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Vocazione attiva e contemplativa

Voglio consacrarmi totalmente a Dio. In quanti modi potrei farlo?

Parrebbe una domanda quasi superflua. E invece non è così. Non basta consacrarsi a Dio in una qua­lunque maniera. E’ necessario consacrarsi a Lui come egli gradisce. C’è un discernimento delle caratteristi­che di ogni sacra vocazione, a cui è per lo meno peri­coloso rinunziare. Se Dio mi vuole consacrato nel mondo, non faccio bene a consacrarmi in una Trap­pa. Se Dio mi vuole consacrato in una Trappa non faccio bene a consacrarmi nel mondo.

Per avere un piccolo quadro sintetico delle possi­bili maniere di consacrarsi a Dio, seguiamo questo or­dine che appare il più semplice.

l. Nella misura minima tutta intima la prima for­ma di consacrazione è quella del voto privato di ver­ginità o di castità, restando laici nel mondo, con il proprio lavoro domestico o professionale. Fu il caso questo, ad esempio, di S. Gemma Galgani e di S. Giu­seppe Moscati.

2. La seconda forma di consacrazione a Dio, più impegnativa e stabile, è quella dei cosiddetti Istituti se­colari di perfezione, maschili e femminili, in cui si fan­no i tre voti di Obbedienza, Povertà e Castità, pur re­stando nelle proprie famiglie, con gli impegni di lavoro dentro e fuori casa. Sono gli Istituti approvati dal papa Pio XII quale, ad esempio, quello della Regalità.

3. La terza forma di consacrazione è quella sacra­mentale del Prete diocesano che vive con i familiari o da solo in Parrocchia, con il sacro celibato e l’obbe­dienza al Vescovo, ministro di Dio, dispensatore dei misteri divini.

4 . La quarta forma di consacrazione è quella del Religioso e della Religiosa di vita mista, ossia di vita contemplativa e attiva, vissuta con i tre voti comuni­tariamente, nel proprio Convento o Casa religiosa con possibilità anche della vita missionaria.

5. La quinta forma di consacrazione è quella del Monaco o della Monaca di vita pura contemplativa (o di vita prevalentemente contemplativa), vissuta nei Monasteri, con i tre voti e con una forma di vita comu­nitaria più austera e forte, fino alle punte massime del­la vita Trappista, della vita degli Eremiti camaldolesi o della vita in una Certosa. Alla vita pura contemplativa appartiene anche la vita strettamente eremitica.

A questo punto possono apparire sufficientemen­te abbozzate le diverse forme di vita dei consacrati, nelle linee generali.

Scendendo ai particolari, però, bisogna dire che, a parte la vita consacrata nel mondo (Istituti laicali e voto privato) e quella del Prete diocesano, – che ap­paiono più semplici e visibili per la loro stessa forma o struttura, l’orientamento e la scelta vocazionali di­ventano più laboriosi per quanto riguarda le due for­me di vita attiva-contemplativa (vita religiosa) e vita solo contemplativa (vita propriamente monastica).

Gli Ordini e le Congregazioni sono davvero tanti!

Per citarne solo alcuni: Benedettini, Francescani, Domenicani, Carmelitani, Serviti, Gesuiti, Lasalliani, Camilliani, Passionisti, Salesiani…, buona parte dei quali hanno anche il ramo femminile. Le Congrega­zioni solo femminili, poi, sono una vera miriade, da S. Vincenzo de’ Paoli in poi. Più recenti sono le fami­glie (maschili o femminili o ambedue) che si ispirano a Charles de Foucauld, e quelle fondate da Don Albe­rione, dal B. Orione, B. Guanella, Madre Speranza, Madre Teresa di Calcutta…

Per gli Ordini monastici di pura contemplazione, si pensi ai Benedettini Trappisti, Certosini e Camaldo­lesi (eremiti), alle Benedettine, alle Clarisse, alle Car­melitane, alle Monache della Visitazione, Passioniste… Inutile dire che questa fioritura non solo non distur­ba, ma arricchisce la vita di consacrazione nella Chiesa. C’è davvero posto per tutti e per tutte le aspirazioni!

Chi sente l’attrazione per la vita evangelica di S. Francesco d’Assisi, di S. Antonio di Padova, di S. Pasquale Baylon, di S. Massimiliano M. Kolbe, entri fra i francescani.

Chi sente la passione per gli ammalati, i sofferenti e bisognosi, si rivolga ai figli di S. Camillo de’ Lellis o di S. Giovanni di Dio o del B. Guanella…

Chi sente l’attrazione per i giovani e i ragazzi, en­tri fra i Salesiani o i Lasalliani, grandi maestri della gioventù.

Chi cerca le mirabili ascensioni dello spirito nel silenzio, nella solitudine, nel nascondimento, ricorra a una Trappa o ad una Certosa.

Chi vuole una forma di vita religiosa più impegna­ta nello studio e nelle lotte della Chiesa si accosti ai Domenicani e ai Gesuiti.

Chi aspira alle Missioni entri là dove gli venga of­ferta la possibilità di andare in terra di missione.

Le ragazze che siano incantate dalla vita religiosa di S. Bertilla e della B. Agostina Pietrantoni, vergini dolcissime di carità e di candore fra gli ammalati, en­trino nella Congregazione che offre loro simile vita di servizio agli ammalati.

Quelle che preferiscono dedicarsi ai piccoli e alla gioventù da educare, si rivolgano a una delle tante Congregazioni impegnate in tale campo.

Chi sente il fascino della vita missionaria e vuole raggiungere le terre pagane, scelga una Congregazione missionaria che assicuri tale possilità.

Chi vuole condividere la condizione dei più poveri e assisterli e confortarli scelga Le Piccole Sorelle di Gesù e, soprattutto, le Suore Missionarie della Carità di Madre Teresa di Calcutta.

Le ragazze, infine, che sentono l’attrazione poten­te all’immolazione d’amore più intima e totalitaria nella «vita nascosta con Cristo in Dio» (Col 3,3), co­me quella di S. Chiara, di S. Veronica, di S. Teresina, chiedano di entrare nei monasteri di perfetta clausura (Clarisse, Carmelitane…).

Una cosa però, si raccomanda a tutti e a tutte: non entrare dove non si è sicuri che si viva la perfetta fedeltà ai Fondatori e alle regole, che hanno fatto i Santi di quell’Ordine. Oggi questa raccomandazione è più che mai dolorosa, ma tanto più doverosa. E in­sensatezza entrare là dove si vive nell’infedeltà, nel­l’inosservanza, nel rilassamento che distrugge la so­stanza stessa di una vita, votata per natura sua al sa­crificio e all’immolazione quotidiana. Meglio cercare altrove, dice S. Alfonso de’ Liguori, meglio non entra­re: il Signore custodirà la grazia della chiamata nei cuori retti e fedeli, in attesa di trovare una famiglia religiosa fedele e feconda.

Altra raccomandazione: la scelta della vita pura contemplativa esige maggiori cure e particolare pru­denza. Si tratta di una vita religiosa da vertice, da «anticamera del Paradiso», come dice S. Teresina del Carmelo; una vita menata sulle vette delle virtù cristiane e religiose; una vita d’amore celestiale che costituisce il cuore della Chiesa intera. Qui l’immola­zione è radicale: di anima e di corpo. Qui nulla è con­cesso all’umano, perché tutto diventi sovrumano nel­l’eroismo costante quotidiano. La preparazione e le disposizioni interne debbono essere quelle di chi af­fronta un martirio d’amore a fuoco lento, diurno e notturno.

Giovane che leggi: rifletti e medita con attenzio­ne. Se, il Signore ti chiama, sappi scegliere con gene­rosità e prudenza la famiglia religiosa, che dovrà aiutarti a santificarti presto. Non scegliere alla leg­gera! Ogni vita consacrata deve essere capitalizzata in amore e sacrificio eroico.

Fonte: VIENI E SEGUIMI, Padre Stefano M. Manelli

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