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16° giorno: Il sangue del sacrificio

Una religione, vera o falsa che sia, ha come elemento essenziale il sacrificio. Con esso non solo si adora Dio, ma si im­petrano perdono e grazie, si espia la col­pa, si ringrazia per i doni ricevuti. Dio stesso li chiedeva al popolo eletto. Ma che valore potevano avere essi? Forse il sangue degli animali, di per sé, placava Dio e pu­rificava l’uomo? «Non c’è liberazione, di­ce l’Apostolo, non alleanza, non espiazio­ne, se non nel Sangue dell’Agnello, ucci­so dall’origine del mondo». Cioè quei sa­crifici avevano un valore puramente sim­bolico e preludevano al Sacrificio di Cri­sto. Per trovare il vero, unico e definitivo Sacrificio, dobbiamo andare sul Calvario, dove Gesù, pur coperto dei nostri peccati, è il Sacerdote santo ed innocente e nello stesso tempo è la Vittima immacolata gra­dita a Dio. Ed ora sorvoliamo col pensiero i secoli e dal Calvario passiamo all’Altare. Su di es­so, come sul Calvario, si abbassa il Cielo, perché dall’Altare scaturisce come dal Calvario il fiume della Redenzione. La Croce è sul Calvario, la Croce è sull’Alta­re; la stessa Vittima del Calvario è sull’Al­tare; lo stesso Sangue zampilla dalle sue vene; per lo stesso fine – la gloria di Dio e la redenzione dell’umanità – Gesù si immolò sul Calvario e si immola sull’Al­tare. Presso l’Altare, come presso la Cro­ce, c’è la Madre di Gesù, ci sono i grandi santi, ci sono i penitenti che si percuotono il petto; presso l’Altare, come ai piedi della Croce, ci sono i carnefici, i bestem­miatori, gli increduli, gli indifferenti. Non vacilli la tua fede, se al posto di Gesù, sull’Altare, vedi un uomo come te. Il sacerdote ha ricevuto il mandato da Ge­sù Cristo di fare ciò ch’Egli fece nel Cena­colo. Non vacilli la tua fede, se non vedi la Carne e il Sangue di Cristo, ma solo il pane e il vino: dopo le parole della consa­crazione, il pane e il vino mutano sostan­za come la mutarono alle parole di Gesù. Pensa invece che la S. Messa è un «Ponte sul Mondo» perché unisce la terra al Cie­lo; pensa che i Tabernacoli sono i paraful­mini della Giustizia Divina. Guai se do­vesse venire il giorno in cui non si offrirà più a Dio il sacrificio della messa. Sarebbe l’ultimo del mondo!

ESEMPIO: A Ferrara, nella chiesetta di S. Maria in Vado, nella Pasqua del 1171, un sacer­dote mentre celebrava la S. Messa, fu as­salito da forti dubbi sulla reale presenza di Gesù Cristo nell’Eucarestia. Dopo l’elevazione, quand’egli spezzò l’Ostia consacrata, ne uscì sangue con tanta vee­menza che ne rimasero spruzzate le pareti e la volta. La fama di tanto prodigio si sparse per tutto il mondo e la pietà dei fedeli eresse una grandiosa basilica che racchiude intatte le pareti e la volta del piccolo tem­pio, sulle quali ancora oggi, circondate da tanti anellini d’oro, si possono vedere chiaramente le gocce del Sangue Prodi­gioso. Il Tempio è officiato dai Missionari del Prez.mo Sangue ed è mèta di tante anime devote. Quanti pretesti oggi per non ascoltare la S. Messa, neppure nelle feste di pre­cetto! Quante volte la Messa festiva di­venta l’ora degli appuntamenti, della ostentazione dei propri abiti e delle più immodeste acconciature! Si direbbe proprio che in certa gente si sia spenta del tutto la fede!

PROPOSITO: Cerchiamo di non man­care mai alla S. Messa nei giorni festivi e di assistervi colla maggior devozione pos­sibile.

GIACULATORIA: O Gesù, eterno Sa­cerdote, intercedi per noi presso il tuo Di­vin Padre, nel S. Sacrificio del tuo Corpo e del tuo Sangue. (S. Gaspare).

FONTE: San Gaspare del Bufalo

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