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Santuari mariani: Lombardia

  1. Santuario di Caravaggio

    stellamatutina-santuario-di-caravaggioIl Santuario della Madonna di Caravaggio – propriamente detto della “Beata Maria Vergine della Fonte” – è indubbiamente il più noto e frequentato dei Santuari mariani della Lombardia.

    L’apparizione della Vergine, nell’ora del vespro del 26 Maggio 1432, a Giannetta, una donna del popolo che si è recata a falciare l’erba nel prato di Mazzoleno ed è angosciata per gli abituali maltrattamenti di un marito rozzo, acquista ben presto un rilievo di ‘pacificazione universale’.

    ‘Cronache’ – o ‘leggende’ – narrano il fatto dell’apparizione della Vergine a questa ” donna di nome Giannetta, di 32 anni d’età, figlia di un certo Pietro Vacchi e sposa di Francesco Varoli, da tutti conosciuta per i suoi virtuosissimi costumi…” .

    Il racconto viene così ricostruito: “[Giannetta] era tutta presa da pensiero di come avrebbe potuto riportare a casa quei fasci d’erba, quand’ecco: vide una Signora bellissima e ammirevole, di maestosa statura, venire dall’alto e fermarsi proprio vicino a lei.

    Colpita dall’aspetto così venerando della nobile Signora, stupefatta Giannetta esclamò: ‘Maria Vergine!’. – E la Signora a lei: ‘Non temere, figlia, perché sono davvero io. Fermati e inginocchiati in preghiera’. E con le lacrime agli occhi (che, secondo la testimonianza di Giannetta, erano e a lei parvero come oro luccicante) soggiunse: ‘L’altissimo onnipotente mio Figlio intendeva annientare questa terra a causa dell’iniquità degli uomini. Essi fanno ciò che è male ogni giorno più, e cadono di peccato in peccato; ma io per sette anni ho implorato dal mio Figlio misericordia per le loro colpe[]. La Vergine diceva tutte queste parole a mani aperte e come afflitta. – Giannetta disse: ‘La gente non crederà a me’. – La clementissima Vergine rispose: ‘Alzati, non temere! Tu riferisci quanto ti ho ordinato; io confermerò le tue parole con segni così grandi che nessuno dubiterà che tu hai detto la verità’. Detto questo, e fatto il segno di croce su Giannetta, scomparve ai suoi occhi.

    Tornata immediatamente a Caravaggio, Giannetta riferì quanto aveva visto e udito. Perciò molti, credendo a lei, cominciarono a visitare quel luogo e vi trovarono una fonte sorgiva mai veduta prima da nessuno [da qui il nome di “Beata Maria Vergine della Fonte” dato al Santuario].

    Da allora, alcuni malati, e ancor più numerosi successivamente, si recarono a quella fonte confidando nella potenza di Dio […]”.

    Proprio per la portata universale del ‘messaggio’ della Vergine apparsa a Caravaggio – indicato nel ‘segno’ della fonte di grazia per la guarigione dai mali spirituali e fisici dell’umanità – il Santuario che qui sorge è diventato nei secoli luogo di culto, di pellegrinaggi di malati, di opere di misericordia: come una ‘Lourdes’ in Italia.

    Come a Lourdes, a Loreto e in altri grandi Santuari mariani, gli ammalati trovano a Caravaggio benevola accoglienza e premurosa assistenza.

    Specialmente per essi è sorto l’Ospizio dei Pellegrini, un grande complesso recettivo. E per essi, prima ancora, si è data una sistemazione al ‘Sacro Fonte’, posto nel sotterraneo del Santuario, arricchito dall’opera di artisti in una mirabile e preziosa cornice di suggestiva bellezza.

    Sopra il ‘Sacro Fonte’ – nella ‘cella’ centrale della parte sotterranea – sta il grande quadro dell’Apparizione, che riporta la scena del 26 Maggio 1432, nella luce del tramonto infuocato, tra Angeli osannanti. Sulla ghiera marmorea che incornicia la vasca, due Angeli bronzei recano in mano fronde di mirra e di ulivo, a simboleggiare la penitenza chiesta dalla Vergine come prezzo della pacepromessa.

    La costruzione dell’attuale Tempio-Santuario ebbe inizio tra gli anni 1575-1580, sotto la direzione di Pellegrino Tibaldi, architetto che si ispirava al grande maestro Michelangelo. L’opera durò fino al 1700 circa; ma è soltanto nel 1975 – nel IV Centenario degli inizi dell’edificazione – che fu completato il grandioso complesso che costituisce oggi Santuario ed edifici annessi: una costruzione che si estende sul braccio traversale di un’immensa area a croce, che ne viene divisa in quattro piazzali, dei quali i tre maggiori sono circondati da portici.

    L’edificio del Santuario è a croce latina, sormontato, alla crociera, da una solenne Cupola (alta 68 metri), sotto la quale l’Altare divide la chiesa in due corpi distinti: verso ponente la parte maggiore e verso levante la minore, che sarebbe il vero e proprio Santuario, in vista del ‘Sacro Speco’dell’Apparizione, cuore del Santuario stesso. Sulla soglia dello ‘Speco’ sta l’ispirata iscrizione latina:“Adfuit hic Virgo – fixit vestigia plantae; laetitiaque gemens – fonte rigatur humus” [“Apparve qui la Vergine e lasciò l’impronta dei suoi piedi; e la terra, piangendo di letizia, s’aperse a un fonte”].

    Intanto, per la sua grande portata storica, l’Apparizione di Caravaggio si è elevata su innumerevoli altre; e il culto della “Madonna di Caravaggio” si è diffuso per tutta l’Italia, in altri Paesi d’Europa e, fin oltre gli Oceani, nelle Americhe, in Africa e nelle Indie, sulle vie dei tanti prodigi che continuamente la Vergine elargisce a chi l’invoca sotto questo titolo, e dovunque giunga l’acqua della inesausta fonte miracolosa.

    Si calcola che non meno di due milioni di Pellegrini ogni anno sostino davanti a “Nostra Signora della Fonte”, provenienti dall’Italia, dalla Svizzera e da altri Paesi esteri di più forte emigrazione italiana.

    Particolarissima devozione alla “Madonna di Caravaggio” s’irradia, dal Santuario di Caxias do Sul, sullo Stato del Rio Grande del Sud del Brasile, che nel 1948 proclamò la Vergine di Caravaggio Patrona principale dello Stato.

    Le Celebrazioni mariane nel Santuario si hanno nella ricorrenza dell’Annunciazione, il 25 Marzo, dell’Assunzione, il 15 Agosto, e della Natività di Maria, l’8 Settembre. Non ci si dimentica nemmeno di celebrare una ‘seconda Apparizione’ della Vergine avvenuta il 29 Settembre 1710.

    Ma la grande Festa, preceduta da una solenne Novena di preparazione, è quella del 26 Maggio, Anniversario dell’Apparizione della Vergine all’umile donna del popolo, Giannetta.

  2. Duomo di Milano

    stellamatutina-duomo-di-milanoNel luogo in cui sorge il duomo un tempo si trovavano l’antica cattedrale di Santa Maria Maggiore, cattedrale invernale, e la basilica di Santa Tecla, cattedrale estiva. Dopo il crollo del campanile, l’arcivescovo Antonio de’ Saluzzi, sostenuto dalla popolazione, promosse la ricostruzione di una nuova e più grande cattedrale (12 maggio 1386), che sorgesse sul luogo del più antico cuore religioso della città[3]. Per il nuovo edificio si iniziò ad abbattere entrambe le chiese precedenti: Santa Maria Maggiore venne demolita per prima, Santa Tecla in un secondo momento, nel 1461-1462 (parzialmente ricostruita nel 1489 e definitivamente abbattuta nel 1548).

    La nuova chiesa, a giudicare dai resti archeologici emersi dagli scavi nella sacrestia, doveva prevedere originariamente un edificio in mattoni secondo le tecniche del gotico lombardo. Nel gennaio 1387 si gettarono le fondazioni dei piloni, opere colossali che erano state già progettate su disegno l’anno precedente. Durante il 1387 si continuarono gli scavi delle fondazioni e si continuarono i piloni. Ciò che fu fatto prima del 1386 venne tutto disfatto o quasi.
    Nel corso dell’anno il Signore Gian Galeazzo Visconti, assunse il controllo dei lavori, imponendo un progetto più ambizioso. Il materiale scelto per la nuova costruzione divenne allora il marmo di Candoglia e le forme architettoniche quelle del tardo gotico di ispirazione renano-boema. Il desiderio di Gian Galeazzo era infatti quello di dare alla città un grandioso edificio al passo con le più aggiornate tendenze europee, che simboleggiasse le ambizioni del suo Stato, che, nei suoi piani, sarebbe dovuto diventare il centro di una monarchia nazionale italiana come era successo in Francia e in Inghilterra, inserendosi così tra le grandi potenze del continente. Gian Galeazzo mise a disposizione le cave e accordò forti sovvenzioni ed esenzioni fiscali: ogni blocco destinato al Duomo era marchiato AUF (Ad usum fabricae), e per questo esente da qualsiasi tributo di passaggio. Come testimonia il ricco archivio conservatosi fino ai giorni nostri, il primo ingegnere capo fu Simone d’Orsenigo, affiancato da altri maestri lombardi, che nel 1388 iniziarono i muri perimetrali. Nel 1389-1390 il francese Nicolas de Bonaventure venne incaricato di disegnare i finestroni.

    A dirigere il cantiere vennero chiamati architetti francesi e tedeschi, come Jean Mignot, Jacques Coene o Enrico di Gmünd, i quali però restavano in carica per pochissimo tempo, incontrando una scoperta ostilità da parte delle maestranze lombarde, abituate a una diversa pratica di lavoro. La fabbrica andò quindi avanti in un clima di tensione, con numerose revisioni, che nonostante tutto diedero origine a un’opera di inconfondibile originalità, sia nel panorama italiano che europeo.
    Inizialmente le fondazioni erano state preparate per un edificio a tre navate, con cappelle laterali quadrate, i cui muri divisori potessero fare anche da contrafforti. Si decise poi di fare a meno delle cappelle, portando il numero delle navate a cinque e il 19 luglio 1391 venne deliberato l’ingrossamento dei quattro pilastri centrali. Tuttavia c’era una crescente preoccupazione per la stabilità dell’intera struttura, per via di insufficienti masse inerziali da contrapporre all’azione delle spinte. Così nel settembre dello stesso anno venne interrogato il matematico piacentino Gabriele Stornaloco per definire la sezione trasversale e l’alzato, attraverso una precisa diagrammazione geometrica e cosmologica (lo Stornaloco era anche un astronomo e cosmografo). Il 1º maggio 1392 si scelse la forma delle navate progressivamente decrescenti per un’altezza massima di 76 braccia.

    Filippo Abbiati, San Carlo entra a Milano (1670-80)
    Nel 1393 fu scolpito il primo capitello dei pilastri, su disegno di Giovannino de’ Grassi, il quale curò un nuovo disegno per i finestroni e fu ingegnere generale fino alla morte nel 1398. Gli successe nel 1400 Filippino degli Organi, che curò la realizzazione dei finestroni absidali. Dal 1407 al 1448 egli fu responsabile capo della costruzione, che portò a termine della parte absidale e il piedicroce, chiuso provvisoriamente dalla facciata ricomposta di Santa Maria Maggiore. Nel 1418 fu consacrato l’altare maggiore da papa Martino V.

    Dal 1452 al 1481 fu a capo del cantiere Giovanni Solari, che per i primi due anni fu affiancato anche dal Filarete. Seguirono Guiniforte Solari, figlio di Giovanni, e Giovanni Antonio Amadeo, che con Gian Giacomo Dolcebuono costruì il tiburio nel 1490. Alla morte dell’Amadeo (1522) i successivi maestri fecero varie proposte “gotiche”, tra le quali quella di Vincenzo Seregni di affiancare la facciata da due torri (1537 circa), non realizzata.

    Nel 1567 l’arcivescovo Carlo Borromeo impose una ripresa solerte dei lavori, mettendo a capo della Fabbrica Pellegrino Tibaldi, che ridisegnò il presbiterio, che venne solennemente riconsacrato nel 1577 anche se la chiesa non era ancora terminata.

  3. “Madonna dei Miracoli” a Rho (Milano)

    stellamatutina-madonna-dei-miracoli-rho-milanoDove ora sorge il Santuario della Beata Vergine Addolorata di Rho esisteva una piccola cappella dedicata alla Madonna della Neve. In questa, esisteva un affresco raffigurante la Pietà, databile ai primi del XVI secolo.
    Il 24 aprile 1583 la Vergine che vi era raffigurata fu vista piangere lacrime di sangue da alcuni popolani rhodensi.

Dopo una accurata indagine l’Arcivescovo Carlo Borromeo volle la costruzione del Santuario a commemorazione del miracolo e come segno forte e tangibile a sostegno del culto mariano. Lo stesso arcivescovo pose personalmente la prima pietra della basilica il 6 marzo 1584, otto mesi prima della morte, dopo averne commissionato il progetto all’architetto Pellegrino Tibaldi, braccio destro nel rinnovamento dell’architettura ecclesiastica della diocesi nell’ambito della Controriforma.

Già nel 1586, alla presenza dell’arcivescovo Gaspare Visconti e di Federico Borromeo, il Santuario in costruzione fu aperto al culto traslando l’affresco del miracolo sull’Altare Maggiore, dove tutt’ora si trova.
L’edificio crebbe lentamente e fu sostanzialmente costruito entro il primo quarto del XVII secolo, mancando però ancora della cupola, del campanile e della facciata.

Il 4 aprile 1755 il tempio fu consacrato dal Cardinal Giuseppe Pozzobonelli alla Regina dei Martiri. Su impulso dell’arcivescovo, figura molto legata al Santuario, fu avviato il completamento architettonico della basilica con la costruzione della cupola su progetto di Carlo Giuseppe Merlo, e del campanile progettato da Giulio Galliori, edificati nella corso della seconda metà del Settecento.

Dopo le soppressioni napoleoniche, rispettivamente del 1798 e del 1810, durante le quali figure provvidenziali furono le marchese Maria Lelia Talenti di Fiorenza vedova Castelli con la madre Maria Selvagina Doria, si portò a termine anche la facciata su progetto dell’architetto Leopold Pollack.
La decorazione delle cappelle laterali fu già avviata agli inizi del XVII secolo a spese di nobili famiglie del borgo e dei fabbricieri, tra cui le famiglie Simonetta, Crivelli, Visconti e Turri, riconoscibili dai rispettivi stemmi araldici e dalle sepolture di alcuni loro esponenti ai piedi degli altari. Il Seicento ha lasciato in Santuario splendide pale d’altare e grandiosi cicli di affreschi inseriti in ricchi apparati decorativi a stucchi dorati.
Per il completamento decorativo della basilica bisognerà attendere la seconda metà del XIX secolo, culminata con la solenne inaugurazione del 1895 alla presenza del Cardinal Andrea Ferrari.

Con il nuovo millennio sono stati avviati importanti lavori di restauro e valorizzazione del Santuario, con la realizzazione del nuovo impianto di illuminazione (2003), il restauro della cappella di San Giuseppe (2004), della cappella di San Carlo (2007) e di San Giorgio (2010), all’interno di un più generale programma di valorizzazione del complesso.

  1. “Santa Maria delle Grazie” in Milano

    stellamatutina-santa-maria-delle-grazie-milanoEdificata su un preesistente ‘Convento di San Domenico’, la chiesa di “Santa Maria delle Grazie” in Milano viene completata alla fine del sec. XV, quando Lodovico il Moro – che sogna di diventare un Principe del Rinascimento – vuole farne la più bella Chiesa della città. Ed in effetti, fra l’altro fa dipingere nel vicino Refettorio, da Leonardo da Vinci, il famosissimo Cenacolo, e progettare il Monumento sepolcrale alla giovane moglie Beatrice d’Este.

    Arricchita poi da strutture architettoniche del Bramante, “Santa Maria delle Grazie” è indubbiamente una delle più armoniose chiese mariane della Lombardia. Il nome le deriva dall’omonimo dipinto del 1463-65, verso il quale è stata sempre grande la devozione dei fedeli.

  2. “Madonna di Tirano” (Sondrio)

    stellamatutina-madonna-di-tirano-sondrioSorge proprio nel punto dove, il 29 settembre 1504, festa di S. Michele, la Vergine Maria apparve al beato Mario Homodei, salutandolo con le parole: “Bene avrai” e chiedendo espressamente la costruzione di un tempio in suo onore con la promessa di salute spirituale e corporale a chi l’avesse invocata. L’immediato consenso creatosi intorno all’apparizione indusse le autorità di Tirano a chiedere alla Curia di Como l’autorizzazione per la costruzione del santuario. Questa fu subito concessa. Infatti il 10 ottobre 1504, undici giorni dopo l’evento, Guglielmo Cittadini, vicario del vescovo di Como, cardinale Antonio Trivulzio, autorizzava, con il permesso di celebrare la messa, la costruzione di unabasilicam seu ecclesiam in onore della Vergine, sul luogo dell’Apparizione, dove già era stata eretta con frenetico zelo una cappella.
    Neppure sei mesi dopo l’apparizione, esattamente il 25 marzo 1505, fu posta la prima pietra. Presunti architetti i fratelli Rodari, Tommaso, Giacomo, Donato e Bernardino, originari di Maroggia sul lago di Lugano, nel Canton Ticino della Svizzera. Nel 1513 la chiesa era già officiata, anche se incompleta. Numerosi maestri d’arte, nei secoli successivi, gli diedero l’attuale bellezza e ricchezza artistica.

  3. “Madonna del Bosco” a Imbersago (Como)

    stellamatutina-madonna-del-bosco-imbersagoIl Santuario, pregevole monumento del Barocco lombardo, sorge in posizione panoramica sulla Valle dell’Adda.
    Il 9 maggio 1617 tre pastorelli stavano pascolando il gregge nel bosco, quando, sui tre grandi castagni che si ergevano intorno alla Sorgente del Lupo, scorsero la grande Signora tra luci e splendori celestiali e armoniose melodie. Pietro, uno dei bimbi, con grande meraviglia colse un bel riccio maturo (in primavera!) e per tutto il popolo ciò rappresentò il segno prodigioso che la Beata Vergine Maria desiderava essere onorata in quel luogo.

    Iniziava così la devozione alla Madonna del Bosco o Madonna del Riccio o Madonna dei Miracoli di Imbersago. Tra le prime grazie elargite spicca quella della liberazione di un bimbo dalle fauci di un lupo, non appena la mamma invocò Maria Santissima.

    Per riconoscenza, sul luogo delle apparizioni, fu eretta una piccola Cappella, “lo Scurolo”, arricchita da un pregevole affresco del Barabino, rappresentante la Vergine col Bambino. Sopra di essa fu poi edificata la Chiesa, solennemente benedetta nel 1646 e ampliata in seguito.
    Nel 1954 il Patriarca di Venezia, Card. Roncalli, incoronava la statua della Vergine col Bambin Gesù. Da Papa, il Beato Giovanni XXIII scrisse: “Tutti i Santuari di Maria mi sono cari, tanti ne visitai… Ma ricordo con particolare affetto il Santuario della Madonna del Bosco, perché fu il sorriso della mia infanzia, la custodia e l’incoraggiamento della mia vocazione sacerdotale…Allietiamoci insieme di questa edificazione di pietà Mariana, che è motivo di pace festosa e incoraggiante per questa brava gente nostra che … ama volgere gli sguardi e le preghiere verso di Lei, la Regina e Madre di Misericordia”.

    In cima alla Scala Santa di 349 gradini, sorge la maestosa statua in bronzo dello stesso Pontefice, inaugurata dall’allora Cardinal Montini, il Servo di Dio Papa Paolo VI.
    Al Santuario è custodita anche la camera del Beato Cardinal Schuster.
    Molti sono i favori spirituali concessi al Santuario, che oggi è affidato alle cure dei Padri Oblati dell’Istituto Sant’Ambrogio di Milano.

  4. “Santa Maria Maggiore” in Bergamo

    stellamatutina-basilica-santa-maria-maggiore-bergamoSecondo la tradizione popolare, parzialmente suffragata da documenti, la chiesa fu edificata per ottemperare ad un voto fatto alla Madonna nel 1133 dai bergamaschi perché proteggesse Bergamo dalla peste che si stava abbattendo sul Nord Italia.
    Un’iscrizione posta sul portale dell’ingresso meridionale (detto dei “Leoni bianchi”) fa risalire la costruzione della basilica al1137, i lavori cominciarono sul sito di una preesistente chiesa dell’VIII secolo dedicata alla Vergine, a sua volta eretta sopra un tempio pagano dedicato alla dea Clemenza, ma ad oggi non esistono fonti che confermino questo fatto.
    Fu appositamente costituito il “Consorzio della Fabbrica” per la raccolta delle offerte e il progetto fu affidato a mastro Fredo, personaggio del quale non si hanno altre notizie. Il 15 agosto ebbero inizio i lavori.

    La pianta originale era a croce greca con cinque absidi, una centrale e quattro sul transetto, delle quali ne rimangono tre: l’abside di nord-ovest fu fatta abbattere nel 1472 da Bartolomeo Colleoni per far posto al suo mausoleo.
    Per prima fu costruita la parte tra l’abside centrale e il transetto e benché non fosse completata nel 1185 fu consacrato un altare e nel 1187 vennero completati il presbiterio e le absidi sul lato est del transetto.
    I lavori subirono un rallentamento durante il 1200 a causa di difficoltà economiche; tuttavia furono completati la facciata cieca e l’atrio.
    Nella basilica si tenevano anche le assemblee del popolo, secondo una pratica diffusa durante il periodo dei liberi comuni, ma sul finire del Duecento la situazione politica cambiò, Bergamo passò ai Visconti, poi alla Repubblica Veneta; la basilica gradualmente perse il suo ruolo politico-sociale e le rimase solo quello spirituale.
    Nel corso del XIV e XV secolo i lavori furono ripresi dai maestri campionesi, con l’aggiunta del battistero (1340) e dei tre protiri (1353, 1360 e 1366) di Giovanni da Campione.
    Tra il 1436 e il 1459, ad opera di Bertolasio Moroni di Albino, fu realizzato il campanile fino alla cella campanaria, sopralzato poi verso la fine del Cinquecento, e tra il 1485 e il 1491 la “sagrestia nuova”, dato che la vecchia era stata demolita per erigere la cappella Colleoni.

    Il 23 giugno 1449 il Senato e il Maggior Consiglio di Bergamo affidarono la gestione della chiesa al Congregazione della Misericordia Maggiore, prestigioso sodalizio fondato nel 1265 da Pinamonte da Brembate, allo scopo di conservare ed arricchire il patrimonio artistico della basilica.
    Nel 1521 fu realizzato il portale di sud-ovest, detto porta della Fontana da Pietro Isabello.
    L’edificio subì altri rimaneggiamenti all’interno nel corso nel XVII secolo, dovuti agli interventi (eseguiti tra il 1614 e il 1651) di Francesco Maria Richini, Giovanni Angelo Sala e Giovanni Barberini. Nello stesso periodo venne anche rimaneggiato il tiburio.

  5. “Santa Maria del Monte” sopra Varese

    stellamatutina-Sacro-Monte-VareseIl “Sacro Monte” di Varese, posto a 800 mt. con le Prealpi che gli fanno da corona e, sullo sfondo, le maestose cime delle Alpi, è uno dei più interessanti Santuari della Cristianità, dato anche il fatto di essere stato costruito sui luoghi della resistenza di Sant’Ambrogio agli Ariani, dopo che ebbe la visione della Vergine che gli assicurava la vittoria sugli eretici.L’originale Cappella fatta erigere dal santo Vescovo di Milano intorno al 389 – con la bellissima statua della Vergine attribuita alla scultura di San Luca – è stata ampliata in successive epoche, dal 1400 in poi, fino al monumentale complesso attuale, con le meravigliose opere d’arte e di pietà che sono le 15 Cappelle del ‘Santo Rosario’. Questo è, indubbiamente, uno dei “Sacri Monti” più frequentati e suggestivi.

  6. Certosa di Pavia

    stellamatutina-Certosa-di-PaviaLa costruzione della Chiesa dell’insigne complesso monumentale della “Certosa di Pavia” fu iniziata il 1396 e terminata nel 1497, dedicata essa pure a “Santa Maria delle Grazie”. Sul pavimento del Coro, come in diversi altri luoghi, si legge la scritta “GRA-CAR” [= “Gratiarum Carthusia” – Certosa delle Grazie].

Santuario della Madonna del Latte – Guanzate – Como

stellamatutina-madonna-del-latte-guanzate-comoIl Santuario della Madonna del Latte, si trova a Guanzate, un paese di quasi 6.000 abitanti della provincia di Como. Di origini molto antiche, sorge in una zona già precedentemente dedicata alla venerazione degli dei.
In epoca paleocristiana esistevano qui degli edifici religiosi, fu poi con il cristianesimo che la zona fu “convertita” e, nel Vi secolo fu edificata una chiesa dedicata a Santo Stefano.

La struttura religiosa attuale risale al 1497, anno in cui venne affrescata l’abside con l’immagine della Madonna del Latte, in un primo tempo era solo una cappella, ma poi fu ampliata nel corso degli anni.
Nel XVII secolo, vengono costruiti la sacrestia attuale e il campanile, mentre nel XVIII secolo la cappella originaria viene ampliata allo scopo di ottenere una seconda chiesa, comunicante con la prima, attraverso la vecchia sacrestia, ma con ingresso indipendente.

In questi anni viene costruito il lungo e suggestivo viale d’accesso al Santuario, composto da un lungo manto d’erba costeggiato da gelsi e abbellito successivamente con le 14 Cappelle affrescate della Via Crucis.
Nel 1821 per rendere il viale ancora più grandioso, viene progettato l’ingresso trionfale ad esedra che ancora oggi accoglie il visitatore, con l’aggiunta di piloni su cui sono poste le statue di pietra dei profeti Isaia, Geremia, Ezechiele, Daniele, opera dello scultore Antonio Gelpi, che curiosamente gli abitanti di Guanzate chiamano i quatr’oman.

La terza chiesa che compone il Santuario, intitolata a San Giuseppe, viene eretta nel 1873, comunicante con le altre attraverso due arcate, per rendere il complesso più omogeneo e simmetrico.
Di grande rilevanza artistica è il bellissimo portale d’ingresso in bronzo, opera dello scultore Mario Toffetti di Fornovo, realizzato nel 1997 per festeggiare il cinquecentenario dell’affresco della Madonna del Latte.

Ecco la preghiera per i coniugi che vogliono chiedere una grazia alla Madonna:

Scenda larga la tua benedizione Signore della vita sulla nostra famiglia che chiede per intercessione di Maria tua e nostra madre di avere dei figli, cosi che possiamo godere della missione di sposi e di educatori insegnando loro l’amore che nasce dal vangelo e dalla chiesa.
Amen
(3 pader-ave-gloria)

PS: Abbiamo dimenticato qualche santuario dedicato alla Beata Vergine Maria della Tua Regione? Segnalalo qua sotto nello spazio dei Commenti! Grazie!

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2 Commenti

  1. A Corbetta (Milano): Santuario della Beata Vergine dei Miracoli, dove è avvenuto un miracolo il 17 aprile 1555.
    Tre bambini del luogo, di cui uno sordomuto, stavano giocando sul piazzale della chiesa (sulla facciata c’era un affresco della Madonna col Bambino). ad un certo punto Gesù Bambino è sceso a giocare con loro tre. Anche la Madonna è poi scesa per riprenderlo. Il sordomuto riprese a parlare ed udire in quell’attimo. Corse dai genitori a raccontare l’accaduto. Verrà costruita in onore una parte di chiesa in più, davanti a quella esistente, che sarà così composta: al piano terra sarà come una specie di anticamera alla chiesa esistente, con un bel rosone sul pavimento che indica il punto dell’apparizione e al piano superiore (con due bellissimi scaloni per raggiungerlo) ci sarà il santuario con inglobato l’affresco oggetto del miracolo.
    Da allora le grazie si sono suggeguite senza sosta. E’ un posto bellissimo!

  2. A berzo inferiore in provincia di Brescia e`stato eretto nel 18° secolo il Santuario di Santa Maria Nascente tuttora Parrocchiale, in memoria dell`apparizione della Vergine Maria ad una umile donna del paese di nome Marta Polentini Damioli. La quale donna trovavasi pare in situazione di persecuzione da parte del maligno. Maria Santissima guari’costei da tale male e le indico`di far erigere un Santuario a ricordo dell avvenimento.La data dell apparizione fu il 24 settembre del 1616. In tale data ogni anno ricorre la festa della Madonna Pellegrina cosi’chiamata poiche’ nel primo dopo guerra 45 la statua della Madonna fu portata lungo tutta la valle Camonica a conforto dei drammi allora subiti. Per dati piu`precisi sito:Parrocchia Berzo Inferiore.

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