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Francia: La Salette (1846)

Il contesto storico culturale delle apparizioni di La Salette è simile, anzi peggiore, di quello di Rue du Bac. Si pensi solo che sei mesi dall’apparizione di La Salette (e precisamente il 30 Marzo 1846) Marx ed Engels avevano riunito a Bruxelles un’ equipe di intellettuali per organizzare le varie frange comuniste europee (in particolare di Francia, Germania ed Inghilterra) attraverso la definizione di teorie condivise e linee rivoluzionarie comuni che avrebbero dato vita, nel 1847, alla “Lega dei comunisti”, e nel 1848, a seguito della pubblicazione del “Manifesto del Partito Comunista”, alla nascita del Partito Comunista. Fu ad esso che si ispirarono i rivoluzionari che insorsero a Parigi il 23 Febbraio del 1848, deponendo il Re Luigi Filippo e dando vita alla” seconda repubblica”, di ispirazione democratica ma già ampiamente socialista. La crisi della fede dell’Europa andava crescendo sempre più, soprattutto nelle città.

I villaggi e le campagne, che non erano stati coinvoltidalle nuove problematiche innescate dalla rivoluzione industriale, con la nascita di un nuovo ceto di” nuovi poveri” , avevano tuttavia subìto gli echi e gli influssi dell’ ateismo degli illuministi (prima) e dei comunisti (poi). Per cui anche le forme più elementari di espressione della fede (quali il rispetto di Dio, dei sacramenti ed almeno il minimo per ciò che attiene alla preghiera) erano largamente abbandonate dalla maggioranza degli uomini e, in parte, anche dalle donne. Il contesto in cui la Madonna apparve appartiene a quest’ultima tipologia.

Il racconto dell’ apparizione

Il 19 Settembre 1846 due piccoli pastorelli, Massimino Giraud (di 11 anni) e Melania Calvat (di 15 anni) stavano portando al pascolo otto mucche nello sconosciuto villaggio di La Salette, situato in fondo ad una valle sperduta delle Alpi Francesi, a circa 2000 metri di quota. All’ epoca dell’Apparizione quello che qualifica sia Melania che Massimino è la povertà: poveri di beni, poveri di cultura ed anche di affetto.

Massimino aveva perso la madre a soli 17 mesi ed aveva vissuto con il padre e la matrigna, che non lo amava; Melania era la quarta di dieci figli di una famiglia così povera che dovette mandarla a lavorare a servizio quando ancora era molto piccola. Massilllino aveva sostituito per una settimana il figlio malato di un contadino degli Ablandins, Pietro Selme, che aveva chiesto al padre di Massimino di “prestargli” il figlio per portare al pascolo le bestie, mentre Melania, timida e taciturna, già da cinque anni prestava servizio presso le cascine del villaggio. Stavano salendo i versanti del monte Planeau e con il piccolo Massimino c’erano anche la sua capretta ed il suo cane.

Fecero bere agli animali alla fontana delle bestie, poi si fermarono alla fontana degli uomini dove consumarono il loro frugale pasto, a base di pane, formaggio e acqua fresca; dopo di che si assopiscono. Al risveglio cominciarono a ridiscendere il monte finché Melania notò un fulgore di luce: nei pressi di una piccola sorgente c’era un globo di fuoco, proprio vicino al luogo in cui i piccoli avevano dormito. Massimino esclamò: “Se ci fa qualcosa, gli do un colpo col mio bastone!”. Ma lo splendore si mosse, roteando, lasciando a un certo punto comparire una donna, seduta, con la testa tra le mani e i gomiti sulle ginocchia, con un atteggiamento di profonda mestizia.

Parlava in francese e pianse per tutto il tempo in cui parlò con i fanciulli. Era vestita come le donne della regione: lunga tunica bianca molto accollata, un grande grembiule alla vita, uno scialle incrociato e annodato dietro, una cuffia da contadina. Aveva però delle rose di diverso colore che le incoronavano la testa, orlavano il suo scialle e i suoi calzari: sulla fronte splendeva un fulgore simile a un diadema. Sulle spalle pesava una lunga catena, mentre una un poco più piccola le pendeva dal collo, trattenendo sul petto un crocifisso sfavillante, con ai lati un martello e delle tenaglie.

Queste le parole che disse la Signora: «Avvicinatevi, figli miei, non abbiate paura: sono qui percomunicaroi una grande notizia! Se il mio popolo non vuole sottomettersi, sono costretta a lasciare libero il braccio di mio Figlio. Esso è così forte e così pesante che non posso più trattenerlo.

Da quanto tempo soffro per voi!

Se voglio che mio Figlio non vi abbandoni, sono incaricata di pregarlo incessantemente ma voi non ci fate caso. Per quanto preghiere e farete, mai potrete compensare la pena che mi sono presa per voi.
Vi ho dato sei giorni per lavorare, mi sono riservato il settima e non me lo volete concedere. E’ questo che appesantisce tanto il braccio di mio Figlio. E anche quelli che guidano i carri non sanno che bestemmiare il nome di mio Figlio. Queste sono le due cose che tanto appesantiscono il braccio di mio Figlio.

Se il raccolto si guasta, la colpa è vostra. Ve l’ho mostrato l’anno passato con le patate: voi non ci avete fatto caso! Anzi, quando ne trovavate di guaste, bestemmiavate il nome di mio Figlio. Esse continueranno a marcire e quest’ anno, a Natale, non ve saranno più.
Voi non capite, figli miei? Ve lo dirò diversamente».

La Bella Signora proseguì in dialetto: «Si avà de bla, fooupas lou semena… Se avete del grano, non semmatelo. Quello seminato sarà mangiato dagli insetti e quello che verrà cadrà in polvere quando lo batterete. Sopraggiungerà una grande carestia. Prima di essa, i bambini al di sotto dei sette anni saranno colpiti da convulsioni e morranno tra la braccia di coloro che li terranno. Gli altri faranno penitenza con la carestia. Le noci si guasteranno e l’uva marcirà».
All’ improvviso la Bella Signora rivelò un segreto a ciascuno dei due pastorelli.
«Se si convertono! Le pietre e le rocce si muteranno in mucchi di grano e le patate nasceranno da sole nei campi. Fate la preghiera, figli miei?»
– “Non molto, Signora” – , risposero entrambi.
«Ah, figli miei, bisogna farla bene, sera e mattino. Quando non avrete tempo, dite almeno un Pater e un’Ave. Quando potrete far meglio, ditene di più.

A Messa, d’estate, vanno solo alcune donne un po’ anziane. Gli altri lavorano di Domenica, tutta l’estate. D’inverno, quando non sanno che fare, vanno a Messa solo per burlarsi della religione. In Quaresima vanno dal macellaio come cani. Avete mai visto del grano guasto, figli miei? »
– “No, Signora, mai visto.” – Allora si rivolge a Massimino:
«Ma tu, figlio mio, lo devi aver visto una volta con tuo padreverso la terra di Coin. Il padrone del campo disse a tuo padre di andare a vedere il suo grano guasto. Vi andaste tutti e due, prendeste in mano due o tre spighe, le stropicciaste e tutto cadde in polvere.
Al ritorno, quando eravate a mezz’ora da Corps, tuo padre ti diede un pezzo di pane dicendoti: ”Prendi, figlio mio, mangia ancora pane quest’anno perché non so chi ne mangerà l’anno prossimo se il grano continua in questo modo” ».
– “Oh, sÌ, Signora, ora ricordo. Prima non me lo ricordavo più!”
La Bella Signora concluse il messaggio (non in dialetto, ma in francese) dicendo: «Andiamo, figli miei, fatelo conoscere a tutto il mio popolo».

Le apparizioni di La Salette furono approvate i119 settembre 1851 da Mons. Filiberto de Bruillard, vescovo di Grenoble, con il seguente Decreto Dottrinale: «Noi giudichiamo che l’Apparizione della Madonna a due pastorelli, il 19 settembre 1846, su una montagna della catena delle Alpi, situata nella parrocchia de La Salette, vicaria foranea di Crops, reca in se stessa tufti i caratteri della verità e i fedeli hanno fondate ragioni per crederla indubitabile e certa». Tradotto in diverse lingue, fu pubblicato sull’Osservatore Romano del 4 giugno 1852.

Il testo del segreto

Sui segreti i due fanciulli mantennero il più assolutosilenzio e li scrissero il 2 Luglio 1851 alla sola condizione che questo fosse immediatamente spedito al Papa tramite il loro vescovo. Il beato Pio IX lesse la lettera e ne restò profondamente commosso. La nuova congregazione dei missionari di La Salette chiese al Pontefice notizie sui segreti, a cui il Beato Pio IX rispose: ”Voi volete sapere il segreto di La Salette? La radice dei segreti è questa: se non Sl decideranno coscientemente a far penitenza saremo perduti». Dei due segreti fu reso pubblico solo quello rivelato a Melania, nell’ anno 1879, che fu pubblicato con l’imprimatur dell’ Arcivescovo di Lecce 4; ma dato il carattere particolarmente forte e drammatico del suo contenuto (che sembra, purtroppo, attualissimo) attraversò varie vicissitudini ed attacchi, che ne resero particolarmente difficile la diffusione e la comprensione.

Vengono anzitutto descritti gli avvenimenti che interessarono buona parte dell’Europa di allora, e che si verificarono puntualmente: guerre civili in Francia (la Comune di Portogallo (lotte per l’istituzione della Repubblica), in Italia (guerre di Indipendenza); fine del potere temporale dei Papi (breccia di Porta Pia del 1870); carestie; lotte contro la religione (legge sui frati del governo Cavour, politica ecclesiastica di Gambetta e Ferry in Francia); lassismo morale; decadimento ecclesiastico. Il segreto prosegue arricchendosi di caratteri e letteratura apocalittica (che ometteremo nei dettagli), ma che nella sostanza si riferisce alla venuta dell’ anticristo e alla diffusione dell’ eresia all’ interno stesso della Chiesa, al degrado delle congregazioni religiose, al dilagare dell’iniquità etc.

Sono parole estremamente gravi, che vanno però collegate alla parte conclusiva del messaggio stesso, che garantisce la vittoria finale del bene sul male, invita alla perseveranza nella fede cattolica apostolica romana, e rassicura circa 1’assistenza continua che Dio non farà mancare agli apostoli degli ultimi tempi, che avranno un ruolo determinante p€ >ria finale. Questo il testo del segreto, di cui, come detto, omettiamo le parti più strettamente apocalittiche: «Melania, quello che ti rivelerò adesso non dovrà restare per sempre un segreto; nel 1858 (anno delle apparizioni di Lourdes] potrai renderlo noto. I pr che sono i servi di mio Figlio, proprio loro con la vita dissoluta e la cupidigia di denaro, renderanno possibile la manifestazione dell’ira deIl’Onnipotente.

Gli uomini consacrati e i preti rimettono di nuovo mio Figlio sulla croce. A causa del comportamento degli abitanti della Terra sarà chiamata l’ira del Padre del Cielo. I capi di Stato e dei popoli hanno dimenticato la preghiera e la penitenza, il demonio sarà chiamato da queste stelle divenute oscure e piene di errori. L’umanità si trova alla vigilia di tristi avveni’inenti e dei castighi più pesanti. Il rappresentante di mio Figlio, il Sommo Pontefice Pio IX, dopo l’anno 1859 non lascerà più Roma, ma lotterà coraggiosamente con le armi della fede e dell’ amore. lo sarò con lui.

La Chiesa avrà una crisi molto profonda. Sarà il tempo delle tenebre. La sacra fede in Dio cadrà nella dimenticanza, l’uomo senza Dio perderà l’amore per tutte le cose e. o.gnuno vorrà essere capo di tutti gli altri. Ne seguirà una crisi senza fine con violenze e arroganze di ogni tipo. Si avvicina questo tempo in cui si vedrà trionfare l’impero della sopraffazione e degli assassini, dell’ odio e della menzogna, ognuno cercherà solo il proprio egoistico profitto. Non ci sarà più amore per la famiglia e per la patria. Il santo Padre soffrirà molto. Ma io sarò accanto a lui ed accoglierò i suoi sacrifici.

Il trionfo del male non sarà assicurato per sempre. I governanti avranno tutti un medesimo progetto, che sarà di abolire e fare scomparire tutti i princìpi religiosi per sostituirli con il materialismo, l’ateismo, lo spiritismo, e ogni sorta di vizi. Nell’anno vedrà l’abominio nei luoghi santi; nei conventi i fiori della Chiesa saranno putrefatti e il demonio diventerà come il cuori. Coloro che sono a capo delle comunità religiose si guardino dalle persone che esse devono ricevere, perché il demonio userà tutta la sua malizia per introdurre negli ordini delle persone dedite al peccato, perché i disordini e l’amore dei piaceri carnali saranno diffusi su tutta la terra. La Francia, l’Italia, la Spagna e l’Inghilterra saranno in guerra: il sangue scorrerà per le strade; il francese combatterà contro il francese,l’italiano contro l’italiano, vi sarà poi una guerra generale che sarà spaventevole. Per qualche tempo Dio non si ricorderà più della Francia né dell’Italia, perché il Vangelo di Gesù Cristo non è più conosciuto.

I malvagi useranno tutta la loro astuzia; ci si ucciderà, ci si massacrerà reciprocamente perfino nelle case. Al primo colpo della Sua spada fulminante le montagne e la natura tutta tremeranno di spavento perché i disordini e i crimini degli uomini trafiggono la volta celeste. Parigi sarà bruciata e Marsiglia inghiottita; molte grandi città saranno scosse ed inghiottite da terremoti; si crederà che tutto è perduto; non si vedranno che omicidi; non si sentiranno che colpi d’arma e bestemmie.

I giusti soffriranno molto, le loro preghiere, la loro penitenza e le loro lacrime saliranno fino al Cielo e tutto il popolo di Dio chiederà perdono e misericordia e chiederà il Mio aiuto e la Mia intercessione. Allora Gesù Cristo con un atto della Sua Msericordia grande per i giusti comanderà ai Suoi angeli che tutti i Suoi nemici siano messi a morte. Improvvisamente i persecutori della Chiesa di Gesù Cristo e tutti gli uomini dediti al peccato moriranno e la terra diventerà come un deserto. Allora si farà la pace, la riconciliazione di Dio con gli uomini; Gesù Cristo sarà servito, adorato e gloriticato; dappertutto fiorirà la carità.

I nuovi re saranno il braccio destro della Santa Chiesa, che sarà forte, umile, pia, povera, zelante e imitatrice delle virtù di Gesù Cristo. Il Vangelo sarà predicato dappertutto e gli uomini faranno grandi progressi nella fede perché vi sarà unità tra gli operai di Gesù Cristo e perché gli uomini vivranno nel timor di Dio. Questa pace tra gli uomini non sarà lunga: venticinque anni di abbondanti raccolti faranno loro dimenticare che i peccati degli uomini sono causa di tutte le pene che arrivano sulla terra. Un precursore dell’ anticristo, con le sue truppe di parecchie nazioni, combatterà contro il vero Cristo, il solo Salvatore del mondo, egli spargerà molto sangue e vorrà annientare il culto di Dio per farsi guardare come un Dio [omissis].

Prima che ciò succeda vi sarà una specie di falsa pace nel mondo; non si penserà che a divertirsi; i malvagi si .. abbandoneranno ad ogni sorta di peccato; ma i figli della Santa Chiesa, i figli della fede, i miei veri imitatori crederanno nell’ amore di Dio e nelle virtù che mi sono più care. Felici le anime umili guidate dallo Spirito Santo! lo combatterò insieme ad esse fino a che esse saranno nella pienezza dell’età… [omissis]. Tremate terra e voi che fate professione di adorare Gesù Cristo e che dentro di voi adorate solo voi stessi; tremate perché Dio sta per consegnarvi al Suo nemico, perché i luoghi santi sono nella corruzione, molti conventi non sono più le case di Dio, ma i pascoli di Asmodeo [demone della lussuria] e dei suoi… [omissis]. Roma perderà la fede e diventerà la sede dell’ anticristo. I demoni dell’ aria con l’anticristo faranno dei grandi prodigi sulla terra e nell’ aria e gli uomini si pervertiranno sempre più. Dio avrà cura dei suoi fedeli servitori e degli uomini di buona volontà; il Vangelo sarà predicato dappertutto, tutti i popoli e tutte le nazioni conosceranno la verità.

lo rivolgo un appello urgente alla terra; lo chiamo i veri imitatori di Cristo fatto uomo, il solo e vero Salvatore degli uomini; io chiamo i miei figli, i miei veri devoti, quelli che si sono dati a Me perché io li conduca dal Mio divin Figlio, quelli che io porto, per così dire, nelle mie braccia, quelli che sono vissuti del Mio Spirito; infine io chiamo gli Apostoli degli ultimi tempi, i discepoli di Gesù Cristo che sono vissuti nel disprezzo del mondo e di loro stessi, nella povertà e nell’umiltà, nel disprezzo e nel silenzio, nella preghiera e nella mortificazione, nella castità e nell’ unione con Dio, nella sofferenza e sconosciuti al mondo. È tempo che escano e vengano ad illuminare la terra.

Andate e mostratevi come i miei cari figli; io sono con voi e in voi purché la vostra fede sia la luce che vi illumina in questi giorni di disgrazia. Che il vostro zelo vi renda come gli affamati per la gloria e l’onore di Gesù Cristo. Combattete, figli della luce, voi, piccolo numero che ci vedete, perché ecco il tempo dei tempi, la fine delle fini. La Chiesa sarà eclissata, il mondo sarà nella costernazione… [omissis]. [Ma alla fine] l’acqua e il fuoco purificheranno la terra e consumeranno tutte le opere dell’ orgoglio degli uomini e tutto sarà rinnovato: Dio sarà servito e glorificato».

La simbologia ed il significato delle apparizioni

Per concludere dobbiamo, come sempre, cogliere i messaggio fondamentale di questa apparizione e interrogaci sul significato degli elementi simbolici.

Il messaggio è molto chiaro: la Madonna soffriva per l’inosservanza del secondo e del terzo comandamento (come afferma nell’apparizione) ed ancora di più per l’inosservanza incipiente (ma destinata ad essere sempre più dilagante in tutta Europa e perfino in alcune parti della Chiesa stessa) del primo. Sia nell’ apparizione che nel segreto fa riferimento ai castighi di Dio, quelli temporali (le patate che marciscono, il grano che marcisce), quelli cosmici (carestie, guerre, persecuzioni) e quelli spirituali” (maggiore libertà d’azione concessa alle potenze infernali a causa del peccato dell’uomo).

Nel segreto fa espresso riferimento agli apostoli degli ultimi tempi” come unico fronte” in grado di arginare le gerre e gli attacchi dei nemici. Di essi, come è noto, parla san Luigi M. Montfort nel Trattato della Vera Devozione a Maria (nn. 49-59) e c’è una sorprendente analogia tra le caratteristiche di questi apostoli descritte nel Trattato e quelle elencate dalla Madonna: uomini umili e poveri, molto mortificati, sprezzanti del mondo e molto disprezzati, dediti all’ orazione ed al silenzio, casti e pieni di zelo ardente, affamati della gloria e dell’onore di Dio, e veri e coraggiosi combattenti della fede.

È noto che, secondo san Luigi M. Montfort, questi apostoli non sono altro che coloro che hanno consacrato perfettamente la loro vita alla Madonna attraverso la santa schiavitù d’amore, di cui è espressione esterna la “catena” che essi devono portare, al collo, ai polsi o alle caviglie come gli antichi schiavi, che avevano ai piedi (nudi) una catena come segno della loro condizione di schiavitù. Ebbene la Madonna aveva una lunga catena che le avvolgeva le spalle, quasi a voler esortare gli uomini di questi travagliati tempi ad inoltrarsi sulla via della perfetta devozione a Lei, come àncora di salvezza per salvarsi dal naufragio delle tempeste imperversanti sulla Chiesa e sul mondo.

L’altra catenella pendeva dal collo e terminava nel Crocifisso. Anche qui, come non vedere un’ allusione agli apostoli degli ultimi tempi descritti dal Montfort, di cui egli afferma che portano il crocifisso nella mano destra e la corona (catena!) del Rosario nella sinistra? 5

Riguardo il Crocifisso, assai interessante è notare la presenza del martello (dal lato sinistro, quello del peccato) e della tenaglia (dal lato destro, quello della virtù): infatti, come la Madonna stessa afferma, i peccati tornano a crocifiggere Gesù (sono dei nuovi colpi di martello per infliggere i chiodi sul corpo dell’Innocente Agnello), mentre la penitenza e la mortificazione lo tolgono dalla croce, dal momento che espiano e riparano le colpe proprie ed altrui.

La Madonna è vestita come una contadina del luogo: come già abbiamo visto per Guadalupe, è un chiaro segno di vicinanza e solidarietà con i poveri e gli ultimi, concetto ribadito anche dal fatto che a un certo punto la Madonna (come farà anche a Lourdes) si mette a parlare nel dialetto locale. Le sue vesti sono molto modeste: coprono il capo e sono molto accollate: un monito ed un invito alla modestia nel vestire per le donne di allora ma (soprattutto) per quelle di oggi.

La Madonna ha pianto per tutto il tempo, a significare il suo dolore materno per i peccati di tanti suoi figli e per le conseguenze di essi, sia temporali (i castighi di Dio) che eterni (la dannazione). Ma la Madonna, implicitamente, indica anche il potentissimo rimedio contro di essi: la recita del santo Rosario.

La Madonna aveva infatti delle rose gialle e rosse sul capo, sulle spalle e sui piedi. Le rose, come è noto, rappresentano proprio il santo Rosario (che significa etimologicamente “corona di rose”); l’essere ricoperto di rose, pertanto, è un chiaro invito (implicito) alla recita di esso. Non sono inoltre casuali le zone che si presentano coperte di rose. Il capo, infatti, è la sede dell’intelligenza, le spalle servono per caricarsi di pesi compiendo degli sforzi e pertanto possono simboleggiare la volontà, mentre i piedi, nella Scrittura e nella letteratura cristiana, sono simbolo degli affetti.

La Madonna sta dunque dicendo che il santo Rosario è preghiera potentissima perché, se recitato bene, infervora gli affetti, illumina l’intelletto (con la meditazione dei misteri) e stimola la volontà ad immedesimarsi ed imitare gli esempi di Gesù e Maria che scorrono nelle varie decine dei misteri di cui il Rosario è composto. Esso è però anche un omaggio alla sublime fede e sapienza di Maria (rose sulla testa), alla sua invitta ed eroica volontà (rose sulle spalle) ed al suo tenerissimo ed inviso amore per il suo Dio e Signore (rose sui piedi).

Il fatto che le rose stiano in tre zone del corpo diverso, inoltre, sembra essere un invito alla recita del Rosario intero (che allora era di tre parti: misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi). Infine significativo è anche il colore delle rose: le rose rosse simboleggiano infatti (anche nel mondo profano) l’amore, un amore ardente capace di spingersi fino al martirio, mentre il colore giallo rappresenta la virtù della giustizia. La recita ben fatta del Rosario, dunque, rende saldi, costanti ed alacri nelle opere buone e nella giustizia, ed infiamma di amore e di zelo per la gloria di Dio e la salvezza delle anime anche fino allo spargimento del sangue.

Concludendo, il messaggio di La Salette è indubbiamente forte e, soprattutto se si pensa ad alcuni passaggi del segreto, drammatico e sconvolgente. Esso descrive la potenza del male, la stoltezza con cui l’uomo se ne rende schiavo lasciandosi soggiogare, ma offre anche una via ed una strategia anzitutto per difendersi ed anche per combatterlo e vincerlo. Per difendersi dal dilagare dell’iniquità basta riflettere sul contenuto dell’ apparizione, dove la Madonna invita all’ osservanza dei comandamenti, specie dei primi tre (oggi quanto mai disattesi e praticamente ignorati), alla preghiera regolare, almeno al livello minimo della preghiera quotidiana il mattino e la sera ed al rispetto almeno essenziale dei tempi penitenziali cristiani (“in Quaresima vanno dal macellaio come cani.. .”).

Nella simbologia dell’ apparizione, invece, come anche in alcuni passaggi del segreto, la Madonna offre tutte le armi necessarie per scendere in battaglia contro l’impero delle tenebre ed il dilagare dell’ iniquità: abbracciare la perfetta devozione alla Madonna nella forma della santa schiavitù d’amore; recita del Rosario intero; pratica scrupolosa della modestia nell’ abbigliamento; generosità nella penitenza per togliere i chiodi inflitti continuamente dai peccatori sul corpo di Gesù; pratica costante ed eroica delle virtù cristiane, soprattutto di quelle particolarmente invise alla logica del mondo: la povertà, la castità, l’umiltà, il silenzio, il disprezzo di sé, il coraggio di accettare le persecuzioni, la perseveranza, lo zelo e la generosità nell’ affrontare il buon combattimento della fede.

A lode e gloria di Dio Altissimo e per la maggior glorificazione della Celeste Condottiera di questi ultimi tempi. Amen.

Fonte: LE APPARIZIONI DI MARIA , Don Leonardo M. Pompei, Mimep-Docete.

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4. M.CALVAT, L’apparition de la Très Sainte Vierge sur la montagne de La Salette, Imprimatur: Mons. Zola, Lecce (Italia), 15 novembre 1879, Rome, 1922. Le parti riportate di sotto sono una traduzione italiana di questo testo.
5. SAN LUIGI M. MONTFORT, Trattato della vera devozione, 59.

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