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Suor Giuseppina di Gesù Crocifisso

Napoli, bella e ridente, piena di sole, fiori e musica, luminoso. d’azzurro, con il suo cielo e il suo mare incantevoli, ha avuto sul suo suolo creature sublimi che le hanno dato gloria e santità.
Una di queste creature, nel secolo ventesimo, è stata la Serva di Dio Madre Maria Giuseppina di Gesù Crocifisso, carmelitana scalza, vissuta nel monastero di S. Teresa e S. Giuseppe, sulla collina di Santa Maria ai Monti.
Un germoglio di amore crocifisso. Una vergine così somigliante alla Celeste Vergine!

Nascita e infanzia

Giuseppina Catanea nasce a Napoli il 18 febbraio 1894. Un fiorellino di bimba. Viene battezzata molto presto, quattro giorni dopo, con i nomi di Giuseppina, Anna Maria, Tommasina.
In una famiglia cristiana dalla pietà sincera, Giuseppina viene educata fin da piccina a una fede spontanea e a un amore vissuto concretamente in semplicità e ardore.
Un piccolo esempio. Questa bimbetta ama Gesù. E una volta, forse per scherzo, una delle cuginette la mette alla prova mostrandole dell’acqua sporca e dicendole:
« Se ami davvero Gesù, bevi quest’acqua ». La bimba non se lo fa ripetere. Beve subito quell’acqua.
Il suo piccolo cuore vibra di amore, si intenerisce di fronte ai poveri, è fervido nella preghiera, è devoto nell’ascoltare le prediche.
Non si esagera se si dice che, fin da allora, Giuseppina comincia ad amare e a vivere con la Madonna I in maniera semplice e sublime. Ricorre alla Madonna I con una confidenza che stupisce. Di fronte a qualche difficoltà, la piccola bimba non si scoraggia; sa bene 1 che cosa fare: recita un’Ave Maria. Se non riesce a ri, fare i letti, si rivolge alla Madonna con un’Ave Maria, per riuscirvi. Se è troppo piccola di statura per aprire le porte, un’altra Ave Maria. Se la mamma le dà un I compito che la mette un po’ in apprensione, ancora un’altra Ave Maria. Quale concretezza di fede amorosa ha nella Madonna questa bimba!
Intanto la Madonna è già entrata in casa di Giuseppina e ha preso per sè la sorella Antonietta, per renderla Sposa di Gesù nel suo Ordine, nel primo Ordine mariano della Chiesa: l’Ordine carmelitano.
Antonietta entra fra le Carmelitane dell’Arco Mirelli. Vive intensamente la sua donazione a Dio. Ma non può restare a lungo, fra quelle sante mura, per motivi di salute. E inizia, allora, con il P. Romualdo carmelitano, il cammino della fondazione di un nuovo Carmelo sulla collina di Santa Maria ai monti. Siamo nel 1910.

Studentessa alle commerciali

Pinella – così viene chiamata Giuseppina – cresce piena di vita e di bontà. Frequenta le scuole. Si iscrive all’Istituto commerciale « Regina Margherita ». Studia con impegno e profitto. Arriva al diploma.
Cresce anche In sua pietà. Si sviluppa la sua devozione alla Madonna. Ogni mattina, prima di entrare in scuola, fa una visita alla Madonna nella chiesa dei santi Severino e Sossio. Ogni giorno recita il suo Rosario. non manca mai al mese di maggio. Fa anche i dodici sabati in onore dell’Immacolata. Per recuperare il tempo che dedica alla Madonna, studia qualche ora della notte.
Un’ attrazione particolare prova verso la Madonna di Lourdes. Ne visita spesso una bella statua presso le Suore del Cenacolo. Ad ogni stagione, le porta i fiori \più belli. Il suo cuore ama la Madonna con intensità. Non lo esprime con azioni straordinarie. Ma è un amore continuo, operoso, fecondo.
La Madonna, però, vuole prendere anche Giuseppina tra le sue figlie del Carmelo; e comincia a condurla per mano, piano piano, passo passo.
Giuseppina ogni tanto va a trovare la sorella, Suor M. Teresa del Bambino Gesù. Si intrattiene più volte per qualche giorno nel Carmelo. Subisce il fascino del Carmelo. Vorrebbe sinceramente «lasciare tutto e divenire figlia della Seralina del Carmelo ». Ma ancora non si decide. Soprattutto, ancora non riesce a convincersi di lasciare la mamma per sempre.
Diventa terziaria carmelitana. E già assapora qualcosa della gioia di essere della Madonna in maniera particolare.
un altro passo innanzi. Ancora poco, e l’ora del dono totale di sé sta per scoccare, nel modo più imprevisto.

Nel Carmelo

Nel marzo del 1918, Giuseppina si sente spinta ad andare tra le Carmelitane a S. Giuseppe ai monti per Il! fare una novena a S. Giuseppe. Con grande fervore Il prega il grande Patriarca, mentre vive la vita del Carmelo in letizia. Compone poesiole sul chiostro, la Madonna, Gesù Bambino, il Carmelo.
11 tempo passa, passano mesi, e questa volta Giuseppina è ancoro. là, fra le carmelitane. Resterà per sempre? Lascerà per sempre la mamma che l’attende a casa? La Madonna dispone ogni cosa in modo decisivo per questa sua figliola prediletta.
Nel Natale 1918 Giuseppina sta male, e si sente ancor più male nei giorni seguenti. Il medico la visita e diagnostica, seriamente preoccupato: bronco-pleurite con polmonite doppia. Giuseppina può morire anche subito. E riceve con grande pietà il S. Viatico.
Ma questa sarà una malattia per manifestare « le opere di Dio» (Gv 9, 3). Giuseppina non muore; ma non può alzarsi, non si riprende. Soffre nel suo lettino con serenità edificante. Non vuole stare in ozio. Prega, e chiede del lavoro da fare stando a letto. Le vengono dati dei coralli da infilare e delle fibbie da formare. È uno dei lavori della comunità. Giuseppina vi si applica con impegno. Le costa, però, soprattutto infilare i coralli. Ma quando non sembra farcela, una invocazione la sostiene: « Gesù! Mamma! », e il corallino si infila.
Passano altri mesi. La mamma ogni tanto reclama la figlia a casa, ma si rende conto che non è neppure trasportabile. Non solo. C’è molto di più, ora: Giuseppina nel dolore scopre il valore della somiglianza con 1’« Uomo dei dolori» (Is 53, 3), e nell’impeto dell’amore chiede a Gesù una partecipazione ancora più intensa alla Sua crocifissione.
Gesù 1’accontenta. E arrivano, come una cascata . di rubini di sangue, gli attacchi anginoidi, la tbc alla spina dorsale, le lesioni alle vertebre, la paresi completa del corpo, persino delle pupille degli occhi.
Giuseppina arriva a diventare un gomitolo rattrappito di ossa e pelle. Per farla stare in qualche modo sul letto bisogna ricorrere a venti due cuscini, che . ella sente duri come pietre appuntite!
Eppure, Giuseppina trova modo di unirsi sempre alla Madonna, di abbandonarsi tutta fra le Sue mani, e di cantare con Lei il Magnificat. Quanta forza e serenità dona 1’amore alla Madonna!

Un grande miracolo

Ma, si può andare avanti così? No certo. La tomba sarà la dimora prossima di Giuseppina se non interviene la mano onnipotente di Dio a sanarla.
E il Signore si muove, servendosi di uno dei suoi Santi, S. Francesco Saverio.
Giuseppina lo sogna, una notte, senza riconoscer- . lo. Il Santo la stringe con il braccio, e Giuseppina ode . queste parole: « S. Francesco ti ha liberata dal male alla spina dorsale ». È un sogno. Ma Giuseppina se ne I serve per rivolgere preghiere al caro Santo.
Intanto – gioco della Provvidenza? – viene portata a Napoli proprio la reliquia del braccio di s. Francesco Saverio; e si riesce anche a ottenere che venga portata al Monastero di· Giuseppina. Il sogno diventerà realtà? Sì, il sogno diventerà realtà di prodigioo La reliquia del braccio nella cella di Giuseppina non è inoperosa, ma ascolta le preghiere ardenti di Giuseppina, delle consorelle, ‘dei Padri Carmelitani, ; del santo Sacerdote Don Dolindo Ruotolo lì presente e di un folto gruppo di fedeli.
Dopo pochi minuti, infatti, Giuseppina, questo gomitolo rattrappito di ossa e pelle, comincia a muoversi e a parlare, si siede sul letto, si alza in piedi, si avvicina alla finestra, esce di cella, si avvia giù in Cappella, si inginocchia dinanzi all’altare. Una forza, un vento prodigioso la muovono e la sollevano. Tutti I piangono sbalorditi. La commozione è irrefrenabile. Sia benedetta la potenza misericordiosa del Signore!
Nell’andare verso la Cappella, un padre carmelitano, temendo che Giuseppina prenda freddo, ha l’impulso di togliersi la bianca cappa e di appoggiarla sulle spalle di Giuseppina per ricoprirla tutta. Giuseppina ora sembra una vera carmelitana. Ella avverte quasi sensibilmente di essere stata avvolta dalla Madonna, e comprende di dover essere tutta e per sempre della Regina del Carmelo. Adesso è la carmelitana del miracolo. Poi sarà la carmelitana dei prodigi!

Tutta a tutti 

Da quel giorno del miracolo, la vita di Giuseppina si trasforma totalmente. Ella diventa suora carmelitana. E dovrebbe essere votata al massimo nascondimento e silenzio: « Nascosta con Cristo in Dio » (Col 3, 3).
Ma per lei non può essere così. Il silenzio e il nascondimento, il raccoglimento e la vita di orazione non I debbono impedirle l’incontro con tante anime bisognose che salgono al Carmelo per incontrarla e parlare.
Via via, è· un accorrere di anime che non si fermerà più. Gli incontri e i colloqui vengono richiesti da ogni sorta di persone. Si trova in lei una madre e una sorella. Tutta carità e amabilità. Sempre dolce, con i quei suoi occhi grandi e luminosi.
Suor Giuseppina sembra davvero una pura immagine della Beata Vergine!
Del resto, non ci sono rimaste fotografie dei suoi incontri con le anime, ma possiamo cercare di immaginarIa , nel piccolo parlatorio, ai piedi di una dolce I statua della Vergine del Carmelo, mentre ascolta e i parla con le creature bisognose. È evidente che dalla Madonna Suor Giuseppina aspetta ogni ispirazione di : parole sante da trasmettere a quelle anime in pena. Ed ! ella stessa ha scritto che, mettendo i visitatori sotto il manto della Madonna, era sicura dei frutti salutari di grazia: « Non resto delusa: nessuno fa restare deluso la santissima Vergine ».
Da allora, si succedono senza sosta fatti straordinari di conversioni, di scrutazioni dei cuori, di profezie, di estasi e rapimenti. È la missione di questa creatura. Consolare, ilIuminare, consigliare, dirigere tante anime, pagando di persona con la generosità della propria preghiera e delle proprie sofferenze. Così, fino alla fine. Tutta. Il tutti, instancabile e amabile, attirerà a sé porpore cardinalizio o personaggi di primo piano, umili popolane e peccatori ostinati. Quale fecondità di grazia.

Lascia la rivoltella…

Un episodio fra tanti.
Una giovane signora si reca da Suor Giuseppina. Sono tutte e due li, ai piedi della Madonna. La visitatrice è in condizioni morali terribili. Cova nel cuore l’odio e la vendetta verso l’uccisore del marito, colpito dal pugnale nemico. Per questo, porta sempre con sé, nella borsetta, una rivoltella: vuole vendicare il marito.
Ma adesso piange, piange, piange, ai piedi della Madonna, mentre Suor Giuseppina le accarezza la testa, le asciugava le lacrime, le parla con una tenerezza materna che penetra nell’anima, la illumina e la riscalda d’amore, fugando l’odio per far posto al perdono e alla pace.
La giovane signora lascia la rivoltella, non solo,. ma lascia anche se stessa, donandosi a Dio che l’ha folgorata con la grazia della chiamata al più grande a-. I
more: l’amore consacrato a Lui, in totalità di cuore e di vita. Entra nel monastero, diventa carmelitana, vive I e muore santamente, modello di carità nel lavoro e nel i sacrificio. Quando sta per morire, Suor Giuseppina ve- I de la Madonna venire a prendersi questa creatura che : ha ritrovato la strada dell’amore nei colloqui ai piedi · della « Madre del bel/’amore (Sir 24, 24).

Sposa del Crocifisso

Il 6 agosto 1933 è una data memorabile per il Carmelo dei Ponti Rossi. Si è avuta, finalmente, l’ incardinazione al Il° Ordine carmelitano. Adesso le : Suore possono fare la Professione Solenne che le consacra per sempre a Dio come figlie del Carmelo di Maria.
Il 6 agosto Suor Maria Giuseppina fa la sua Professione Solenne. Sull’altare c’è la Sacra Spina; accanto all’altare c’è la Madonna. Cosa manca al suo Calvario? C’è l’altare, c’è la Vittima, c’è la Madonna, e c’è , Suor Giuseppina, la Sposa del Crocifisso e la figlia di Maria.
In questo giorno della Trasfigurazione di Gesù, anche Suor Giuseppina si trasfigura nel dono totale di sé come Sposa del Crocifisso. Si chiama, infatti, Suor Maria di Gesù Crocifisso, portando con sé la Madonna, S. Giuseppe e Gesù Crocifisso.
Che cosa passò allora nella sua anima verginale? Che cosa avvenne? Quali eroismi germogliarono nel suo cuore? Alcune sue frasi riveleranno qualche bagliore del suo amore di Sposa del Crocifisso: « Fissarsi in Dio, rinunciando ad ogni cosa e scegliendo per sé solo il sacrificio». Essere pronta e bramare di « soffri· re fino a morire », perché « è il patire che dà riposo al mio spirito ». È una nuova creatura, adesso, sollevata a una dignità e missione-sovrumana, da vivere in ascesa continua fino all’identificazione piena con Gesù, suo Sposo: « Sono la Sposa del Crocifisso e non voglio dimenticarlo mai»; e chiedeva a Gesù con amore di fiamma incontenibile: « O Gesù, assorbimi in Te, trasfonditi in me, trasformami in te e fa’ che io viva solo di te ». E per la salvezza delle anime, ella arriva e scrivere: « Su tutti gli atomi di polvere vorrei scrivere col mio sangue: Ti amo, Gesù, salva le anime ».
Alla Madonna, poi, sorgente di ogni grazia, ella chiederà senza stancarsi: « Fammi crocifiggere con Lui, per morire con Lui, per risorgere con lui », E ancora, con lo slancio della vittima d’amore, prega: « Mamma mia Immacolata che io sia rifulgente nella vita del mio Sposo divino, e che diventi ostia di Dio, ostia di cielo ».

Il volto della Madonna

Qualche settimana dopo, il 27 agosto, un altro lieto evento rallegra la città di Napoli e particolarmente il Carmelo di Santa Maria ai Monti: l’arrivo della bellissima statua della Madonna del Carmine che sta sul monte Carmelo in Terra Santa.
La statua viene da Roma dove è stata restaurata, e verrà imbarcata a Napoli per la Terra Santa. È una festa per la città di Napoli, che si muove in massa a I venerare la dolce immagine della Regina del Carmelo.
Ma al monastero di Suor Giuseppina la notizia , produce un incendio di desiderio: vedere il volto della Madonna venuta dal monte Carmelo. È un’occasione unica. Quando potrà capitare una simile grazia? Le suore pregano, e ottengono.
La statua miracolosa arriva davanti al portone aperto del monastero. Le suore cantano la Salve Regina, mentre un’onda di violenta commozione bagna I tutti i volti di lagrime. Gli occhi contemplano quel volto celestiale e materno che benedice, accarezza e bacia I ognuna della sue figlie dilette.
Suor Maria Giuseppina è muta nella sua altissima contemplazione, è radiosa nell’incanto del suo sguardo fisso su Maria, è felice nel suo sorriso di figlia del Carmelo stretta al Cuore della dolce Mamma, la Signora e Padrona del suo cuore: « Ave, Maria, Madre di Dio Immacolata e Signora del mio cuore ».

Il mistero dell’ Annunciazione

Un mistero mariano, in particolare, Suor Maria : Giuseppina vuole vivere pienamente nella sua vita di I carmelitana: il mistero dell’Annunciazione.
La Madonna che ascolta la Parola di Dio « meditandola nel suo cuore» (Le 2, 19). La Madonna che aderisce alla Parola di Dio in purezza, umiltà e obbedienza («Come avverrà ciò…?.. Ecco la schiava… Sia fatto di me secondo la tua parola »: Le 1, 34-38). La Madonna che si lascia invadere e « operare » dallo Spirito Santo. (« Lo Spirito Santo verrà su di te… »: Le 1, f 35). La Madonna piena di Gesù nell’ anima e nel corpo («Il Verbo si fece carne… »: Gv 1, 14), in costante spirito di adorazione al suo Dio divenuto suo Figlio.
Non è forse questo l’ideale purissimo della carmelitana?
Ebbene, per Suor Maria Giuseppina questo ideale doveva realizzarsi in maniera perfetta. « Voglio fissare lo sguardo in Maria – scriveva – voglio prenderla per modello ».
Ancora più. Non solo guardare, fissare, contemplare. Ma appartenere a Lei e possedere Lei: «Mamma mia, mi dono a te, voglio possederti sempre nel mio povero cuore ».
Ancora più. C’è un dono speciale, che non tutti i Santi hanno ricevuto in misura particolare: il dono della «presenza di Maria ». Il B. Massimiliano M. Kolbe, ad esempio, arrivò a non poter più non pensare all’Immacolata, divenuta costantemente a lui presente I come un’idea fissa. Il Ven.le Don Edoardo Poppe, ugualmente, arrivò ad avvertire così reale la presenza della Madonna al suo fianco, che quando viaggiava, faceva due biglietti di viaggio: uno per sé e uno… per Lei!
Tu Ho In pensare che nella vita di suor Giuseppina questo dono mistico della «presenza di Maria » sia ) stato una dolcissima realtà d’amore.
Non solo ella porta il nome di Maria, è rivestita dell’abito di Maria, abita nella casa d Maria, è consacrata a Maria, imita Maria, canta le lodi di Maria. Non solo tutto questo. Ma sembra che Suor Giuseppina non possa più vivere senza di Lei. La sua biografa ‘ ha potuto scrivere: « Maria vive in Suor Maria Giuseppina, nelle sue azioni, nei suoi pensieri, nei suoi alletti ». E Suor Giuseppina stessa scriveva: « Sento in me M la tua vita, o Mamma mia cara, ad essa mi unisco. Che pace stare con te, o Mamma mia… ».
Per questo ella bacia tante al giorno con venerazione lo scapolare, ossia l’abito della Madonna; a Lei l affida e con Lei recita l’Ufficio Divino; a lei porta la
serenata ogni giorno con la recita del Rosario; con lei ‘ è anche rapita al cielo in volo di spirito recitando il 4°· mistero glorioso del Rosario; dalle Sue Mani riceve ogni giorno la S. Comunione; Lei sentirà e vedrà vicina al suo letto di morte.
Beata la creatura che vive la presenza di Maria!

Baciava i piedi di Maria

Tra i vari doni straordinari, Suor Maria Giuseppina ebbe anche quello del volo estatico. È un dono mirabile, che rivela la potenza dello Spirito di Dio, a cui sono soggette tutte le cose create, e che lascia stupiti e sbalorditi.
CosÌ restavano stupite e sbalordite le monache del Carmelo di santa Maria ai monti quando vedevano Suor M. Giuseppina fare i suoi voli estatici per i corridoi o nel giardino del Monastero. Un vento misterioso la portava e la sosteneva nel volo estatico, che durava anche delle ore. le monache lo chiamavano proprio così, il « vento ». Forse senza volerlo si riferivano al « vento gagliardo» dello Spirito Santo che riempì il Cenacolo nel giorno della Pentecoste (At 2, 1-2) ».
Un particolare tutto mariano e delicato non va dimenticato: nel suo volo, Suor M. Giuseppina percorreva tutto il lungo corridoio ed entrava nella sala del capitolo dove si trovava la statua della Madonna del Carmine; ebbene, quando arrivava vicino alla statua, Suor M. Giuseppina si fermava qualche istante per baciare i piedi alla Madonna, e poi continuava il suo volo. Chissà quale contemplazione celeste doveva ella avere della Madonna volando a baciarle i piedi! .

« La Madonna ci salverà »

Nella seconda guerra mondiale Napoli visse mesi di terrori, di rovine, di sangue. Bombardamenti spaventosi la massacravano, martoriando il povero popolo di giorno e di notte.
Per la vicinanza del campo di aviazione di Capodichino, il Carmelo di Santa Maria ai monti è particolarmente esposto agli assalti terrificanti dei bombardieri.
Durante i frequenti bombardamenti le povere I Suore vivono atterrite. Ma Suor M. Giuseppina non si stanca di rassicurarle: «La Madonna ci protegge. Non,’ temete ». Ad ogni bombardamento ella alza lo scapo- I lare benedicendo le Suore e ripetendo con voce materna: « La Madonna ci salverà, non temete! »,
Ma anche il Monastero un giorno vien fatto bersaglio dei bombardieri. È il 2 dicembre 1940. Suor M. Giuseppina ha già detto alle monache che la sera, al suono della sirena dell’allarme, bisognerà trovarsi tutte ai piedi dell’altare. Questo avviso pare impiegabile alle consorelle. Ma a sera, al segno dell’allarme, la comunità si trova tutta in cappellina. Si prega, recitando un Miserere dopo l’altro. Poco dopo, fragori spaventosi fanno tremare la terra e i muri; le suore cadono una addosso all’altra, ai piedi dell’altare, per il violento· spostamento d’aria; sette bombe cadono attorno al Monastero, rovinando una fiancata della nuova chiesa. Ma le monache son tutte sane e salve nel loro Carmelo che ha avuto solo i vetri infranti. La Madonna ha protetto veramente questa sua famiglia verginale, che poteva finire tutta sotto le macerie.

Il corpo è un pianoforte

Siamo agli ultimi anni di vita di Suor M. Giuseppina. L’ultimo tratto del Calvario. L’ultima ora di crocifissione.
Un pensiero immaginoso della Serva di Dio ci parla di quest’ultima tappa del suo esilio: « Quando il gran Maestro vuole far sentire un pezzo di forza tocca tutti i tasti, tutte le corde, con le sofferenze più atroci ».
E difatti, il «gran Maestro » doveva chiudere il pezzo con un finale esaltante di immolazione e di consumazione d’amore per l’anima di Suor M. Giuseppina, e con l’incorruzione e la flessibilità per il suo corpo, che dopo la morte rimase esposto per 14 giorni, esaminato da almeno 40 medici, dei quali si conservano I le relazioni scritte.
Suor M. Giuseppina, ora, « sente più forte il dono I della malattia », e per valorizzare questo « dono)} si affida ancor più alla Madonna, perché sulla Croce Gesù ci ha dato nella Madonna « l’arma più forte », e Suor M. Giuseppina vuole « vivere come morta tra le braccia di Maria ».
È soprattutto in questi anni che Suor M. Giuseppina dimostra la pienezza di perfezione del suo amore alla Madonna. Parla con ardore. di innamorata e di apostola: « Amate assai Maria… Amatela come un S. Bernardo, un S. Domenico, un sant’Alfonso ». Scrive come una grande maestra: « La devozione a Maria, madre di Dio, consiste nel ricorrere a Lei, con piena I fiducia, imitarne le virtù con l’aiuto santo di Dio, nel fuggire il peccato che dispiace a lei e al suo Figliuolo divino, nel prestarle ossequio particolare con fedeltà e I perseveranza ».
Esorta abitualmente con queste frasi piene di Maria: «Preghiamo la Madonna, affidiamoci a Lei », « Non ti preoccupare: ci penserà la Madonna ». E quanto più i casi sono critici, tanto più ella si rivolge e sospinge tutti verso la Madonna, esortando a comportarsi come i bambini che « sono sicuri della mamma, e se alcuno vuoi far loro del male, più si stringono al cuore materno ».

La Domenica di passione

I La Madonna di Pompei arriva a Napoli per una I « peregrinatio » di amore e< di grazie. Le figlie di Ma-, me Giuseppina non possono fare a meno si sperare in un miracolo di guarigione per la loro santa consorella. Ma la Madonna è venuta per assistere la sua figlia prediletta nel supremo « volo » verso il Regno dei cieli.
Difatti, bisogna dire che dal giorno dell’arrivo della Madonna di Pompei (il 6 marzo) Suor M. Giuseppina ha la prima crisi terribile causata da un’embolia; e non muore solo per obbedienza al Cardinale salito di corsa al Carmelo a dirle di aspettarlo al ritorno! .
Si aggiungono, nei pochi giorni seguenti, crisi spirituali, che la fanno gemere: « Che paura, che paura… ».
I « Madre nostra – le dice una consorella – paura? e di che? Voi siete fra le braccia della Madonna ».
« Si », risponde Suor M. Giuseppina.
È il sabato di Passione (13 marzo 1948). Tra sofferenze indicibili, ad un certo momento Suor M. Giuseppina mormora con dolcezza: « La Madonna mi assiste ».
« Vi è vicina? , le vien chiesto.
«La veda », risponde in un soffio. E poco dopo I aggiunge: « La Madonna non mi lascia. Mater mea, I · fiducia mea… »,
La sua vita con la Madonna si conclude così, in questa unione filiale che si fa visibile nell’ora suprema. I Suor M. Giuseppina è crocifissa fra tormenti indicibili, . è la vittima per le anime, specialmente per i sacerdoti. Il suo letto è la croce e accanto alla croce c’è sempre la . Madre dei dolori, la Madre della Vittima divina e di ogni vittima.
È la domenica di Pasione. Nel pomeriggio arriva il Card. Ascalesi, che le dice: « Se Dio ti vuole vai, figlia, ti lascio libera: fai la volontà di Dio ».
Alle 19,10 de114 marzo 1948 Suor M. Giuseppina , vola al regno dei Beati, fra le braccia della Madonna.

FONTE: I Santi e la Madonna, ©Ed. CasaMariana

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