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Speculum iustitiæ, ora pro nobis

stellamatutina-litanie-lauretane-padre-alessandro-apollonioSpecchio della giustizia, prega per noi! Comincia con il titolo Specchio della giustizia la terza sezione delle Litanie Lauretane, costituita da una serie di 17 invocazioni a Maria, contenenti altrettanti simboli biblico-patristici. Le prime due sezioni – lo ricordiamo – erano dedicate alla Madre e alla Vergine, la quarta ed ultima avrà come soggetto la Regina. La terza sezione, quella di cui cominciamo ad occuparci, possiamo invece definirla “simbolica”. Comprende circa un terzo – 17, appunto – delle 52 (53 per i Francescani) Litanie Lauretane, ed è la più consistente dal punto di vista quantitativo, rispetto a ciascuna delle altre tre sezioni.

Come la luna rispecchia la luce del sole durante la notte, così Maria specchia la luce di Cristo, «Sole di giustizia» (Mal 3,20), nella notte del mondo corrotto dal peccato. Lo specchio è “giusto” per natura sua: restituisce riflettendo tutti i raggi luminosi che colpiscono la sua superficie. Quanto più puro è il cristallo, tanto più perfettamente riflette la luce e tanto più l’abbellisce ancora di riflessi iridescenti. Noi, purtroppo, siamo specchi macchiati e deformati e, perciò, deformanti. Riflettiamo con disordine l’immagine di Dio impressa in noi, tratteniamo per noi stessi la luce di Dio, i suoi doni, che ci sono dati per la sua gloria e non per la nostra. La Sacra Scrittura e la divina Liturgia ci ricordano che, a differenza di noi peccatori, Maria è: «Speculum sine macula Dei Maiestatis. Specchio senza macchia della Maestà divina» (Sap 7,26). La luce di Dio è ancora più bella, lo assicura il beato Francesco Marto di Fatima, quando è riflessa dal Cuore Immacolato di Maria.

Maria è l’immagine creata della divina Sapienza. Come la Sapienza incarnata, Cristo, riflette la santità del Padre, così anche Maria è l’icona della Santità del Verbo, in quanto Madre, e dello Spirito Santo, in quanto Sposa.

Per continuare l’analogia biblica della divina Sapienza: «Essa in realtà è più bella del sole e supera ogni costellazione di astri; paragonata alla luce, risulta superiore» (Sap 7,29). La Liturgia non esita ad attribuire queste parole ispirate all’Immacolata Madre di Dio. Padre Pio e tutti i privilegiati che hanno visto la Madonna, sono concordi nel dire che le bellezze più eccelse del creato sono “quasi brutte” al confronto della bellezza di Maria.

La giustizia è la virtù cardinale per cui l’uomo dà a ciascuno ciò che gli è dovuto. Il giusto si comporta così. La giustizia regola dunque l’obbligazione morale dell’uomo verso Dio e verso il suo prossimo. Per questa sua estensione diretta alle cose divine, la giustizia è considerata la prima delle virtù cardinali.

Possedere la giustizia, allora, significa possedere anche la temperanza, la prudenza e la fortezza, virtù senza le quali non si può essere giusti né verso Dio, né verso gli uomini. Maria Specchio della giustizia è, per ciò stesso, specchio di ogni virtù. Per “specchio” s’intende qui il modello esemplare al quale gli uomini devono guardare per conformare la propria vita.

Giustizia, però non è solo questo: è anche, soprattutto nel linguaggio biblico, sinonimo di santità. In questo senso, la giustizia è una perfezione semplice, ossia il suo possesso non comporta per sé alcun limite o imperfezione. Nel suo grado massimo ed assoluto, deve essere attribuita solo a Dio. La creatura, l’uomo, se è giusto e santo, lo è per partecipazione. I vari aspetti della giustizia – come spesso succede nella logica cattolica dell’et-et – non si escludono, ma si completano a vicenda: giusto è, in ultima analisi, colui che si comporta correttamente con tutti, perché Dio lo ha giustificato e santificato con la sua grazia.

Il modello biblico di questa giustizia integrale è san Giuseppe. L’evangelista Matteo, per descrivere le qualità morali di san Giuseppe, sposo di Maria, dice solo che egli «era giusto» (Mt 1,19). Per questo era degno di una Sposa chiamata Specchio della giustizia da «tutte le generazioni» (Lc 1,48). Maria Santissima non solo possiede in pienezza questa giustizia divina, ma ne è anche lo specchio da cui tutti, anche san Giuseppe, sono illuminati. «Molte figlie hanno compiuto cose eccellenti, ma tu le hai superate tutte!» (Pro 31,29).

Maria è Specchio della giustizia e Madre della misericordia. Non è una contraddizione nel modo più assoluto. La giustizia riflessa da Maria non è punitiva, ma misericordiosa. In quanto Specchio di giustizia, ottiene giustificazione a coloro che a Lei ricorrono come Madre di misericordia. La giustizia non è contraria alla misericordia, ma è la sua condizione di possibilità, senza la quale la misericordia diventerebbe stolto buonismo.

San Paolo dice che nello stato presente, noi vediamo le cose di Dio «come in uno specchio» (1Cor 13,12). Di quale specchio si tratta? Certo, lo specchio della fede. Ma a distanza di 1900 anni da san Paolo, il Vaticano II è come se perfezionasse la risposta: «Maria […] riunisce in sé in qualche modo e riverbera i massimi dati della fede» (LG 65). Sì, perché Maria è lo specchio visibile dell’invisibile Giustizia divina, è il modello umano insuperabile di fede, speranza e carità. Il beato Giovanni Paolo II, nell’Enciclica Redemptoris Mater (n. 25) conferma la validità ed il rilievo evocativo di questo bel simbolo mariano:

«Tra tutti i credenti Ella è come uno “specchio”, in cui si riflettono nel modo più profondo e più limpido “le grandi opere di Dio” (At 2,11)».

FONTE: Padre Alessandro M. Apollonio; LE LITANIE LAURETANE. PREGHIERA MARIANA, PREGHIERA DELLA CHIESA;  © 2013,  CasaMarianaEditrice

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