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Confessati bene… Sapessi quanto è buono Gesù

Pigliò quella voce come rivelazione del Cielo, si fece coraggio, decisa, confessò quel peccato che tanto le faceva vergogna e per cui tanto aveva già pianto. Da quell’ istante, provò tale sollievo e tanta consolazione, che andava raccontando a tutti la cosa, e ripeteva a sua volta: “Provate e vedrete quanto è buono Gesù! “
Il confessore le disse: ” Ebbene, ringraziane di tutto cuore Dio e continua a confessarti bene. Guai a chi si incammina per la via dei sacrilegi. Sarebbe questa la più grande disgrazia: si continuerà così, forse fino alla morte, e si finirà per andare eternamente perduti “. È dunque gran male la confessione mal fatta? Si, è la principale causa di dannazione!
Dite davvero,Padre? È così, purtroppo! Le confessioni mal fatte sono il motivo per cui tanti perdono l’ anima e vanno all’ inferno.
Ma voi esagerate! Non esagero affatto, nè sono io che lo dico; lo affermano i santi più esperti di anime; lo ha veduto in una visione S. Teresa (dottore della Chiesa).
Stava questa Santa pregando, ed ecco ad un tratto spalancarsi davanti ai suoi occhi una voragine profondissima tutta ripiena di fuoco e di fiamme , e laggiù cadere abbondantissime, come la neve d’ inverno, le povere anime. Spaventata la Santa alza gli occhi al cielo ed esclama: ” Mio Dio, mio Dio! Che cosa vedo mai? Chi sono tutte quelle anime che vanno perdute? Saran certamente anime di poveri infedeli, di nemici della S. Chiesa, di grandi delinquenti, di sacrileghi….
No, o Teresa rispose Iddio, no! Sappi: quelle anime che vedi in questo momento andare nell’ inferno per mia permissione, sono tutte anime di cristiani come te.
…Ma dunque, saranno anime di gente che non credeva, che non praticava la Religione, che non frequentava i Sacramenti.
No, o Teresa, no! Sappi che sono anime di cristiani battezzati come te, che come te credevano e praticavano… Ma dunque, non si saranno confessati mai, neppure in punto di morte…No, sono anime che si confessavano e si sono confessate anche in punto di morte….Come dunque, o mio Dio, vanno dannate? Vanno dannate perchè si confessarono male!… Va, o Teresa, racconta a tutti questa visione e scongiura Vescovi e Sacerdoti a non stancarsi mai di predicare sull’ importanza delconfessione e contro le Confessioni mal fatte, onde i miei cari cristiani non abbiano a convertire la medicina in veleno e servirsi in male di questo Sacramento, che è il Sacramento della misericordia e del perdono.
Dunque, sono proprio molte le Confessioni mal fatte?
S. Alfonso, S. Filippo Neri, S. Leonardo da Porto Maurizio, S.Pio dal Pietrelcina sono d’ accordo nel dire che, purtroppo, le Confessioni mal fatte sono senza numero. Essi che passarono la vita al confessionale e al letto dei moribondi, sapevano di dire la pura verità.

UN EPISODIO RACCONTATO DA S.PAOLINO DA NOLA

Un giorno mentre il santo Vescovo stava nel confessionale, si presentarono due uomini insieme. Naturalmente il Vescovo fece presente che era consentito ad uno solo di stare nel confessionale, poichè la confessione deve essere individuale. Il secondo però insistette dicendo che era suo diritto essere presente durante la confessione del primo. Il Vescovo ribatte che un tale diritto non esiste e invitò il secondo ad allontanarsi, ma costui, con ferma insistenza ribadì il suo diritto. Il santo insospettito chiese chi fosse lui, per vantare un tale diritto. La risposta fu: “sono il demonio”. E tu che ci fai qui? Sono venuto a restituire la vergogna che gli avevo tolto al momento di fare il peccato, gliela restituisco adesso al momento di confessarlo, per questo ti ho detto che era mio diritto, perchè era un atto di giustizia restituire ciò che era stato tolto.

S. AGOSTINO:

Se tu ti accusi, Dio ti scusa. Se tu tu scusi Dio ti accusa.

S. FRANCESCO DI SALES:

È una regola quasi generale che quando noi facciamo sovente una stessa mancanza è segno che non abbiamo desiderio e volontà di emendazione.

SCRIVE P. GABRIELE DI S.M. MADDALENA o.c.d.:

La confessione prevede l’ accusa dei propri peccati. Ma più ancora che l’ accusa, l’ anima deve preoccuparsi del dolore dei propri peccati in quanto sono offesa a Dio, Bontà infinita; che sia un dolore proveniente dall’ amore, ossia il pentimento del figlio il quale, più che pensare alla sua vergogna e ai castighi meritati, si affligge per il dispiacere arrecato ad un Padre che tanto lo ama e di cui deve ricambiare l’ amore.
Il dolore è talmente necessario per la validità del sacramento che, se mancasse, l’ assoluzione sarebbe nulla e, d’altra parte, quanto più è perfetto il dolore, tanto più l’ assoluzione distrugge non solo il peccato, ma anche la pena temporale da esso contratta. Quanto più il penitente porta alla confessione un cuore contrito, tanto più il Sangue di Gesù lo purifica, lo rinnova, lo arricchisce di forza, di carità, di grazia.

S. CATERINA DA SIENA:

” Gesù dolce, l’ anima mia desidera ardentemente di vedersi tutta bagnata e annegata nel Sangue tuo…..Perché nel tuo Sangue trovo la fonte della misericordia; nel Sangue la clemenza; nel Sangue il fuoco; nel Sangue la pietà; nel Sangue è fatta giustizia delle nostre colpe; nel Sangue è saziata la misericordia; nel Sangue si dissolve la durezza nostra; nel Sangue le cose amare diventano dolci e i grandi pesi leggeri. E poiché, o Cristo, nel Sangue tuo maturano le virtù, inebria e annega nel Sangue l’ anima mia, affinché si vesta delle vere e reali virtù “

P. PIO A DON NELLO CASTELLO nella settimana di Pasqua 1959:

Padre, nei giorni scorsi della settimana santa, ho confessato parecchio, ed io, Padre ho assolto tutti i penitenti. Considerando come fate voi, Padre, vorrei un consiglio, come devo comportarmi con queste anime…. che tornano sempre con le medesime colpe gravi?
P.Pio risponde: Figlio mio, tu non puoi fare come faccio io. Però al penitente, che si presenta con lo stesso peccato, potrai dare l’ assoluzione, una prima volta…. una seconda volta, ma la terza, vuoi tu profanare un sacramento, che costa il sangue di Cristo ?

P. PIO A DON DOMENICO LABELLARTE:

Io tremo, ogniqualvolta , devo scendere al confessionale, perché li devo amministrare il sangue di Cristo.
Che tristezza, vedere che oggi la Confessione è diventata la ” confusione,” si va a fare una chiaccherata nel confessionale, magari riportando i peccati degli altri, giustificando se stessi, senza essersi accusati di nessun nostro peccato, e poi si riceve anche l’ assoluzione.
Come fa il penitente a pentirsi e dolersi dei peccati che non ha confessati e di fuggire le occasioni prossime degli stessi? Il Sacerdote è come un medico che deve aiutare il paziente a scoprire le proprie malattie e non dirgli va in pace che stai benissimo. S. Veronica Giuliani riferisce che nel terzo piano profondo dell’ inferno ha visto le anime dei confessori che hanno ingannato i propri penitenti.

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