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Italia: Le tre fontane (1947)

Il contesto storico-culturale delle apparizioni delle Tre Fontane, luogo praticamente alla periferia di Roma, in cui i romani usavano recarsi per oneste” scampagnate” ma anche per tutt’ altro che onesti intrattenimenti relazionali” , è quanto mai significativo. Siamo anzitutto a Roma, sede di Pietro e, come vedremo, la Madonna avrebbe esortato il veggente Bruno Cornacchiola (nato nel 1913) a portare personalmente il suo messaggio a Papa Pio XII; siamo inoltre nel cuore della cristianità, nel luogo dove si formano i futuri ministri di Dio, a cui, purtroppo, sarebbe stata dedicata una sezione drammatica dei messaggi della Vergine; siamo infine al crepuscolo dell’ era moderna, alla vigilia di quelle brutte rivoluzioni socio-culturali che avrebbero portato la scristianizzazione della società e la secolarizzazione di larga parte della Chiesa, in clima di piena contestazione teologica, se si pensa che l’Humani generis (la lettera enciclica in cui Pio XII prese le distanze dalla cosiddetta “nuova teologia”, (“nouvelle theologie”) è datata 22 Agosto 1950.

Bruno Cornacchiola era un protestante, appartenentealla Chiesa avventista del 7° giorno nonché accanito comunista, grandissimo avversario soprattutto della dottrina cattolica sulla Madonna e fermamente deciso ad uccidere il Pontefice. Aveva preso questa decisione quando, arruolatosi in Spagna per combattere i franchisti, gli fu suggerito da un suo commilitone di uccidere “la bestia descritta dal libro dell’ Apocalisse”, cioè, secondo i protestanti (da Lutero in poi), il Sommo Pontefice. Comprò allora un coltello su cui fece incidere queste parole: “A morte il Papa”! Correva l’anno 1938. Bruno Cornacchiola aveva sposato due anni prima Iolanda Lo Gatto, ma non voleva assolutamente farlo in forma sacramentale. Solo per accontentare la futura moglie, accettò di celebrare il matrimonio in sacrestia.

Tornato a Roma dopo la guerra trovò lavoro comeimpiegato ATAC e si diede ad una fervente attività missionada con i protestanti. Nell’ Aprile del 1947 lo incaricarono di tenere una pubblica conferenza su un tema a sua scelta purché fosse o contro l’Eucaristia, o contro i preti (verso cui il Cornacchiola non mancava di fare tutti i dispetti possibili anche durante il suo lavoro), oppure contro la Chiesa, il Papa o la Madonna. Decise di recarsi ad Ostia, per preparare bene la sua predica “in un luogo tranquillo”, Sabato 12 Aprile 1947 (era il Sabato in Albis); perse il treno che doveva portarlo nel luogo designato, per cui, con i suoi tre figli (Isola, Carlo e Gianfranco) 13, si recò fuori Roma per fare una scampagnata.

Le apparizioni della Vergine

Arrivati alle tre Fontane, Bruno Cornacchiola tira fuori la sua Bibbia protestante su cui aveva scritto: ” Questa sarà la morte della Chiesa Cattolica, con il Papa in testa”; estrae un bloc notes e comincia a prepararsi una predica contro la Madonna annotando le seguenti bestemmie: “la Madonna non è Vergine, non è Immacolata, non è Assunta in cielo”. Mentre lui scriveva, i bambini, che stavano giocando a palla, la smarriscono e vanno a chiamare il papà perché li aiuti a ritrovarla. Ad un certo punto Gianfranco non risponde più e non si trova più nel luogo dove lo aveva lasciato. Bruno lo cerca fra i cespugli e le rocce, finché vede il piccolo inginocchiato sul limitare di una grotta. Il bambino tiene anche le manine come in atteggiamento di preghiera e guarda verso l’interno, tutto sorridente, e bisbiglia: «Bella Signora!… Bella Signora!…Bella Signora!…».

Giunge Isola con un mazzolino di fiori in mano e Bruno le domanda: «Ma gli hai insegnato tu questo gioco della “Bella Signora”?». «No, papà». Isola fa per andarsene, quando improvvisamente si ferma, i fiori le cadono dalle mani e anche lei si mette in ginocchio con le mani giunte, accanto al fratellino, e anche lei mormora rapita: «Bella Signora!… Bella Signora!…». L’altro suo bambino, Carlo, fa per andarsene anche lui, quando si ferma di scatto, si gira verso la grotta, unisce le due mani e si inginocchia vicino ad Isola, e ripete le stesse parole degli altri due… Il papà allora non ne può più e grida: «Questo è troppo. Basta, alzatevi!». Bruno prende il bambino per le spalle e cerca di smuoverlo, di rimetterlo in piedi, ma non ci riesce. «Era come di piombo, come se pesasse quintali».

Lo stesso accade con gli altri due figli. Allora esclama: «Ma che cosa succede qui?.. Ci sono delle streghe nella grotta oppure qualche diavolo?…». E il suo livore contro la Chiesa cattolica lo porta subito a pensare che sia qualche prete: “Non sarà qualche prete che è entrato dentro la grotta, e con l’ipnotismo, mi ipnotizza i bambini?”. E grida: «Chiunque tu sia, anche un prete, vieni fuori!». Silenzio assoluto. «Chi c’è qua?», grida. «Che cosa è successo qui?…». E pieno di paura alza gli occhi e le mani al cielo, gridando: «Dio salvaci tu!», Appena proferito questo grido d’aiuto, Bruno vede uscire da dentro la grotta due mani candidissime, trasparenti, che si avvicinano lentamente verso di lui, gli sfiorano gli occhi, facendo cadere da essi come delle squame, come un velo che lo accecava…

Ma poi, all’improvviso i suoi occhi sono invasi da una luce tale che per qualche istante tutto scompare dinanzi a lui. Nasce dentro qualcosa di completamente nuovo. La grotta si illumina: su un blocco di tufo, scalza, appare la figura di una donna avvolta da un alone di luce dorata, dai tratti di una bellezza celestiale, intraducibile in termini umani. I suoi capelli sono neri, uniti sul capo e appena sporgenti, tanto quanto lo consente il manto di color verde-prato che dal capo le scende lungo i fianchi fino ai piedi. Sotto il manto, una veste candidissima, luminosa, cinta da una fascia rosa che scende a due lembi, alla sua destra. La statura sembra essere media, il colore del viso leggermente bruno, l’età apparente sui venticinque anni. Nella mano destra regge appoggiato al petto un libro non tanto voluminoso, di colore cinerino, mentre la mano sinistra è appoggiata sul libro stesso. Il volto della Bella Signora trasluce un’ espressione di benignità materna, soffusa di serena mestizia.

Subito dopo cominciò un lungo colloquio, protrattosi per circa un’ ora e venti, su vari argomenti: alcuni riguardavano direttamente e personalmente il veggente, altri la Chiesa intera, con un particolare riferimento ai sacerdoti. Ci fu poi un messaggio da consegnare personalmente al Papa. Ecco un ampio estratto delle parole della Madonna:
«lo sono colei che sono nella Trinità divina… Sono la Vergine della Rivelazione… Tu mi perseguiti, ora basta! Entra nell’ ovile santo, corte celeste in terra. Il giuramento di Dio è e rimane immutabile: i nove venerdì del Sacro Cuore che tu facesti, amorevolmente spinto dalla tua fedele sposa, prima di iniziare la via dell’errore, ti hanno salvato!».

Bruno ricorda che la voce della Bella Signora era «così melodiosa, sembrava una musica che entrava dentro gli orecchi; la sua bellezza nemmeno si può spiegare, la luce, smagliante, qualcosa di straordinario, come se il sole fosse entrato dentro la grotta». A un certo punto la Madonna mosse un braccio, il sinistro, e puntò l’indice verso il basso…, indicando qualcosa ai suoi piedi… Bruno seguì con l’occhio il gesto e vide per terra un drappo nero, una veste talare da prete e accanto una croce spezzata. «Ecco», spiega la Vergine, «questo è il segno che la Chiesa soffrirà, sarà perseguitata, spezzata; questo è il segno che i miei figli si spoglieranno… Tu, sii forte nella fede!…».

La Madonna esortò Bruno a pregare molto e a far pregare, soprattutto recitando il rosario intero quotidiano. E specificò in particolare tre intenzioni: “la conversione dei peccatori, degli increduli e l’unità dei cristiani”. La Vergine rivelò il valore delle Ave Maria ripetute nel rosario: «Le Ave Maria che voi dite con fede e con amore sono tante frecce d’oro che raggiungono il Cuore di Gesù». Fece a Bruno una bellissima promessa: «lo convertirò i più ostinati con prodigi che opererò con questa terra di peccato». E per quanto riguarda la sua Assunzione, uno dei suoi celesti privilegi che il veggente combatteva e che ancora non era stato definito solennemente dal Magistero della Chiesa14, la Vergine, con semplicità e chiarezza, affermò: «Il mio corpo non poteva marcire e non marcì. Mio figlio e gli angeli mi vennero a prendere al momento del mio trapasso».

Con queste parole, dunque, Maria si presentava come Assunta in Cielo in anima e corpo. Ma occorreva dare al veggente la certezza che quell’ esperienza che stava vivendo e che tanto avrebbe inciso sulla sua vita non era una allucinazione o un incantesimo, e tanto meno un inganno di Satana. Per questo gli disse: «Desidero darti una sicura prova della divina realtà che stai vivendo perché tu possa escludere ogni altra motivazione del tuo incontro, compresa quella del nemico infernale, come molti ti vorranno far credere. E questo è il segno: dovrai andare per le Chiese e per le vie. Per le Chiese al primo sacerdote che incontrerai e per le strade ad ogni sacerdote che incontrerai, tu dirai: “Padre, devo parlarle!” . Se costui ti risponderà: ”Ave Maria, figliolo, cosa vuoi”, pregalo di fermarsi, perché è quello da me scelto. A lui manifesterai ciò che il cuore ti dirà ed ubbidiscilo; ti indicherà infatti un altro sacerdote con queste parole: «Quello fa per il caso tuo”».

Continuando, la Madonna lo esortò ad essere «prudente, perché la scienza avrebbe rinnegato Dio», quindi gli dettò il messaggio segreto da consegnare personalmente alla «Santità del Padre, supremo pastore della cristianità», accompagnato però da un altro sacerdote che il veggente avrebbe riconosciuto perché gli avrebbe detto: «Bruno, io mi sento legato a te». «Poi la Madonna», riferisce il veggente, «mi parlò di ciò che stava avvenendo nel mondo, di quello che sarebbe successo nell’ avvenire, di come andava la Chiesa e la fede, dicendo che presto gli uomini non avrebbero creduto più… Tante cose che si stanno avverando adesso… Ma molte cose si dovranno avverare…». La celeste Signora lo confortò: «Alcuni a cui tu narrerai questa visione non ti crederanno, ma non lasciarti deprimere». Al termine dell’incontro, la Madonna fece un inchino e disse a Bruno: «Sono colei che sono nella Trinità divina. Sono la Vergine della Rivelazione. Ecco, prima di andare via io ti dico queste parole: la Rivelazione è la Parola di Dio, questa Rivelazione parla di me. Ecco perché ho dato questo titolo: Vergine della Rivelazione» .

Inutile dire che tutte le cose sarebbero andate esattamente come la Vergine aveva profetizzato. Il 30 Maggio del 1947 Bruno scrisse di proprio pugno sulla grotta queste parole: «Non profanate questa grotta con il peccato impuro! Chi fu creatura infelice nel mondo del peccato, rovesci le sue pene ai piedi della Vergine della Rivelazione, confessi i suoi peccati e beva a questa fonte di misericordia. È Maria la dolce madre di tutti i peccatori. Ecco che cosa ha fatto per me peccatore. Militante nelle file di Satana nella setta protestante avventista, ero nemico della Chiesa e della Vergine. Qui il 12 aprile a me e ai miei bambini è apparsa la Vergine della Rivelazione, dicendomi di rientrare nella Chiesa cattolica, apostolica, romana, con segni e rivelazioni che lei stessa mi ha manifestato. L’infinita misericordia di Dio ha vinto questo nemico che ora ai suoi piedi implora perdono e pietà. Amatela, Maria è la dolce madre nostra. Amate la Chiesa con i suoi figli! Ella è il manto che ci copre nell’inferno che si scatena nel mondo. Pregate molto ed allontanate i vizi della carne. Pregate!».

Resta da dire dell’ incontro del veggente con Papa Pio XII. Il 9 Dicembre 1949 il Santo Padre Pio XII invitò i tranvieri di Roma, accompagnati da padre Rotondi, a recitare con lui il Rosario nella sua cappella privata. Lasciamone la descrizione a Cornacchiola:
“Tra i lavoratori c’ero anch’io; portavo con me il pugnale e la Bibbia sulla quale stava scritto: ” Questa è la morte della Chiesa Cattolica, col Papa in testa”. Volevo consegnare al Santo Padre il pugnale e la Bibbia. Finito il Rosario il Papa disse:
– “Qualcuno di voi mi vuol parlare?”.
lo mi inginocchiai e dissi:
– “Santità, sono io!”.
Gli altri lavoratori fecero largo per il passaggio del Papa; egli si chinò verso di me, mi pose la mano sulla spalla, avvicinò il suo volto al mio e chiese:
– “Cosa c’è, figlio mio?”.
– “Santità, qui c’è la Bibbia protestante che interpretavo erroneamente e con la quale ho ucciso molte anime”.
Piangendo consegnai nche il pugnale sul quale stava scritto “Morte al Papa” e sussurrai:
– “Chiedo perdono di aver osato solo pensare a tanto. Avevo progettato di ucciderla con questo pugnale!”.
Il Santo Padre prese quegli oggetti, mi guardò, sorrise e osservò:
– “Caro figlio, con ciò non avresti fatto altro che dare un nuovo martire alla Chiesa, ma a Cristo una vittoria dell’amore..”

La simbologia ed il significato delle apparizioni

La simbologia delle apparizioni alle tre Fontane ed anche il contenuto dei messaggi sono molto profondi. Anzitutto la Madonna, dopo aver ribadito la grande importanza della pratica dei primi nove Venerdì, a cui il Cornacchiola deve la sua conversione, definisce la sua persola in maniera analoga al nome che Dio stesso aveva dato di Sé a Mosè, a cui disse: “lo sono Colui che sono” (Es 3,13-14), nome che, come è noto, definisce la trascendenza di Dio, dal momento che significa semplicemente, che l’essenza di Dio coincide col suo essere: Egli è Colui che da sempre è (non ha data di nascita, cosa incomprensibile a mente umana) e per sempre sarà, assolutamente perfetto in se stesso, autosuffidente in se stesso e causa dell’ essere di qualunque cosa che fu, è e sarà. Maria afferma “io sono Colei che sono nella Santissima Trinità”, volendo con ciò trasmetterei due insegnamenti di portata a dir poco capitale.

Il primo è che, nella mente della Trinità Santissima, il pensiero di Maria fu da sempre: fin da quando la Trinità è (cioè da sempre), Maria, pur non essendo ancora stata creata, era presente nel suo pensiero come Capolavoro assoluto e Prototipo assolutarnente perfetto di ogni opera creativa dell’ Altissimo. I libri sapienziali contengono passi che la Chiesa, soprattutto nelle SS. Messe mariane, applica a Maria. Il seguente ne è solo un esernpio: “Il Signore mi ha creato all’inizio della sua attività, prima di ogni sua opera, fin d’allora. Dall’ eternità sono stata costituita, fin dal principio, dagli inizi della terra. Quando non esistevano gli abissi, io fui generata; quando ancora non vi erano le sorgenti cariche d’acqua; prima che fossero fissate le basi dei monti, prima delle colline, io sono stata generata. Quando ancora non aveva fatto la terra e i campi, né le prime zolle del mondo; quando egli fissava i cieli, io ero là; quando tracciava un cerchio sull’abisso; quando condensava le nubi in alto, quando fissava le sorgenti dell’abisso; quando stabiliva al mare i suoi limiti, sicché le acque non oltrepassassero la spiaggia; quando disponeva le fondamenta della terra, allora io ero con Lui come architetto ed ero la Sua delizia ogni giorno, dilettandomi davanti a Lui in ogni istante; dilettandomi sul globo terrestre, ponendo le mie delizie tra i figli dell’uomo” (Pr 8,22-31).

La seconda verità è che l’essere di Maria si comprende solo in relazione alla Santissima Trinità: Ella vive solo di Dio e per Dio, essendo il suo essere totalmente in relazione con ciascuna delle tre Persone divine: con il Padre, di cui è perfetta ed obbedientissima Figlia; con il Figlio, di cui è vera ed amorevolissima Madre; e con lo Spirito Santo di cui è castissima e fedelissima sposa. Al termine dell’ apparizione la Madonna si definisce Vergine della Rivelazione, spiegando che la Bibbia parla di Lei, cosa negata non solo dai protestanti, ma anche da molti esegeti modernisti cattolici. In effetti la Sacra Scrittura parla moltissimo di Maria, al patto che la si voglia leggere all’ interno della grande Tradizione della Chiesa, e non per mezzo di quella maledetta scienza, entrata anche nelle discipline teologiche ed esegetiche, che, come affermato dalla Vergine stessa, avrebbe rinnegato Dio, appoggiandosi, nel caso della Madonna, sul fatto che pochi testi parlano esplicitamente di Maria e dimenticando la necessità di leggere la Bibbia nella Chiesa e con la Chiesa, alla luce della grande tradizione esegetica e teologica cominciata con i Santi Padri e proseguita dai santi teologi e dottori di ogni luogo e di ogni tempo.

E a questo particolare che allude il libretto che la Madonna teneva in mano (presumibilmente una Bibbia). Il velo verde, molto probabilmente, allude alla speranza che la Madonna voleva infondere nonostante le grandi sofferenze che stava predicendo, mentre la fascia rosa sembra indicare la preghiera del santo Rosario, da recitare col cuore per le tre intenzioni da Lei formulate in quella circostanza: la conversione dei peccatori (specialmente i lussuriosi, dato il luogo in cui apparve), degli increduli (a cui apparteneva il comunista Bruno Cornacchiola) e l’unità dei cristiani (cioè il ritorno degli eretici, di cui il Cornacchiola faceva parte, nell’ ovile santo della Chiesa Cattolica, Apostolica e Romana).

Una parola anche sulla profezia della talare strappata e sulla croce spezzata: negli anni ’70 oltre 40 mila sacerdoti avrebbero lasciato il ministero sacerdotale, e verso la fine degli anni ’50 iniziarono le lamentele nei confronti dell’uso della veste talare, ritenuta da qualcuno troppo scomoda, da qualcun altro non adatta ai tempi, da qualche altro ancora, addirittura, un relitto da cui liberarsi al più presto, in nome di una modernizzazione dei costumi dei preti. Ciò avrebbe portato, come sempre accade, la Santa Sede a dare le prime ”eccezionali” concessioni al clergyman, concessioni che purtroppo sarebbero divenute, di fatto (non di diritto) la regola, con tutte le nefaste conseguenze annesse a ciò. Infatti, il Codice di Diritto Canonico prevede tuttora l’obbligo di indossare la veste almeno durante l’amministrazione dei sacramenti, cosa che nessuno fa; il clergyman è consentito per viaggiare, mentre lo si porta come norma; moltissimi sacerdoti vestono in borghese, assumendo anche nell’ esteriorità la piena conformità col mondo (che purtroppo per molti è entrata anche nel cuore).

Una cosa analoga a questa è successa con la Santa Comunione: oggi la regola (abusiva!) è divenuta prenderla (irriverentemente) sulle mani, ma a livello di normativa questa è un’ eccezione (molto discutibile) concessa per indulto dalla Santa Sede a causa delle pressioni di alcune Conferenze episcopali e, in quanto tale, revocabile in ogni momento; la regola (vera) è dunque di prenderla in bocca ed in piedi, ma è diritto di ogni fedele riceverla in ginocchio. Purtroppo il nemico dell’umana salvezza ha utilizzato, riuscendoci per ora, la sua solita vecchia tecnica: aprire una fessura, per trasformarla in varco e, dopo aver fatto man bassa, spalancare un vero e proprio portone dove far transitare comodamente ogni abuso ed eresia. Ma noi ascoltiamo l’esortazione della Madonna a rimanere saldi nella fede e crediamo fermamente che con i nostri Rosari possiamo e potremo aiutarla, come da Lei promesso, a convertire anche i più ostinati in questa nostra attuale terra di peccato.

Le apparizioni delle Tre Fontane non hanno avuto il riconoscimento “ufficiale” da parte dell’ autorità ecclesiastica. È stata però autorizzata la costruzione del santuario e la celebrazione, ormai da diversi anni quotidiana, della Santa Messa. Il che, come è noto, equivale ad una sorta di approvazione tacita o indiretta (quando la Chiesa dubita dell’ autenticità soprannaturale di un evento, la prima cosa che fa è proibire di celebrare la Santa Messa nei luoghi delle presunte apparizioni). Bruno Cornacchiola si è spento nel 2004, dopo una vita spesa nell’ apostolato cattolico e mariano.

Fonte: LE APPARIZIONI DI MARIA , Don Leonardo M. Pompei, Mimep-Docete.

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13. La moglie era rimasta a casa per una indisposizione.
14. Pio XII lo avrebbe solennemente definito nel 1950, tant’è vero che più di qualche interprete sospetta che il contenuto del messaggio da rivelare al Papa (che il Cornacchiola non ha mai rivelato) sarebbe stato proprio questo….

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