Gli apostoli tornano dalla loro missione
Gli apostoli, ritornati dalla loro missione, riferirono a Gesù quello che avevano fatto e insegnato. Lo zelo per la salvezza delle anime li aveva vivificati, e il bene operato in nome del Maestro aveva destato la loro fede. Non si lavora per le anime con vero spirito d’amore e di zelo, senza sentirsene migliorati spiritualmente. Annunciare la Parola di Dio con vera fede significa meditarla più profondamente, e vederla germinare nel cuore altrui significa sperimentarne l’efficacia e sentirsi più vicini al Signore. Si sente, dal contesto medesimo, che gli apostoli, ritornando dalla missione, avevano più fiducia in Gesù Cristo, e che Gesù li guardava con infinita tenerezza; è proprio quello che avviene ogni volta che l’anima zela la gloria di Dio e la salvezza del prossimo.
Il Redentore, sollecito come una mamma per i suoi cari, cercò subito di alleviare la loro stanchezza, e li invitò a riposarsi in un luogo solitario, attraversando il lago.
Egli volle, con questo, benedire e consacrare il riposo che deve prendersi chi lavora per Dio, e volle anche dimostrare che, dopo essere stati nell’attività, bisogna cercare il riposo della solitudine e della preghiera per rifarsi nello spirito. Certo, il Redentore non volle che riposassero solo per mangiare, ma anche e molto più per nutrire l’anima.
È chiaro, dal contesto, che gli apostoli non vennero soli, e che una gran folla li seguì per andare a vedere Gesù Cristo, da loro annunciato; questa gente notò la direzione che prendeva la barca, e accorse a piedi al luogo dove supponeva che gli apostoli dovessero approdare, e li prevenne, giungendovi prima. Dovettero avanzare a passo accelerato e, nell’ansia di trovarsi in tempo al luogo del convegno, avanzarono alla rinfusa, con un certo disordine.
Non era un pellegrinaggio: era una corsa fatta tra il vociare di tanta moltitudine e il naturale brio che nasce in simili contingenze. Gesù Cristo, nello sbarcare, vide quella gran folla e ne ebbe compassione proprio perché ammassata alla rinfusa, come un gregge senza pastore; considerò, gemendo, l’abbandono nel quale erano tenute tante anime da quelli che avrebbero dovuto curarle, e cominciò ad ammaestrarle. L’istruzione, divinamente bella, le attraeva, facendo dimenticare loro anche di mangiare; così passarono le ore, e cominciò a farsi tardi.
Don Dolindo Ruotolo
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