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Marzo: Mese di San Giuseppe – 5° Giorno

stellamatutina-san-giuseppe-con gesùBeati i puri di cuore. Matt. 5. s.

l. Giuseppe è casto.
Grande cosa la purezza, sempre, ma so­prattutto prima che Gesù venisse. Allora era retaggio di pochissimi: una vera particolaris­sima grazia di Dio. Esser puri voleva già dire esser prediletti dal Signore. Giuseppe fu un prediletto. Nelle sue mani il giglio fioriva come per miracolo.
Il peccato d’origine ha scatenato nell’uo­mo il fòmite dell’impurità: l’equilibrio dello stato di grazia s’è cambiato in tempesta di tutti i giorni.
Ma Giuseppe è giusto, è tutto di Dio; e Dio lo guarda e Dio lo custodisce. E’ vergine; e la purezza lo incanta e l’esalta.

2. Dio si compiace in lui.
Perché Dio vuole abitare nel cuore dell’uo­mo: per questo lo ha creato così bello e così grande, per questo vi ha nascoste possibilità illimitate di amore. Voleva farne il suo trono, perché proprio lì la creatura si ricordasse di Lui, da cui è ogni bene, ogni dono; voleva farne il suo altare…
E l’uomo sacrifica agli idoli e dimentica, offendendolo, il suo Creatore.
Giuseppe si dà al Signore: e quel che è del Signore dev’esser sacro. Iddio ne è geloso. A Lui di preparare le vie al suo servo fedele.

3. Dio compie in lui cose mirabili.
Perché Giuseppe è così luminosamente puro, sarà chiamato in qualche modo a co­operare con Dio all’opera immensa della re­denzione.
Il Redentore nascerà da una vergine: Giu­seppe sarà lo sposo della Vergine e il custode del Redentore.
Premio più grande non avrebbe potuto avere. Qual consolante promessa per tutte le anime caste! Essere familiari di Gesù e di Maria.
Chi non vorrà con tale visione – che è cer­tezza del possesso del Regno divino – rive­stirsi di purità?
Giuseppe castissimo, per i santi pegni che ti furono affidati, ti supplico di pre­servarmi da ogni macchia d’impurità: puri­ficami la mente, il cuore, la volontà, il corpo, la vita.
Ricordami il candore dell’Immacolata, ri­cordami Gesù, agnello senza macchia; par­lami della sua desolata terribile passione, sì che io voglia sempre quel ch’Egli vuole e meriti anch’io per la purezza del cuore d’es­sere un giorno ammesso nella beatitudine del suo Regno.

LETTURA
«Chi e qual uomo sia stato il beato Giu­seppe – così san Bernardo – lo puoi dedurre da quell’appellativo col quale meritò d’esse­re onorato, sì che fu detto e creduto padre di Dio; deducilo dal suo stesso nome che vuol dire accrescimento. Ricordati anche di quel gran Patriarca venduto in Egitto, e sappi che questo Giuseppe da quello ha ereditato non solo il nome, ma la castità, l’innocenza e la grazia.
Se infatti quel Giuseppe, venduto per in­vidia dai fratelli e condotto in Egitto, figurò la vendita del Signore, questo Giuseppe, fuggendo l’insidia di Erode, portò Cristo in Egit­to. Quello, serbandosi fedele al suo Signore, non gli fece ingiuria, questo, riconoscendo vergine la Madre del suo Signore, fedelmen­te la custodì con la sua continenza. A quello fu data l’intelligenza del mistero dei sogni; questo fu finto confidente e partecipe degli arcani celesti».

FIORETTO
Sarò modesto nei miei sguardi, soprattutto per le vie.

GIACULATORIA
Giuseppe castissimo, prega per noi.
Luce castissima t’inonda il viso, candido raggio di paradiso.

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Commenti

  1. Grazie inserito, cordiali saluti

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