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Sancta Maria, ora pro nobis

stellamatutina-litanie-lauretane-padre-alessandro-apollonioLa prima invocazione mariana delle Litanie Lauretane è Santa Maria, prega per noi. Quasi a dire che la Santità di Maria è la chiave che dischiude il significato di tutti gli altri 50 titoli mariaru che seguono. La Santità di Maria, possiamo affermare, è il principio primo della Mariologia lauretana.
Ben a ragione, perché non vi è altra prerogativa che possa elevare ed onorare una creatura più della santità. I Padri orientali avevano coniato il titolo di Panaghìa (Tuttasanta) che in una parola esprimeva la ricchezza di questi concetti.

La santità di una creatura è la misura della sua partecipazione alla vita di Dio, che è Carità (cf. 1 Cv 4,8). La Santità di Dio consiste nell’Amore infinito in cui sostanzialmente s’identificano le tre divine Persone.

La santità di una creatura è quello stesso Amore Divino che tutta la pervade, come il fuoco la brace ardente, in una misura che certo non può essere infinita, ma che per sua natura tende sempre verso l’Infinito. Il Paradiso è il naufragio della creatura nell’Infinito di Dio, sulle ali della Carità, una volta sciolti gli ormeggi del corpo mortale da questa misera terra. In Maria, questa santità fu perfetta sin dal prima istante della sua esistenza, mai «nessuna imperfezione ha incrinato la perfetta armonia tra Lei e Dio»8. Ella fu concepita Immacolata e Piena di grazia, per singolare privilegio concessole da Dio Onnipotente, in vista dei meriti del divin Redentore 9.

La Santità di Maria fu, dunque, sempre perfetta, ma non immutabile, né infinita, perché Ella progredì in tutta la sua vita, di perfezione in perfezione, in virtù di un moto interiore che incessantemente la sospingeva verso l’Infinito Amore divino:

«La sua vicenda terrena è caratterizzata dallo sviluppo costante e sublime della fede, della speranza e della carità»  10.

Il suo progresso, dunque, fu diverso dal nostro. Lei, infatti, è la persona umana immacolata, ossia perfetta, in cui la grazia fu sempre perfetta; la nostra natura, invece, è toccata dal peccato, perciò il nostro progresso implica il passaggio dall’imperfetto (stato di peccato originale, peccato attuale, concupiscenza) al perfetto (la grazia, la santità intensivamente somma, la confermazione in grazia).
In Maria la santità è stata sempre intensivamente somma, perché Ella ha corrisposto sempre al massimo delle sue possibilità, le quali, tuttavia, progredivano con lo sviluppo umano e temporale della sua persona:

<<La beata Vergine Maria avanzò nel cammino della fede e serbò fedelmente la sua unione col Figlio sino alla croce» 11.

Anche Maria, in modo simile a Cristo suo Figlio, «cresceva in età, sapienza e grazia (Lc 2,52). La sua adesione al disegno divino, che l’aveva predestinata Corredentrice universale, è stata definita «un continuo crescendo, che investe tutte le tappe della sua vita»12.
In particolar modo, fu senza soste la sua crescita nella carità:

«Lungo la via di questa collaborazione con l’opera del Figlio Redentore, la maternità stessa di Maria conosceva una singolare trasformazione, colmandosi sempre più di “ardente carità” verso tutti coloro a cui era rivolta la missione di Cristo» 13.

La dilatazione della Carità nel Cuore Immacolato di Maria raggiunse, nel corso della sua ammirabile vita, illimite massimo consentito all’umana natura. Quando le facoltà umane divennero incapaci di sostenere l’impeto d’amor divino, che sempre più irresistibilmente l’attraeva verso il Figlio nella gloria, avvenne l’effetto stupendo del distacco della sua anima santissima dal virgineo involucro corporale. La morte di Maria, afferma san Francesco di Sales nel Trattato dell’Amore di Dio, avvenne «nell’amore, a causa dell’amore e per amore».
La crescita continua di Maria nella santità, sia il modello esemplare del nostro incessante anelito ad essere ”perfetti come è peifetto il Padre nostro celeste” (cf. Mt 5,48).

FONTE: Padre Alessandro M. Apollonio; LE LITANIE LAURETANE. PREGHIERA MARIANA, PREGHIERA DELLA CHIESA;  © 2013 CasaMarianaEditrice, Frigento (Av)
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8. Beato GIOVANNI PAOLO II, Udienza generale, 19 giugno 1996.
9. Cf. beato PIO IX, Ineffabilis Deus.
10. Beato GIOVANNI PAOLO II, Udienza generale, 19 giugno 1996.
11. Il CONCILIO ECUMENICO VATICANO II, Costituzione Dogmatica Lumen gentium, 58. D’ora in poi abbrevieremo LG. Cf. beato GIOVANNI PAOLO II, Lettera Enciclica Redemptoris Mater. D’ora in poi abbrevieremo RM.
12. Beato GIOVANNI PAOLO II, Udienza generale, 3 settembre 1997.
13. Beato GIOVANNI PAOLO II, RM 39. 

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