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La Preghiera come deve essere e quando va fatta.

[…] In questo contesto si comprende la necessità della preghiera, come espressione di amore. Per questo bisognerebbe pregare sempre, pregare sempre a Dio: “ Tutto il tempo in cui non pensi a Dio,devi considerarlo come tempo perduto” – “ omne tempus in quo de Deo non cogitas, hoc te computes perdidisse” ( PL 184, 497A).”

Non bisogna mettersi in preghiera una volta o due, ma frequentemente e assiduamente, presentando a Dio i desideri del tuo cuore e, a tempo opportuno, anche ad alta voce” – “Non enim semel vel bis ad orationem est accedendum, sed frequenter et assidue, ad Deum extendentes desideria cordis et in tempore opportuno aperientes vocem oris” (Sermone sull’avvento).

Qualità della preghiera:

1. Umile. La preghiera è incontro con il Signore mentre tu sei così piccolo. ““e sei stato privato della grazia, stai pur certo che il motivo ne è stato la tua superbia, anche se non lo si vede, anche se tu non te ne rendi conto””(Sul cantico 54, 10).

2. Pura. Si tratta di cercare unicamente Dio per se stesso (Sul cantico, 40, 3). : “Tu non preghi in maniera conveniente se nella stessa preghiera tu cerchi qualcos’altro all’infuori del Cristo, o se nella preghiera tu cerchi, sì, il Cristo, ma non lo cerchi per se stesso” (Sul cantico 86, 3).

3. devota, cioè fervorosa.

Il tempo migliore per la preghiera è la notte.

“Chi vuole pregare, è opportuno che scelga il tempo e il luogo adatti. E’ più comodo e più utile pregare quando si è in riposo, particolarmente durante la notte; allora la preghiera nasce più libera e più pura. Alzati, quindi durante la notte, sul principio delle tue veglie, ed effondi come acqua il tuo cuore alla presenza del Signore tuo Dio. Come è segreta la preghiera fatta di notte; la conoscono soltanto Dio e il santo angelo che la accoglie per presentarla sull’altare del Cielo…Come sorge serena e quieta, senza essere disturbata da strepiti o da schiamazzi! Infine, come nasce pura e sincera, senza essere imbrattata dalla polvere delle preoccupazioni terrestri o tentata dalla ricerca di lodi o di adulazioni delle persone presenti” (Sul cantico 86,3).

La preghiera deve essere accompagnata dal digiuno: ma non solo esterno.
Non ci illudiamo! “ Il diavolo non ha paura di quelli che digiunano solo all’esterno” (Sulla Quaresima, III, 4). Il digiuno non ha solo scopo punitivo o di provvedere al bisogno degli affamati. Ha principalmente lo scopo di sostenere anche la preghiera “ La preghiera ottiene la forza per digiunare. Il digiuno rafforza la preghiera, mentre quest’ultima santifica il digiuno e lo presenta a Dio” (Sulla quaresima, IV, 2).
Digiuno e preghiera sono “ come due fratelli, ognuno dei quali reca aiuto e conforto all’altro” (Sulla Quaresima, IV, 2).

FONTE: Commento di P. Giovanni Lunardi sulla spiritualità di San Bernardo di Chiaravalle.

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