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Il contrario del nostro dovere

stellamatutina-la-bestemmia-urlo-infernaleDopo aver creato l’uomo, Dio non lo ha condannato all’isolamento, prigioniero della terra, ma lo ha invitato al dialogo, a librarsi verso il Cielo. a ricambiare il suo amore. a vivere nel conforto di un pieno abbandono e di una piena fiducia in Lui.

In questo dialogo, in questo rapporto di amore a cui Dio ci chiama, dobbiamo prima di tutto lodare il Signore: “Benedetto sei tu, Signore… Benedetto il tuo nome glorioso e santo, degno di lode e di gloria nei secoli” (Dn 3, 52-53). Per migliaia di volte Dio ci invita nella Bibbia a lodare il Suo nome: in particolare i Salmi straripano di lodi al Signore. E tutta la vita di Gesù, di sua madre Maria e dei Santi è stata un cantico di lode al nostro Creatore e Padre.

Se Dio è cosi grande da meritare ogni lode possibile, tanto che gli stessi angeli lo adorano (cfr.: Eb 1,6), e noi così piccoli, ne deriva, come logica conseguenza e come segno di umiltà, il dovere che abbiamo di coltivare un profondo spirito di adorazione: “Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi culto” (Mt 4, 10).

Poi il Signore ci esorta alla riconoscenza per i molti, moltissimi beni che ci ha offerto in dono: “In ogni cosa rendete grazie; questa è infatti la volontà di Dio” (1Ts 5, 18).

Amandoci come Padre, e come il migliore dei padri, il Signore ci invita inoltre a chiedergli tutto ciò di cui abbiamo bisogno: “In ogni necessità esponete a Dio le vostre richieste” (Fil 4, 6).

E infine, essendo noi peccatori, il Signore ci insegna a chiedere perdono, con umiltà e con fiducia, per il cattivo uso che abbiamo fatto dei suoi doni: “Rimetti a noi i nostri debiti” (Mt 6, 12).

Ebbene, se a tutto questo siamo invitati da Dio, con la bestemmia si fa l’esatto contrario.

Dio ci invita alla preghiera di lode, ma con la bestemmia lo si disprezza e si cerca di sprofondarlo nella fogna del disonore.

Dio ci invita alla preghiera di adorazione, ma con la bestemmia, invece di riconoscere la sua infinita grandezza e la sua superiorità nei nostri confronti, si tenta di abbassarlo sotto il livello delle bestie.

Dio ci invita alla preghiera di ringraziamento, ma con la bestemmia lo si ricambia con la peggiore ingratitudine.

Dio ci invita alla preghiera di richiesta, ma con la bestemmia ci si mette in condizione di non poter ricevere i suoi doni.

Dio ci invita alla preghiera per avere il perdono, ma con la bestemmia si pongono le basi per attirare su di sé e sul mondo intero non il perdono, ma i più tremendi castighi.

Che cosa resta di cristiano in un cristiano che bestemmia?

Più nulla! E che cosa resta di umano in un uomo che offende chi l’ha creato? Solo una pallida ombra di umanità, un rottame di umanità e nulla più!

Immagina che un grande pittore porti un amico in visita a un museo in cui sono esposte le sue opere perché veda i suoi capolavori e quell’amico, invece di ammirare quelle opere e lodare chi le ha fatte, commci a dire parole di disprezzo verso l’artista. Un comportamento assurdo! Una delusione completa!

Ancora più grave è la responsabilità e la colpa di chi offende il migliore degli artisti, il Signore Dio, il Creatore di ogni cosa. la fonte di ogni bellezza, il datore di ogni dono.

Non è esagerato dire che il bestemmiatore ha fatto di se stesso un mostro!

FONTE: © ENZO BONINSEGNA, La bestemmia: Urlo infernale, 1993
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