammirabile Immacolatezza, le vette dei monti proclamano la sua altissima contemplazione, la roccia viva canta la sua fede incrollabile, il mare spazioso e vasto evoca l’estensione universale della sua carità, il candido manto delle nevi eterne la sua perpetua verginità, le meraviglie del mondo ipogeo narrano l’umiltà profonda di Lei, che tutte le generazioni chiamano beata.
«Di te si dicono cose stupende, città di Dio» (Sal 86,3). Tu, o Maria, sei la Città di Dio. In te, Madre di Cristo, abita corporalmente il Dio vivente; l’eterna Sapienza, in te, ha trovato una degna dimora. Perciò anche di Maria dobbiamo dire: in te «ogni costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore» (Ef 2,21) e con san Giovanni Damasceno:

«Come potremo comprendere, infatti, la città del Dio infinito e illimitato, che contiene l’universo nel palmo della propria mano poiché essa ha accolto da sola realmente, in modo soprannaturale e sovressenziale, il sovressenziale Logos di Dio nella sua dimensione illimitata, e per Lei sono state dette cose magnifiche dal Signore stesso? Cosa c’è di più glorioso, infatti, dell’aver assecondato la volontà di Dio?»29.

Vuoi fuggire dalla bruttezza di una vita grigia e vuota, contaminata dal veleno mortifero del peccato? «Contempla e ammira la sua esaltazione – canta un Inno del XII secolo -, e invocala come Madre felice e Vergine beata».

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28 LG 61.
29 San GIOVANNI DAMASCENO, Omelia I sulla Dormizione, PG 96, 704 A.

 FONTE: Padre Alessandro M. Apollonio; LE LITANIE LAURETANE. PREGHIERA MARIANA, PREGHIERA DELLA CHIESA; Casa Mariana Editrice, 2013
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