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6° giorno: “L’anima trapassata” (III)

Tra i diversi significati spirituali della “spada” che ha trapassato l’anima della Madonna, c’è soprattutto quello legato alla triste e dolorosa realtà dei nostri peccati, dei peccati di tutti gli uomini del passato, del presente e del futuro. Sappiamo bene, infatti, che la “spada” dei nostri peccati è stata in certo senso la vera protagonista micidiale nel trapassare l’anima della Madonna. Sono stati i nostri peccati, infatti, che, crocifiggendo il corpo di Gesù sulla Croce, hanno concrocifisso anche l’anima della Madonna trapassandola da parte a parte, così come i chiodi hanno trapassato da parte a parte le mani e i piedi di Gesù, e la lancia di Longino ha trapassato il Cuore di Gesù Crocifisso.

Spaventosa è la visione che ebbe Gesù nell’Orto del Getsemani, la notte del Giovedì Santo, alla vista della somma spaventosa delle colpe e dei delitti degli uomini di tutti i tempi, per i quali Egli doveva e voleva immolarsi, riparando, in tal modo, la Giustizia divina offesa e riaprendo le porte del Paradiso per dare agli uomini la possibilità della salvezza dalla dannazione nell’inferno eterno.

La visione spaventosa della notte del Giovedì Santo dovette colpire tremendamente l’animo di Gesù al punto di fargli «sudare sangue» per tutto il corpo: quel sangue cadeva a gocce su gocce per terra, come precisa san Luca, l’evangelista medico (cf. Lc 22,44), e l’angoscia ad un certo punto sembrò quasi sovrastare la natura umana di Gesù spingendolo a pregare il Padre con le parole: «Padre, se è possibile, passi da me questo calice…, ma non la mia, bensì la tua volontà si faccia!» (Mt 26,39).

Ugualmente, l’umile Vergine Maria, tutta lieta nel portare Gesù Bambino in braccio nel giorno della sua Presentazione al Tempio di Gerusalemme, dovette dolorosamente trasalire di colpo all’udire le parole dette a Lei dal santo vegliardo Simeone con chiarezza e precisione: «Questo Bambino è posto quale segno di contraddizione per la rovina e la salvezza di molti […] e anche a te una spada trapasserà l’anima» (Lc 2,34-35). A queste parole si può dire che la Vergine Madre ebbe una sorta di visione terribile in cui poté amarissimamente contemplare anzitutto la missione redentrice del Figlio divino, svolta fin dall’inizio fra contraddizioni e opposizioni, attacchi e persecuzioni, false accuse e perfide insidie e conclusa, alla fine, con il rinnegamento di san Pietro e il tradimento di Giuda, seguiti dalla condanna più umiliante e dolorosa: la Crocifissione; e poi vide anche la causa di quella spaventosa sofferenza del Figlio divino dovuta interamente alla somma terrificante dei peccati e delle offese di tutti gli uomini, dai peccati del primo Adamo progenitore peccatore fino ai peccati dell’ultimo uomo suo discendente.

La Madonna stessa un giorno rivelò a santa Matilde che quella voce e quelle parole di Simeone le «agghiacciarono il cuore», annientando e amareggiando tutta la soave letizia che Ella stava provando nel tenere e portare in braccio Gesù Bambino, al quale, dopo quella tremenda “rivelazione”, Ella si sentì ancor più non solo legata ma “unificata”, si potrebbe dire, per condividere in pienezza ogni sofferenza e immolazione di Lui, fino al compimento della dolorosissima Redenzione universale.

La causa della dolorosissima Redenzione, in effetti, sono stati i peccati degli uomini, tutti i peccati insieme e uno per uno. Sì, i peccati hanno formato quella “spada” micidiale che doveva trapassare inesorabilmente, fibra a fibra, l’anima della Madonna. La “spada” orrenda, costituita da tutti i peccati di ateismo e di bestemmia, di omicidio e di vendetta, di odio e di disperazione, di vergogne e di oscenità, di ingiustizie e di oppressioni, di infedeltà e di tradimento…: chi può contare le miserie, i vizi e gli abbrutimenti degli uomini schiavizzati dalla carne, dal mondo e dal demonio? Dominati dalla triplice concupiscenza che domina nel mondo: lussuria, cupidigia, orgoglio (cf. 1Gv 2,16)? Si tratta, in realtà, di oceani di nefandezze e di malvagità mortali che satana, il «dio dei morti», fa compiere agli uomini contro il «Dio dei vivi» (Mc 12,27), contro il “Dio che salva” (cf. Mt 1,21), contro la vera «Madre dei viventi» (Gen 3,20).

Senza un aiuto straordinario della grazia divina, come avrebbe mai potuto la Madonna portare il carico davvero schiacciante dei peccati dell’umanità intera e non soccombere mille volte sotto il loro orribile peso? Maledetti peccati! Ognuno dei peccati gravi è una vera “spada” che trapassa l’anima della Madonna e crocifigge Gesù, come ci fa capire l’episodio straordinario capitato a un giovane devoto il quale aveva nella sua camera un’immagine dell’Addolorata e un giorno, assalito da una brutta tentazione, stava per uscire dalla sua stanza per recarsi a compiere il grave peccato, ma una voce lo ferma e gli grida: «Fermati! Dove vai?…», il giovane si ferma, si volge indietro e vede che l’Addolorata, nell’immagine, staccatasi la spada dal petto, gliela presenta dicendogli: «Prendi questa spada e ferisci il mio seno, prima che tu vada di nuovo a crocifiggere il mio Figlio con il peccato!».

Sì, è proprio così: i peccati sono quella “spada” micidiale che, di giorno in giorno, secondo le parole dette dal vegliardo Simeone alla Presentazione di Gesù Bambino al Tempio – e come rifletteva a suo tempo il grande sant’Atanasio –, penetra e rende sempre più l’anima della Madonna «trapassata dalla spada del dolore, di ogni dolore e di ogni oltraggio senza misura riservato al tuo Figlio, e tradotto in angoscia nel tuo Cuore di Madre!».

PREGHIERA CONSIGLIATA: Corona dei Sette dolori della Beata Vergine Maria

FONTE: Settembre, Mese dell’Addolorata, P.Stefano M. Manelli, 22 agosto 2013, © Casa Mariana Editrice.
(La traduzione, l’adattamento totale o parziale, la riproduzione con qualsiasi mezzo (compresi i microfilm, i film, le fotocopie) nonché la memorizzazione elettronica, sono riservati per tutti i paesi.)

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