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Mater divinæ gratiæ, ora pro nobis

stellamatutina-litanie-lauretane-padre-alessandro-apollonioMaria è la Madre della grazia divina perché è la Madre di Cristo, Principio della grazia, ed è la Madre della Chiesa, Corpo mistico di Cristo, vivificato dalla grazia del suo Principio, come un corpo che riceve vita dal suo capo. La sequenza delle Litanie è, dunque, perfetta: prima Madre di Cristo, poi Madre della Chiesa, dunque Madre della grazia.

La grazia è la partecipazione dell’uomo alla natura divina (cf. 2Ft 1,4). Il beato Giovanni Duns Scoto, come l’apostola Giovanni nella sua Prima Lettera (4,8), insegna che la natura divina è essenzialmente Amore. Si tratta di un Amore agapico che, per distinguerlo dall’amore di concupiscenza, viene detto Carità. Allora, secondo le conclusioni dello stesso Beato, la grazia è la comunicazione della Carità divina, che è infinita, alla volontà dell’uomo, che è finita, ma capace di amare l’Amore infinito, che è Dio. Tramite la volontà, la grazia pervade tutto l’essere della persona e lo divinizza, perché attua quella capacità di amare l’Essere infinito, propria della natura umana, ma che senza la grazia rimarrebbe pura potenza rispetto alla natura divina.

Maria, prima di essere la Madre della grazia, è stata la Piena di grazia, concepita senza peccato e santificata sin dal primo istante della sua esistenza. La grazia santificante di Cristo operava in Maria prima dell’esistenza terrena di Cristo, ma in previsione di Lui19. Maria ha ricevuto tutto da Dio, per mezzo del Verbo, in vista di Cristo. Per questo Dante la chiama «Figlia del Figlio». La vita divina del Figlio le è stata data in pienezza affinché Ella donasse al Figlio la pienezza della vita umana. Il dono gratuito del Verbo a Maria nel concepimento di Lei, è diventato il dono gratuito di Maria al Verbo nel concepimento di Lui: «Fiat mihi secundum verbum tuum» (Le 1,38), «et Verbum factum est» (Cv 1, 14). Questa è la pienezza del tempo di cui parla san Paolo (cf. Gal4, 4). L’Amore trinitario è la vita stessa di Dio. Per questo la comunicazione del divino Amore alle creature è una vera rigenerazione della creatura ad una nuova vita, alla vita divina.

Come nell’ordine naturale, così in quello soprannaturale laddove vi è generazione e comunicazione di vita per l’uomo vi è una madre. Per questo la madre può essere definita la mediatrice della vita. Maria lo è nell’ordine della grazia20, ed il Popolo di Dio l’invoca col titolo di Mediatrice di tutte le grazie.

Ciò significa che Ella è molto più Madre di tutte le altre madri, quanto più la grazia che Ella comunica agli uomini è vera vita che supera in perfezione la vita corporale comunicata dalle mamme terrene ai loro figli. Maria è Madre della vita divina, che è eterna; le mamme terrene comunicano una vita temporale, che non è eterna, perché destinata ad estinguersi con il decadimento organico del corpo.

La grazia di Cristo è la più perfetta unione possibile dell’uomo con la Divinità. Il Verbo eterno, per realizzare quest’unione perfettissima con l’umanità, in Cristo, ha avuto “bisogno” di una Madre, Maria. È il «modo mariano» dell’lncarnazione, secondo la descrizione me ne dà san Bonaventura (†1274). Se così è stato per Dio che si è donato all’uomo, con quale insopportabile presunzione l’uomo peccatore dice di non aver bisogno di Maria per ritornare a Dio?

È così che la grazia dell’unione ipostatica, in Cristo, sin dalla sua origine, porta con sé, indelebile, il carattere mariano. Tanto è per la grazia del Capo, che è Cristo, tanto è per la grazia del Corpo, che è la Chiesa. Chi ha ricevuto nel cuore la grazia di Dio, allora, ha udito i gemiti inesprimibili dello Spirito che grida: «Abbà! Padre!» (Gal 4,6) ed anche: “Maria, Mamma mia!”.

 La grazia del Capo non fluisce nelle membra del Corpo, se le membra rifiutano Maria quale Madre del Capo e del Corpo. Il rifiuto è peggiore dell’ignoranza: questa non determina in alcun modo la volontà, la quale può così accogliere il dono gratuito di Dio; il rifiuto di Maria, invece, determina la volontà dell’uomo contro la Volontà di Dio.

Se Dio ha stabilito di comunicare la sua vita divina attraverso una Madre universale, Maria, come potranno gli uomini ricevere questa Vita se rifiutano Maria, la Mediatrice della vita? Sono davvero da compatire questi poveretti. Saranno sempre tristi, perché privi di Madre e, dunque, privi della sua Vita, come i tralci staccati dalla vite. Occorre che tutti comprendano che, come una madre non è di ostacolo per la vita del figlio, anzi ne è la causa necessaria, così Maria non è un ostacolo per la vita degli uomini in Cristo, anzi, è solo in Lei che essi sono rigenerati in Lui.

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19. Cf. beato PIO IX, Ineffalilis Deus.
20. Cf. LG 8.

FONTE: Padre Alessandro M. Apollonio; LE LITANIE LAURETANE. PREGHIERA MARIANA, PREGHIERA DELLA CHIESA;  © 2013,  CasaMarianaEditrice

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