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I segreto dei Santi

stellamatutina-padre-pio-ostia-elevazioneSono divorato dall’amore di Dio e dall’amore per il prossimo.

Il «Santo» è colui che ama. Ciò che trasforma un uomo in un «Santo» è l’amore. Non però l’amore umano. Non l’amore terreno. Non l’amore carnale. Non l’amore naturale. No, nessuno di questi amori può mai trasformare un uomo in un «Santo».

Se pensiamo a san Pietro e a san Paolo Apostoli, ad esempio, se pensiamo a santa Maria Maddalena e a san Giovanni evangelista, se pensiamo a san Francesco d’Assisi e a santa Chiara, comprendiamo subito che essi sono stati trasformati in «Santi» unicamente dall’amore divino:

È stato soltanto l’amore divino, infatti, che ha fatto di san Pietro e san Paolo due «martiri» intrepidi, che ha fatto di santa Maria Maddalena e di san Giovanni Evangelista due Santi «prediletti» da Gesù, che ha fatto di san Francesco e di santa Chiara d’Assisi due Santi «serafici».

I Santi, tutti i Santi, sono i capolavori dell’amore divino, ossia dell’amore a Dio e al prossimo, spinto fino alle vette ardenti dell’eroicità dell’amore che vuole immolarsi e consumarsi in totalità e pienezza, senza misura, a imitazione di Gesù crocifisso che ha immolato interamente Se stesso, lasciandosi dissanguare per amore del Padre e per amore di ogni uomo.

L’espressione di Padre Pio – «sono divorato dali ‘amore di Dio e dall’amore del prossimo» – rivela, appunto, la dinamica dell’amore divino che «divora» e consuma un uomo trasformandolo in un «Santo», ossia in un «roveto ardente» di amore che brucia sempre più senza consumarsi mai (cf. Es 3,2).

Se pensiamo alla vita di Padre Pio, infatti, noi possiamo renderei conto che le cose stanno appunto così. Fin da bambino, a cinque anni di età, egli si animava ad amare Gesù cercando già di imitarlo nel colpirsi con le catene, nel dormire per terra, volendo condividere le Sue pene per i peccatori. E nella vita religiosa di Cappuccino, e nel suo apostolato sacerdotale, per cinquant’anni di sanguinante stimmatizzazione, egli ha realmente ed eroicamente offerto se stesso all’immolazione quotidiana nel ministero di Confessore per rigenerare le anime degli uomini da salvare e portare in Paradiso.

Questo è l’amore divino del «Santo». Non un amore divino misurato o mediocre, ma un amore «divorante», senza misura. Non un amore divino di acqua e di zucchero – come il nostro! – ma un amore divino tutto di «sangue».

FONTE: PADRE STEFANO M. MANELLI; “Il pensiero di Padre Pio”, ed. 2004, pp. 7-8

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