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17° giorno: Cuore paziente – Cuore impaziente

stellamatutina-sacro-cuore-di-gesùCUORE PAZIENTE

La pazienza del Cuore di Gesù è tale che ci meraviglierà instancabilmente per tutta l’eternità.

Come fa Egli a sopportare tutta la nostra meschinità così spesso insolente e malvagia? Come fa a non stancarsi di questi uomini che si stancano invece di Lui con una facilità assurda?

Una sola volta Gesù disse con dolore: «fino a quando sarò con voi e vi sopporterò?» (Lc 9,41). Per il resto, quanta pazienza sconfinata verso noi uomini «cattivi» (Lc 11,11)!

La vera carità è così: è anzitutto paziente. Lo dice bene san Paolo quando fa l’elenco delle qualità che caratterizzano la carità, e al primo posto mette la pazienza: «La carità è paziente» (1Cor 13,4).

Il Cuore di Gesù, reggia dell’amore, è tutto pazienza verso di noi poveri peccatori. Che cosa ci dimostra Egli nell’Eucaristia, se non un’infinita pazienza che lo fa continuare a restare in mezzo a noi, nonostante le indifferenze, le freddezze, le irriverenze, gli oltraggi, le profanazioni e i sacrilegi?

Sono tanti oggi quei cristiani senza più cervello che si accostano a ricevere la Santa Comunione con il peccato mortale nell’anima, senza essersi prima confessati.

Questo è un orribile sacrilegio, come la Chiesa ha sempre insegnato, ma essi lo fanno lo stesso con una incoscienza da stolti e malvagi.

E Gesù tace. Continua a farsi straziare, senza fiatare.

Come nel pretorio di Pilato: «Gesù taceva» (Mt 26,63). Egli continua a farsi insultare e oltraggiare, come sulla Croce, pregando per coloro che lo colpiscono (Lc 23,34).

Che dire poi dell’infinita pazienza che Gesù ci dimostra nel Sacramento della sua misericordia, la Santa Confessione?

Sempre pronto a perdonare, sempre pronto a riabbracciare chiunque gli chieda sinceramente perdono, fosse pure il più nefando traditore e criminale. Forse per questo, san Pio da Pietrelcina, nella Confessione, dava spesso per penitenza sacramentale la recita di cinque Pater, Ave, Gloria al Sacro Cuore di Gesù.

Eppure ci sono tanti che abusano di questo Sacramento ricevendolo senza pentimento né proposito di correggersi; tanti lo rifiutano fino a ignorarlo; tanti arrivano a disprezzarlo. Vien davvero voglia di ripetere: «Un baratro è l’uomo, e il suo cuore un abisso» (Sal 63,7).

Pazienza infinita del Cuore di Gesù, quanto dobbiamo esserti grati! È con le tue lunghe attese che tante volte hai portato a salvezza gli uomini legati al peccato.

È con le tue silenziose sofferenze che hai parlato agli uomini sordi facendo udire loro la parola del perdono che salva da ogni perdizione.

Cuore di Gesù, paziente e misericordioso, sii in eterno benedetto!

stellamatuitna-uomo-pensierosoCUORE IMPAZIENTE

L’impazienza è certamente uno dei difetti più comuni dell’uomo. Specialmente dell’uomo d’oggi, reso eccitabile    e nervoso da una vita sociale così carica di tensioni.

Il cristiano, però, anche in queste condizioni deve avere il cuore saldo, senza perdere mai la serenità e lapace interiore: «Non si turbi il vostro cuore» (Gv 14,1).

Il cristiano, infatti, sa bene che la pazienza dona all’uomo il dominio di se stesso: «Con la vostra pazienza possederete le vostre anime» (Lc 21,19); «L’uomo paziente vale più dell’uomo forte: chi domina l’animo suo è da più di un espugnatore di città» (Pro 16,32).

Il cristiano sa bene che la pazienza nelle tribolazioni è la garanzia più certa della carità genuina. Non può esistere vera carità senza pazienza. Sono indivisibili. Se la carità viene considerata regina delle virtù, san Giovanni Crisostomo dice che anche «la pazienza nelle afflizioni è la regina e come la corona di tutte le altre virtù».

Fra Ginepro, uno dei più incantevoli compagni di san Francesco d’Assisi, sapeva sopportare con straordinaria letizia ogni sorta di insulti. In pellegrinaggio verso Roma, una volta, poco fuori di Assisi, venne insultato da diversi giovinastri che gli andavano appresso. Tutto giulivo, il pio fraticello disse loro: «Bravi! Seguitemi pure e tiratemi di coteste pietre preziose; io non desidero altro che di esserne lapidato fino a Roma!».

Qual è la nostra pazienza, invece? Anziché un cuore saldo, abbiamo un cuore fragile e instabile, pronto a reagire e a scattare, credendo così di essere forti, mentre non facciamo che manifestare tutta la nostra debolezza con noi stessi e con gli altri.

Santa Margherita M. Alacoque ci ha lasciato un magnifico esempio di vita paziente fra tribolazioni, malattie e amarezze subite a causa delle rivelazioni del Sacro Cuore. E questo era il migliore ricambio d’amore che ella donava a Gesù con i fatti.

Riflettiamo bene su questo magnifico insegnamento di san Bonaventura: «Parecchi dicono che vorrebbero anche morire per Gesù Cristo, ma poi non vogliono sopportare una sola parola penosa per Gesù Cristo. Ebbene: chi trema allo stormir d’una foglia, come starà saldo nell’attesa del colpo di spada sulla testa? Abituatevi a sopportare pazientemente le minime cose, per essere in grado di soffrire quelle più grandi».

Proposito: Conservare la calma e la serenità nei contrasti inevitabili con qualche carattere difficile.

FONTE: Cuore di Gesù, Cuore dell’uomo, P.Stefano M. Manelli, © 2010 Casa Mariana Editrice, 2010
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