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Mater Christi, ora pro nobis

stellamatutina-litanie-lauretane-padre-alessandro-apollonioL”invocazione Madre di Cristo, prega per noi apre la serie delle tredici litanie lauretane dedicate alla Maternità della Vergine Maria, come si evince dal formulario reso noto dal sito internet della Santa Sede, il quale, a differenza di molti altri testi pubblicati su varie monografie rosariane, nonché su manuali di devozione, include anche il titolo di Mater misericordiæ.

Cosa aggiunge il titolo di Mafer Christi a quello di S aneta Dei Genitrix? Ciò che l’economia della Salvezza, ad extra, aggiunge alla Rivelazione del Dio trinitario, ab intra. La risposta implica la considerazione, nell’identico Figlio di Maria, di due aspetti formalmente distinti, significati da due termini linguisticamente diversi. In effetti, Egli è Dio ed è il Cristo. Dio perché Infinito, Eterno, Onnipotente, seconda Persona della Santissima Trinità. Cristo perché Uomo radicalmente santificato dalla Divinità, Redentore, Servo sofferente (cf. Is 50), Agnello immolato (cf. Ap 22,1), vittima di espiazione per i nostri peccati (cf. 1 Cv 2,2).

Il termine latino Christus, traduce il termine ebraico Masiah (in italiano Messia) che significa, letteralmente, Unto e, teologicamente, Consacrato.

L’unzione cui ci si riferisce, dunque, è quella del rito consacratorio dei re, dei sacerdoti e dei profeti, com’era praticata già nell’ Antico Testamento. Tale rito prevedeva, appunto, l’unzione materiale (khrisma in greco) del «candidato», con olio profumato, a significare l’invisibile discesa su di lui dello Spirito Divino, per la qual cosa egli diventava proprietà speciale di Dio, da Lui eletto, tra gli uomini, per una missione di particolare importanza, in ordine alla santificazione del popolo.

Cristo è il consacrato per eccellenza, com’Egli dice, attribuendo a se stesso l’incipit del celebre carme, che il profeta Isaia riporta nel sessantunesimo capitolo del suo libro: «Lo Spirito del Signore Dio è su di me; perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione»  (Is 61,1).

· Il grembo verginale di Maria è stato la cattedrale dov’ è avvenuta la consacrazione del Messia nel primo istante del suo verginale concepimento. Prima di consacrare il Figlio, lo Spirito Santo ha consacrato la Madre, l’ha avvolta con la sua ombra (cf. Lc 1,35). Maria è divenuta, così, la terra vergine e consacrata da cui è stato tratto il nuovo Adamo, vergine e consacrato. La Madre consacrata e il Figlio consacrato: entrambi sono partecipi della stessa consacrazione divina, entrambi sono partecipi dello stesso sacrificio al quale è ordinata quella consacrazione. Maria anticipa nel tempo Colui che è il Primo, in ogni ordine di cose, nell’arte eterna eli Dio. La Pentecoste mariana, all’Annunciazione, consacra Maria, rendendola feconda del Figlio consacrato e anticipa la Pentecoste della Chiesa, dove Maria è resa feconda, dallo stesso Spirito, del Corpo mistico di Cristo.

Lo stesso Spirito rese fecondo il grembo vergine della Madre e consacrò, nel silenzio di quell’utero benedetto, l’umanità assunta dal Verbo. La visibilità di tale piena e totale unzione divina si ebbe nel battesimo di Gesù presso il fiume Giordano, quando lo Spirito Santo scese su di Lui in modo visibile, sotto forma di colomba.

La Madre di Cristo è la Madre di Dio fattosi Uomo (quell’Uomo preannunziato dai Profeti) per redimere e santifìcare tutta l’umanità. Gesù Cristo era ed è perfettamente Uomo, ad esclusione del peccato (cf. Eb 4,15), perché non vi è in Lui la persona umana capace di peccato. Quell’umanità perfetta, assunta da Dio e tratta dalla Donna perfetta, Vergine e Madre, è santificata – ossia consacrata, unta – dalla grazia dell’Unione ipostatica con la seconda Persona della Santissima Trinità, ma è santificata anche dall’un zio ne dello Spirito Paraclito. Gesù Cristo è il Mediatore per natura, è il principio originario di ogni grazia, unzione e consacrazione, che dal Padre, datore eli ogni dono perfetto (cf. Gc 1,17), discende sul mondo.

In vista di questa grazia «sostanziale» di Cristo e per mezzo dell’unzione del suo Santo Spirito, anche Maria ha ricevuto la sua totale consacrazione. Ella fu piena di grazia fin dal concepimento, perché in Lei doveva rendersi visibile l’esemplare eterno secondo cui Dio ha creato e ricreato tutte le cose. Giustamente si dice: «Sine Maria, nihil jesus».

La Madre di Cristo è dunque la Madre del Messia, ossia del perfetto consacrato a Dio; entrambi sono destinati a riconsacrare, nel Sangue e nelle lacrime di un Cuore trafitto, l’umanità profanata dal peccato.

Cristo è anche totalmente consacrato a Maria come Figlio, perché Lei è totalmente consacrata a Lui come Madre e discepola. Ella è, per questo, la Madre di tutti i consacrati. Gesù stesso ce l’ha data come Madre e ci dà l’esempio di consacrazione a Lei come figli, affinché, in Lei, ci consacriamo totalmente a Lui come fedeli discepoli.

FONTE: Padre Alessandro M. Apollonio; LE LITANIE LAURETANE. PREGHIERA MARIANA, PREGHIERA DELLA CHIESA;  © 2013,  CasaMarianaEditrice

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