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1° giorno: Solennità del Preziosissimo Sangue – Le 7 effusioni

stellamatutina-san-gaspare-del-bufaloVenite, adoriamo Cristo, Figlio di Dio, che ci ha redenti con il suo Sangue. Per redimerci Gesù ha versato ben sette volte il suo Sangue! Il motivo di sì copiose e dolorose effusioni non va ricercato nella necessità di salvare il mondo, perché a sal­varlo ne sarebbe bastata una sola goccia, ma soltanto nel suo amore per noi. Agli albori della storia umana avviene un grave fatto di sangue: il fratricidio di Caino; Gesù, agli albori della sua vita ter­rena, vuole iniziare la redenzione con la prima effusione di Sangue, quello della Circoncisione, versato sulle stesse braccia della Madre, come primo altare del Nuo­vo Testamento.

Sale allora a Dio la prima degna offerta dalla terra e, da allora in poi, Egli guarderà l’umanità non più con lo sguardo della giustizia, ma della mise­ricordia. Passano anni da questa prima effusione – anni di umile nascondimento, di priva­zioni e lavoro, di preghiera, di umiliazio­ni e persecuzioni – e Gesù dà inizio nell’orto degli ulivi alla sua Passione re­dentrice, versando sudore di sangue. Non sono le pene fisiche che gli fan sudare Sangue, ma la visione dei peccati della in­tera umanità, che egli innocente si è ad­dossato, e la nera ingratitudine di coloro che avrebbero calpestato il suo Sangue e rifiutato il suo amore.

Gesù versa di nuovo Sangue nella fla­gellazione per purificare particolarmente i peccati della carne, perché «per una piaga così putrida, non poteva esservi una me­dicina più salutare» (S. Cipriano). Ancora Sangue nella coronazione di spine. È il Cristo, re d’amore, che al posto di quella d’oro ha scelto la corona di spi­ne, dolorosa e sanguinosa, affinché l’or­goglio umano si pieghi davanti alla Mae­stà di Dio. Altro Sangue lungo la via dolorosa, sot­to il pesante legno della croce, fra gli insulti, le bestemmie e le percosse, lo stra­zio d’una Madre e il pianto delle pie don­ne. «Chi vuol venire dietro di me – egli di­ce – rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua». Non c’è dunque altra via per raggiungere il monte della salute, che quella bagnata dal Sangue di Cristo.

Gesù è sul calvario e versa nuovamente Sangue dalle mani e dai piedi confitti alla croce. Dall’alto di quel monte – il vero teatro dell’amore divino – quelle mani sanguinanti si protendono per un largo abbraccio di pietà e di misericordia: «Ve­nite a me tutti!». La croce è il trono e la cattedra del prezioso Sangue, l’emblema che porterà salute e nuova civiltà ai secoli, il segno del trionfo di Cristo sulla morte. Non poteva mancare il Sangue più generoso, quello del Cuore, proprio le ulti­me gocce rimaste nel Corpo del Salvatore, e ce lo dona attraverso la ferita, che il col­po di lancia apre nel suo fianco.

Gesù svela così i segreti del proprio Cuore all’umanità, affinché vi legga il suo immenso amore. Ecco come Gesù ha voluto spremere da ogni vena tutto il Sangue e darlo genero­samente agli uomini. Ma cosa hanno fatto gli uomini dal giorno della morte di Cristo ad oggi per ricambiare tanto amore? Gli uomini han continuato ad essere increduli, a bestem­miare, ad odiarsi ed uccidersi, ad essere disonesti. Gli uomini hanno calpestato il Sangue di Cristo! Almeno noi, per riparare a tante ingratitudini e ricambiare così grande amore, offriamolo a Dio e invochiamolo non solo per noi, ma anche per tutti i fratelli peccatori.

ESEMPIO: Nel 1848 Pio IX, a causa dell’occupazione di Roma, fu costretto a rifugiarsi a Gaeta. Quivi si recò il servo di Dio D. Giovanni Merlini e predisse al S. Padre che, se avesse fatto voto di estendere la festa del Prez.mo Sangue a tutta la Chiesa, presto sarebbe tornato a Roma. Il Pontefice, dopo aver riflettuto e pregato, il 30 giugno 1849 gli fece rispondere che lo avrebbe fatto non per voto, ma spon­taneamente, se la predizione si fosse av­verata. Fedele alla promessa, il 10 agosto dello stesso anno, firmava il decreto per l’estensione della festa del Prez.mo San­gue a tutta la Chiesa nella prima domeni­ca di luglio. S. Pio X. nel 1914, la fissò al primo di luglio e Pio XI nel 1934, a ricordo del XIX Centenario della Redenzione, la elevò a rito doppio di prima classe. Nel 1970 Paolo VI, in seguito alla riforma del calendario, l’ha unita alla Solennità del Corpus Domini, col nuovo titolo di So­lennità del Corpo e del Sangue di Cristo. Il Signore si servì della profezia di un santo missionario per l’estensione di questa festa a tutta la Chiesa e volle così dimostrare quanto gli fosse caro il culto al suo Prezioso Sangue.

PROPOSITO: Praticherò questo mese, in unione col Prezioso Sangue, pregando specialmente per la conversione dei peccatori.

GIACULATORIA: Sangue di Gesù, prezzo del nostro riscatto, sii benedetto in eterno!

FONTE: San Gaspare del Bufalo
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