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San Domenico

S. Domenico: un nome glorioso nella storia della Chiesa, che fa il paio con S. Francesco d’Assisi.
Fondatore di un Ordine che ha arricchito la Chiesa di Santi e di geni, S. Domenico fu gigante nella contemplazione e nell’azione, in parole e in opere.
Il posto della Madonna nella sua vita? Non un posto, ma tutta la sua vita – come vedremo – fu segnata dalla materna e operosa presenza di Maria.

La fiaccola in bocca

S. Domenico nacque intorno al 1173 da Felice e dalla beata Giovanna, nel piccolo borgo Caleruega, sui monti della Vecchia Castiglia.
La santa mamma, prima che lo generasse, ebbe una visione in cui le sembrava di portare in seno un cagnolino con una fiaccola accesa in bocca, per dare fuoco a tutto il mondo. Era un celeste presagio della missione del figlio. Si avvererà in pieno.
Uno zio arciprete gli diede la prima formazione. Passò poi alle celebri scuole di Palencia, dove studiò anche teologia, crescendo in virtù e sapienza.
Amava particolarmente la povertà. Si commuoveva a vedere i poveri, e per amor loro arrivò a vendere tutti i suoi beni e persino il tesoro prezioso dei suoi amatissimi codici.
Entrò tra le file del clero e divenne canonico regolare del Capitolo della Cattedrale di Osma, e si immerse profondamente nella contemplazione.
Una circostanza particolare lo trasse fuori dalla contemplazione. Il vescovo di Osma, Diego D’Azebes, lo portò con sé in un lungo viaggio verso la Danimarca. Durante questo viaggio S. Domenico si rese dolorosamente conto della situazione di grande pericolo in cui si trovava la Chiesa, a causa delle eresie degli Albigesi e dei Valdesi.
A Tolosa convertì il primo eretico con cui si incontrò, il locandiere, conversando con lui per una notte intera. E fu allora che gli maturò nel cuore un progetto apostolico nuovo e ardito, tutto basato sulla predicazione e sulla catechesi al popolo.
Ma c’era un ostacolo da superare. L’eresia albigese avanzava fra il popolo soprattutto per merito dei cosiddetti « perfetti» che mostravano all’esterno grande austerità di costumi e di vita penitente.
Prima della predicazione, era necessario trovare uomini disposti a vivere in maniera evangelica, per testimoniare con la vita il messaggio della Buona Novella. Ma dove trovare? come trovarli?

Interviene la Madonna

Le monache dell’Ordine Domenicano raccontano che, prima ancora dell’inizio dell’Ordine, un santo monaco, in una visione che lo tenne rapito per tre giorni fuori dei sensi, vide la Madonna che pregava il Figlio· in ginocchio, supplicandolo di attendere ancora per un poco gli uomini a penitenza. Ad un certo punto, Gesù, volendo prendere una decisione, disse: – Madre mia, che posso o che debbo fare più al mondo? Ho mandato i patriarchi e i profeti per la loro salvezza, e soltanto pochi si sono corretti; venni lo, e mandai gli apostoli, ed essi uccisero malvagiamente Me e loro; mandai i martiri, dottori e confessori, e non li hanno ascoltati… Tuttavia, poiché non è conveniente che io ti neghi cosa alcuna, manderò a loro i miei Predica tori, dai quali saranno illuminati e corretti; ma se non si emenderanno, sarò costretto a castigarli””.
Da questa visione appare evidente che l’Ordine dei Predicatori fu la Madonna a attenerlo dal Signore. E un altro santo monaco cistercense, che aveva avuto quasi l’identica visione, concludeva giustamente dicendo ad alcuni dei primi frati Predicatori: « L’Ordine vostro è stato creato per le preci della Vergine gloriosa. er la qualcosa dovete conservare tanto degno Ordine, e la Beata Vergine gloriosa principalmente onorare ».
Una conferma a questa visione ci viene data anche tUa visione di un frate minore, compagno di S. Francesco d’Assisi. Egli racconta che quando S. Domenico stette a Roma, e supplicava Dio con insistenza per ottenere dal Papa la conferma dell’Ordine, una notte, stando in preghiera, vide in visione Gesù che stava per lanciare tre lance contro il mondo. Ma ecco che ·la Madonna si gettò alle ginocchia di Gesù e lo scongiura li usare ancora misericordia ai poveri uomini. Gesù allora le disse: « Ma non vedi quante ingiurie mi vengono fatte? La mia giustizia non può lasciare impuniti tanti mali ».
Allora la Madonna rispose: « Ho un servo fedele, che tu manderai nel mondo, affinché annunzi le tue parole, e gli uomini si convertiranno a te e cercheranno te, Salvatore di tutti. Poi darò un altro servo mio che aiuti, facendo lo stesso ».
Gesù le chiese: «Accetto la richiesta, ma mostrami coloro che tu vuoi mandare a fare questo ». Allora la Madonna gli mostrò S. Domenico e S. Francesco.
In quella visione S. Domenico vide S. Francesco; il giorno dopo lo riconobbe in una chiesa, e lo abbracciò con grande amore.

La « visione del Rosario »

Con l’intervento della Madonna, S. Domenico non tarderà a trovare i primi compagni per dare vita al nuovo Ordine di santi e intrepidi Predicatori del Vangelo.
Intanto egli, nel 1206, a Pronille, vicino Tolosa, in una chiesa della Madonna, aveva fondato un monastero di donne, che doveva sostenere materialmente i frati predicatori, a somiglianza delle comunità dei primi tempi della Chiesa, che sostenevano gli apostoli del Vangelo.
Fu qui, a Pronille, che egli ricevette dalla Madonna l’arma possente per battere l’eresia: il S. Rosario. È vero che mancano i documenti originari su questa « visione del Rosario », perché il monastero di Pronille fu totalmente distrutto durante la Rivoluzione Francese, e ogni documento venne bruciato. Ma è certo che la tradizione sulla « visione del Rosario », che fa risalire l’origine del Rosario a S. Domenico, è stata costante nella Chiesa, accolta anche nei documenti pontifici, specialmente dal « Papa del Rosario », Leone XIII, che così ne parla in una delle sue Encicliche dedicate al Rosario: S. Domenico « si accinse con intrepido coraggio a combattere le battaglie della Chiesa cattolica, confidando non nella forza, non nelle armi, ma sopratutto in quella preghiera che egli per primo introdusse col nome del S. Rosario, e che, o direttamente o per mezzo dei suoi discepoli, divulgò poi da per tutto ».
Da questa « visione del Rosario » S. Domenico è passato alla storia come il santo protettore del Rosario, che riempirà la Chiesa e le anime di ogni grazia per la vita spirituale e temporale.
s. Domenico – scrisse uno di suoi primi compagni – « non poteva saziarsi della dolcissima Salutazione angelica che recitava migliaia di volte… », È vero che la forma attuale del Rosario non risale a lui, ma al B. Alano della rupe e soprattutto a S. Pio V; tuttavia è da S. Domenico che ha preso avvio la recita di questa preghiera mariana, diventata subito la regina delle preghiere.

In lotta contro l’eresia

Sostenuto dalla possente arma del Rosario, alcuni anni dopo, nel 1215, con i primissimi compagni, S. Domenico gettò le basi del nuovo Ordine a Tolosa.
Scopo del nuovo Ordine doveva essere quello di catechizzare i fedeli, di combattere i vizi, di difendere la vera fede, di educare il popolo nei buoni costumi. Con quali mezzi? Con la predicazione ambulante di questi frati che avrebbero menato vita evangelica in povertà e con un abito particolare.
Il Papa Innocenzo III disse a S. Domenico di scegliersi una delle Regole già approvate dalla Chiesa. E · Santo, nel 1216, insieme ai suoi confratelli, scelse la Regola di S. Agostino, adattandosi le proprie Costituzioni.
Nell’autunno del 1216, tornato a Roma, S. Domenico si incontrò con il nuovo Papa, Onorio III, che diede l’approvazione all’Ordine. E proprio in S. Pietro, probabilmente il 18 gennaio 1217, S. Domenico ebbe la visione di S. Pietro e S. Paolo, che chiaramente gli manifestarono la volontà divina di mandare i suoi frati nel mondo intero come predicatori.
Tra Francia, Italia e Spagna cominciarono quindi le peregrinazioni apostoliche di S. Domenico e dei suoi frati, con frutti meravigliosi di santità, per l’esempio della vita che davano e per la solidità e purezza della dottrina che insegnavano in assoluta fedeltà al magistero della Chiesa.
Ovunque, intanto, S. Domenico apriva nuovi conventi, interessandosi anche a costituire il monastero di S. Sisto a Roma per le monache, e perfezionando l’ordinamento disciplinare delle sue comunità religiose.
La Madonna accompagnava S. Domenico e i suoi frati nell’ardua impresa di fugare l’eresia e di convertire i cuori alla verità. La Madonna dava particolare efficacia . alle loro parole e confermava le verità che essi proclamavano con frutti salutari e consolanti. In una visione, un santo monaco vide una volta la Madonna che teneva Ella stessa il libro aperto davanti al frate predicatore. Era Lei l’ispiratrice feconda di ogni parola di vita.
In un’ altra visione, il veggente vide i’ frati predicatori che a nuoto in un grande fiume trasportavano carri pieni di uomini a riva, impedendo che corressero verso l’abisso con l’eresia. Ciò significava che i frati predicatori dovevano travagliare molto, ma avrebbero salvato molti fratelli. E quando, qualcuno dei frati stava per venir meno, ecco la Madonna vicina a sostenerlo e a confortarlo.

Vita con la Madonna

La vita di S. Domenico e delle sue prime comunità era una vita con la Madonna. In più di qualche occasione la Madonna rivelò che i frati predicatori erano i suoi frati, e da parte loro, i frati predicatori si sentivano legati da uno speciale amore allo lor Celeste Madre.
Ogni frate nella sua cella aveva solo due semplici immagini: una di Gesù Crocifisso, una di Maria SS.. A queste due immagini essi rivolgevano i loro occhi contemplativi, i loro sguardi d’amore.
Subito dopo la recita del Divino Ufficio durante la notte, invece di tornare a letto, quasi tutti i frati correvano alla Cappella della Beata Vergine a trascorrere in orazione le ore prima dell’ alba.
Durante il giorno, per il vitto e il sostentamento, essi non avevano preoccupazioni: sapevano in chi confidare. Una volta apparve S. Nicola in visione a un frate turbato da molte preoccupazioni e gli disse con grande amabilità di non turbarsi affatto nè per sè nè per l’Ordine, perché « la nostra Madonna ha cura di voi ». Raccontano le cronache dei primi frati, che una volta la Madonna assistette una comunità senza priore, facendo le veci del priore. E un’altra volta fu vista la Madonna servire lei stessa i frati a tavola « apponendo a ciascuno di loro la propria porzione ».
A sera, dopo Compieta,· i frati non potevano chiudere la giornata senza affidarsi ancora alla Madonna con la recita corale della Salve Regina, preghiera molto efficace contro le insidie e gli assalti diabolici. la Salve Regina si recitava in processione verso l’altare della Madonna, e ci fu chi in visione contemplò la Vergine Santa discendere dal cielo sull’altare con moltissimi Angeli, e quando i frati dicevano le parole « O dolce vergine Maria », la Madonna li benediceva tutti maternamente.

Sotto il manto della Madonna

Altri due episodi della vita di S. Domenico ci confermano in modo singolare la presenza e l’azione materna della Madonna nel novello Ordine.
Una sera S. Domenico pregava nel dormitorio, mentre tutti i frati dormivano. Ad un certo momento, egli vide la Beata Vergine entrare in dormitorio, girare attorno ai letti, e benedire ogni frate, eccetto uno che stava scomposto nelle sue vesti. Era la benedizione serale della Madonna sui suoi figli!
In una di queste notti, inoltre, pregando, S. Domenico venne rapito in estasi davanti a Dio, e viJe Gesù e la Madonna. Le fonti raccontano che, guardandosi attorno, vide davanti a Dio rappresentanti di lui gli Ordini religiosi, ma del suo non scorse nessuno; allora cominciò a piangere amaramente e, fermatosi lontano, non osava avvicinarsi al Signore e a sua Madre. Fu la Madonna a fargli cenno con la mano di accostarsi a lei; ma egli non osò muoversi fino a tanto che anche il Signore non lo ebbe chiamato. Si accostò allora tutto piangente e si inginocchiò davanti a loro.
Il Signore lo invitò ad alzarsi, e quando si fu alza0, gli chiese il perché di quel pianto sconsolato. « Piango cosI’ – rispose – perché vedo qui rappresentanti di tutti gli Ordini, ma del mio n.,on vedo nessuno! ». Allora il Signore: « Vuoi vedere il tuo Ordine? ». E quello, tremante: « Si, o Signore! ». Allora il Signore, ponendo una mano sulla spalla della Beata Vergine, si rivolse nuovamente al Beato Domenico: « Il tuo Ordine io l’ho affidato a mia Madre! ». Poi aggiunse: «Ma lo vuoi proprio vedere? ». Rispose il Beato Padre: «Certo, o Signore! ».
La Beata Vergine spalancò il mantello di cui era rivestita e lo stese davanti al Beato Domenico, al quale sembrò tanto grande da ricoprirne tutta la patria celeste e sotto di esso vide una moltitudine immensa di suoi frati. Inginocchiandosi il Beato Domenico ringraziò allora Dio e la Beata Maria sua Madre. E la visione scomparve.
Poteva avere visione più consolante? Poteva avere garanzia maggiore dell’assistenza materna di Maria sul suo Ordine?

Morì stringendo il Rosario

Con l’arma del Rosario, intanto, S. Domenico girava instancabilmente, predicando come un serafino, fondando nuovi conventi, attirando tante anime sui passi del Signore.
Era uno spettacolo di edificazione e di grazia vederlo arrivare umile e ardente; era una consolazione ascoltare la sua parola ricca di dottrina e di carità verso le anime.
Ma si avvicinava anche per lui la meta. Sempre più carico di virtù e di meriti, si era ormai approssimato al Regno dei cieli. Stava portando avanti una grandiosa missione nel Veneto e nelle Marche. Le forre cominciarono a venirgli meno. Si sentiva mancare. Volle trascinarsi fino a Bologna per morire in mezzo ai suoi figli. Ogni tentativo di strapparlo alla morte risultò vano. Ai frati sconvolti e abbattuti egli ripeteva con paterna confidenza che non solo non li avrebbe mai abbandonati, ma che sarebbe stato loro più utile da morto che da vivo. Complicazioni gravissime fecero precipitare ogni resistenza del suo corpo. Era la sera del 6 agosto 1221; S. Domenico non cessava di pregare recitando soprattutto l’Ave Maria, e «si addormentò nel Signore stringendo tra le mani una cordicella annodata con la quale era solito contare mille Ave Maria ogni giorno».
In quella stessa ora, uno dei suoi frati di Brescia, mentre era appisolato, « vide come un’apertura nel cielo, attraverso la quale scendevano due candide scale. La sommità dell’una era tenuta da Cristo, l’altra da sua Madre; e l’una e l’altra gli angeli percorrevano, salendo e discendendo. In fondo alle due scale, nel mezzo, era posta una sedia e sulla sedia c’era uno seduto, che sembrava un frate dell’Ordine… Cristo Signore e sua Madre tiravano su poco a poco le scale, fino a che colui che era in basso non giunse in cima. Allora fu ricevuto in cielo, in un nimbo di luce, al canto degli angeli; e quella splendente apertura nel cielo fu chiusa ».
CosÌ morì il grande Patriarca. Trasportato in Cielo, servo fedele di Dio, intrepido apostolo, S. Domenico ha legato la sua gloria più bella al S. Rosario, che ha fatto dell’Ordine Domenicano l’Ordine del Rosario, come ha rilevato anche ai nostri tempi il Sommo Pontefice Paolo VI, quando ha lodato i Figli di S. Domenico, perché sono stati « per tradizione custodi e propagatori di così salutare devozione» (Marialis cultus, 45).
S. Domenico – Protettore del S. Rosario – voglia proteggere anche oggi questa devozione del Rosario che sta subendo i colpi demolitori dei nemici della fede e della morale di Cristo; voglia rinnovare nei cuori dei fedeli l’amore a questa preghiera che è « il compendio di tutto quanto il Vangelo» (Pio XII); voglia rimettere nelle mani dei cristiani questa arma di vittoria contro il peccato e l’errore, perché affretti il trionfo del Cuore Immacolato di Maria.

FONTE: I Santi e la Madonna, ©Ed. CasaMariana, vol. 5

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