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3° giorno: “Per nostro amore”

Se è vero che la Madonna offrì le sue terribili sofferenze per nostro amore, quando e dove Ella fece questa sua offerta “per nostro amore”?
Quando avvenne ciò? I Vangeli ci presentano più occasioni di “offerta” rinnovata di volta in volta lungo la vita della Madonna. E la prima occasione fu sicuramente quella dell’Annunciazione, come riferisce l’evangelista san Luca (cf. Lc 1,26-38). All’Annunciazione,

infatti, la Madonna, umile vergine forse non ancora quindicenne, rispose con il suo «Fiat» al messaggio dell’Angelo Gabriele offrendo tutta se stessa a Dio e al suo piano di Redenzione universale, per amore della nostra salvezza eterna.
Dove Maria Vergine si offrì a Dio? Ciò avvenne precisamente nel paesello di Nazareth, in Galilea.
A Nazareth, infatti, Maria viveva, e là ricevette la visita dell’Angelo Gabriele e là ricevette dall’Angelo l’annuncio del piano salvifico di Dio per l’umanità, al quale Ella offrì tutta se stessa.

Fu nell’evento dell’Annunciazione, infatti, che la giovanissima Vergine Maria udì dall’Angelo Ga briele la proposta, da parte di Dio, dell’Incarnazione del Verbo Divino nel suo grembo verginale, ad opera dello Spirito Santo, per diventare, in tal modo, la Madre di Dio, sublimata quindi nel più alto dei cieli quale Regina del Paradiso e dell’universo intero.

Tale proposta, però, che avrebbe dovuto trovare subito un’accoglienza di immenso stupore e gioia da parte di Maria, trovò invece un ostacolo grande nell’umiltà della santa Vergine di Nazareth, la quale, a quel punto, provò un turbamento tale che stava quasi spingendola a rifiutare quella proposta così sublime dell’Angelo Gabriele, sentendosi Ella un vero “nulla” e stimandosi non più che una povera “tapina”, come dirà pochi giorni dopo nel canto del Magnificat (cf. Lc 1,48).
Ma la proposta dell’Incarnazione del Verbo, se era vero che conteneva in sé una cosa così eccelsa come la Maternità divina, che turbò Maria nella sua umiltà profonda, era però vero che conteneva in sé anche il piano della Redenzione universale per la salvezza di tutti gli uomini, figli di Adamo ed Eva, figli, cioè, di quei Progenitori dell’umanità che, agli albori dell’umanità, avevano prevaricato nel giardino dell’Eden (cf. Gen 3,1-6).

Orbene, se la Vergine Maria, nella sua umiltà, rifiutava la proposta dell’Angelo a divenire Madre di Dio, sarebbe accaduto che rifiutava, nello stesso tempo, anche la missione redentrice del Verbo Incarnato, il quale, attraverso la sua immolazione sulla Croce, avrebbe salvato l’umanità dalla prevaricazione dei Progenitori: in conseguenza di ciò, tutti gli uomini sarebbero stati condannati alla perdizione eterna nel regno di satana!

Resasi conto di ciò, l’umile Vergine comprese bene che il suo rifiuto sarebbe stato la nostra perdizione, e allora, spinta dalla carità e dalla pietà per la nostra salvezza, nonostante il peso tremendo del dover accettare la maternità di un Figlio già destinato alla morte più umiliante e violenta (già descritta dal profeta: cf. Is 53), Ella, assicuratasi la salvaguardia della sua verginità già offerta a Dio (cf. Lc 1,34-35), si decide, quindi, con la massima generosità, e – «accetta – scrive il pio Abbatelli – l’immenso carico di essere nostra Madre Corredentrice con tutti i dolori che l’accompagneranno» (p. 37), rispondendo perciò all’Angelo con l’offerta totale di se stessa, precisamente per la nostra Redenzione: «Eccomi, sono l’ancella del Signore, avvenga di me ciò che tu hai detto» (Lc 1,38).
In una delle sue lettere, san Gabriele dell’Addolorata, afferma che la Madonna, spinta dalla carità, era così determinata a salvarci, «che arrivò piuttosto a scegliere che il suo caro Figliuolo morisse svenato, attaccato con tre uncini sulla Croce […], anziché vedere in eterno dannate le anime nostre» (p. 116).

Riflettendo anche soltanto brevemente, vien subito da chiedersi: non dovrebbe, per questo, essere immensa la nostra gratitudine e la nostra riconoscenza verso la Madonna per la sua incommensurabile carità e pietà tutta materna verso di noi? Che cosa sarebbe stato di noi senza la carità della Madonna nell’accettare la missione di Madre del Redentore, offrendo tutta se stessa a questa missione salvifica universale?

Il beato Vincenzo Romano, parroco santo, quan do predicava sull’Addolorata, parlava di Lei e dei suoi dolori con tanto fervore che quasi si credeva uscisse fuori di se stesso, commuovendo e spingendo tutti ad essere grati a questa «buonissima Madre»; qualche altra volta ancora parlava dell’Addolorata ai piedi della Croce in modo così commovente che quasi «faceva piangere anche le pietre».

Dal momento dell’Incarnazione del Verbo nel grembo vergine di Maria, infatti, noi abbiamo avuto in Lei la nostra nuova Progenitrice, la vera «Madre dei viventi» (Gen 3,20): Madre del Verbo Incarnato e Madre nostra. E fin da allora, come afferma san Bernardino da Siena, Ella cominciò a sentire le fiamme più ardenti dell’amore e le premure materne più generose nell’offerta sacrificale di tutta se stessa per noi. Quando saremo, noi, pieni di riconoscenza e gratitudine verso di Lei?…

PREGHIERA CONSIGLIATA: Corona dei Sette dolori della Beata Vergine Maria

FONTE: Settembre, Mese dell’Addolorata, P.Stefano M. Manelli, 22 agosto 2013, © Casa Mariana Editrice.
(La traduzione, l’adattamento totale o parziale, la riproduzione con qualsiasi mezzo (compresi i microfilm, i film, le fotocopie) nonché la memorizzazione elettronica, sono riservati per tutti i paesi.)
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Commenti

  1. annalisa lucchetti

    Troppo poco ti amo,Maria,tanto Tu mi hai amato e sofferto per Amor mio,Madre Corredentrice!

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