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Mater Ecclesiae, ora pro nobis

stellamatutina-litanie-lauretane-padre-alessandro-apollonioNelle litanie Lauretane, l’invocazione Madre della Chiesa, prega iper noi, segue immediatamente quella rivolta alla MaterChristi. Si rispetta l’ordine del cap. VIII della Costituzione Conciliare Lumen gentium: la relazione di Maria a Cristo (cf. un. 55-6) precede la relazione di Maria alla Chiesa (cf. fin. 63-65). È una priorità di natura: in quanto Madre di Cristo Capo, Maria è Madre della Chiesa, Corpo Mistico di quel Capo.

Nel momento in cui Dio si è fatto Uomo, Maria è divenuta la Vergine fatta Chiesa. Nel momento in cui Cristo rigenerava nel suo sangue l’umanità peccatrice, la Vergine diventava, nelle lacrime del suo Cuore trafitto, Madre di tutti. gli uomini. Quando il Signore, nel giorno eli Pentecoste, ha mandato lo Spirito sugli Apostoli e sui Discepoli riuniti nel Cenacolo, la Vergine è diventata Madre di quella Chiesa gerarchicamente costituita ed indefettibilmente confermata nella Verità. Lo Spirito Santo, che ha formato il Corpo fisico di Cristo Capo, con la cooperazione della sua Sposa Immacolata, vuole la cooperazione di Lei anche nella formazione del Corpo Mistico del Christus tatua. Sant’Agostino afferma che Maria è membro della Chiesa e, con rigore logico, conclude che la Chiesa conta più di Maria perché, ovviamente, il tutto vale più della sua parte17.

Da questa corretta argomentazione agostiniana, però, alcuni hanno dedotto una scorretta conclusione antimariana, affermando costoro che il Popolo di Dio, inteso come l’insieme dei battezzati, vale più della Madre di Dio. Da qui tutta la letteratura riduzionista, che trova gusto – cosa assai discutibile – nel diminuire l’eccellenza della Vergine e nell’esaltare il suo radicale coinvolgimento nelle miserie di tutti noi peccatori. Alcuni sono arrivati ad attribuire a Maria, in modo teologicamente maldestro, ma con stile letterario accattivante, i moti disordinati che, a causa del peccato originale, affliggono i membri di questo Popolo di Dio. Ora, questa sorta di svolta mariologica post-moderna non si può giustificare con l’autorità del Santo Dottore Ipponate. Sant’Agostino, infatti, parlava della Chiesa nel senso del Christus totus, non nel senso riduttivo di semplice Popolo di Dio. È chiaro che, se da un lato si mette il tutto e dall’altra una sua parte distaccata, il tutto vale più della parte; ma se da un lato si mette il tutto senza la parte migliore e dall’ altra la parte migliore senza il tutto, la parte migliore vale più di quel tutto disgiunto da essa.

Un esempio può chiarire quanto abbiamo appena detto: l’uomo vivente, composto di anima e corpo, vale più della sola anima staccata dal corpo; ma il corpo senz’ anima vale meno dell’ anima senza il corpo. Allora, se Maria è il membro sovreminente e del tutto singolare della Chiesa (cf. LG 53), se supera di molto tutte le altre creature celesti e terrestri (cf. ibidem), Ella è più importante di tutti gli altri membri del Popolo di Dio, come il cuore – passi l’analogia – è più importante di tutte . le altre membra, perché tutte le membra ricevono la vita dal cuore. Però, anche il cuore dipende dal capo, così come Maria dipende da Cristo. Il motto di sant’Agostino, dunque, è vero sia se per Chiesa s’intende il Christus totus (Capo e membra), sia se si intende il Popolo di Dio congiunto alla sua parte sovreminente. In entrambi i casi vale il principio metafisico secondo cui il tutto è maggiore della sua parte. La stessa asserzione agostiniana, invece, è falsa se per Chiesa s’intende il Popolo di Dio disgiunto dalla sua parte sovreminente. Anzi, in questo caso e vero esattamente il contrario. Parafrasando sant’ Agostino, bisognerebbe dire che la Vergine Maria è più importante del Popolo di Dio inteso come l’insieme degli uomini rigenerati dal Battesimo, perché tutti questi dipendono da Lei, mentre Lei dipende solo da Cristo. Maria all’ Annunciazione era già «Vergine fatta Chiesa» senza che ci fossero ancora gli altri membri del Popolo di Dio; ma questi non sarebbero mai stati né il Popolo di Dio, né la Chiesa di Cristo, senza Maria.

Tutto, dunque, è partito da Maria. Senza di Lei, senza il suo sì, non ci sarebbe stata la Chiesa, perché non ci sarebbe stato Cristo, Capo della Chiesa, né le membra del suo Corpo mistico. Senza la continua presenza di Lei, senza la sua materna intercessione, il Popolo di Dio sarebbe un popolo triste ed afflitto perché orfano di Madre. Con la presenza materna e vigile di Maria, il buon vino della grazia misericordiosa non si esaurisce mai nella Chiesa, perché, come a Cana di Galilea, è Lei che determina l’ora continuata della misericordia e della grazia. San Massimiliano diceva:

«Chi non vorrà avere Maria Immacolata per Madre, non avrà neppure Cristo Signore per fratello, Dio Padre non gli invierà il Figlio, il Figlio non scenderà nella sua anima, lo Spirito Santo non formerà con le proprie grazie il Corpo mistico sul modello di Cristo, poiché tutto ciò avviene in · Maria Immacolata, piena di grazia, e unicamente in Maria».

Ringraziamo, dunque, papa Paolo VI che, il 21 novembre 1964, a conclusione della V Sessione del Concilio Vaticano II, ha solennemente proclamato Maria Madre della Chiesa; ringraziamo altresì il beato Giovanni Paolo II per aver insignito le litanie Lauretane di tale nuovo, soavissimo titolo.

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17 Sant’AGOSTINO, Discorso 72/ A; IDEM, Esposiifoni sui Salmi 75; 118; 127; 148. 18.
18 Cf. CONGREGAZIONE PER I SACRAMENTI E IL CULTO DIVINO, Lettera del 1° marzo 1980, in Notitia 16 (1980) 159. In questa Lettera, firmata dal card. J. R. Knox, Prefetto della Congregazione, è riportata la decisione del Santo Padre di concedere alle singole Conferenze Episcopali la facoltà d’inserire il titolo di Mater Ecclesiæ nel novero delle litanie lauretane.

FONTE: Padre Alessandro M. Apollonio; LE LITANIE LAURETANE. PREGHIERA MARIANA, PREGHIERA DELLA CHIESA;  © 2013,  CasaMarianaEditrice

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