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SALVAGUARDARE LA SANTITÀ DEL MATRIMONIO

La verità sul matrimonio è iscritta nella natura umana, poiché deriva dalla mano di Dio dal momento della Creazione. Dallo studio della natura umana risulta evidente come Dio abbia creato l’uomo e la donna l’uno per l’altra, per offrire loro una relazione d’amore fedele e duratura e provvedere alla procreazione, che è la creazione, con Lui, della prole.

Con il matrimonio un uomo e una donna si promettono amore fedele e duraturo, dandosi l’un l’altra, in via esclusiva e per la vita, il diritto all’atto coniugale da cui l’amore matrimoniale è benedetto con il suo frutto più alto, il concepimento di un bambino.

Il matrimonio non è un’istituzione stabilita dalla società o dalla cultura, al contrario, è intrinseco nella nostra natura umana ed è presente in tutte le società e le culture. Lungo i secoli il matrimonio ha subito cambiamenti in alcune società e culture. La bontà di tali mutamenti dipende dalla fedeltà della società o della cultura alla legge morale naturale, che ci rivela i requisiti essenziali del matrimonio.  Il Catechismo della Chiesa Cattolica, esprimendo l’insegnamento della Chiesa sul Matrimonio, riconosce innanzitutto l’insegnamento sul matrimonio previsto dalla stessa natura umana:

«La vocazione al matrimonio è iscritta nella natura stessa dell’uomo e della donna, quali sono usciti dalla mano del Creatore. Il matrimonio non è un’istituzione puramente umana, malgrado i numerosi mutamenti che ha potuto subire nel corso dei secoli, nelle varie culture, strutture sociali e attitudini spirituali. Queste differenze non dovrebbero farci dimenticare le sue caratteristiche comuni e permanenti. Sebbene la dignità di questa istituzione non traspaia ovunque con la stessa chiarezza, esiste tuttavia in tutte le culture un certo senso della grandezza dell’unione matrimoniale» (n. 1603).

Il Concilio Vaticano II offre una presentazione della legge naturale di grande aiuto circa il matrimonio (cfr. Costituzione Pastorale sulla Chiesa nel Mondo Contemporaneo, Gaudium et Spes, nn. 47-52) ed esprime in maniera più completa ciò che il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma in maniera più sintetica.

La legge naturale sul matrimonio è rivelata anche dalle Sacre Scritture. Nei due racconti della Creazione, contenuti nel Libro della Genesi, sono presentate le caratteristiche essenziali del matrimonio rivelate nell’ordine naturale (cfr. Gn. 1:1-2:4°; Gn. 2:4b-25). Dio creò l’uomo a sua immagine e somiglianza, maschio e femmina. Egli crea uomo e donna, affinché siano in prospettiva coniugale l’uno adeguato all’altra. La relazione tra maschio e femmina è così intima nella Creazione che la donna è plasmata dalla costola dell’uomo. Maschio e femmina così creati lasciano le proprie famiglie per formarne una nuova, per diventare “un solo corpo” l’uno con l’altra. Dio dà all’unione di maschio e femmina nel matrimonio, al “solo corpo”, la grazia della fertilità. La fertilità della nuova casa, della nuova famiglia formata dal matrimonio è espressa anche nella procreazione della prole attraverso l’atto coniugale o nell’adozione di bambini in famiglia.

Il bene di tutta la società dipende dalla fedeltà ai requisiti iscritti per natura nel matrimonio. L’insegnamento del Concilio Ecumenico Vaticano II ci ricorda che il benessere del singolo individuo e della società umana e cristiana è strettamente legato alla salute della vita coniugale e familiare (cfr. Gaudium et Spes, n. 47a).

Riflettendo sulla nostra esperienza riconosciamo l’importanza fondamentale della relazione tra padre e madre per la crescita e lo sviluppo del bambino. Allo stesso tempo, riconosciamo come gran parte della situazione sociale dipenda dall’integrità di vita della singola famiglia. Le più importanti lezioni di vita si apprendono nella relazione del bambino col padre e la madre e nell’esperienza del bambino della loro relazione come marito e moglie. Mancanza di armonia e violenza nella relazione coniugale sono la principale causa di molti mali della società.

Per noi, in quanto cattolici, la santità del matrimonio è vista, in primo luogo, nell’insegnamentodi nostro Signore, è testimoniata per noi nel Vangelo e ci è stata consegnata nel Magistero della Chiesa. Cristo ha istituito il Sacramento del matrimonio e, con l’effusione dello Spirito Santo a Pasqua e a Pentecoste – grande frutto della sua Passione, Morte e Risurrezione. Egli ha dato alle persone sposate il dono di vivere tra loro in relazione secondo il Signore. Cristo ha istituito il sacramento del Matrimonio, diventando Egli stesso la sorgente della grazia dello Spirito Santo per i coniugati, affinché essi possano vivere in un amore reciproco fedele, duraturo e fecondo e ottenere la vita eterna (cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1642).

Il rispetto per la santità del matrimonio richiede che facciamo tutto quanto sia in nostro potere per salvaguardare i suoi elementi fondamentali, affinché il matrimonio possa realizzare il bene di tutti nella società, come solo ad esso è consentito. Rispettare la santità del matrimonio significa riconoscerne il progetto di Dio e rifiutare qualsiasi intervento da parte nostra, che violi tale progetto.

FONTE: Card. Raymond Leo Burke

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